Perotti e Corradini: un legame d’amicizia confermato da bozzetti inediti

Corradini

Corradini

Armando Perotti (1865-1924) non ha bisogno di presentazioni: poeta, letterato, storico e cultore di patrie memorie, il suo nome resterà per sempre tra quelli dei figli più illustri della città di Bari. Il Perotti nel corso della vita ebbe rapporti con vari notabili dell’epoca, e in particolare con due eccellenti artisti come il famoso caricaturista Frate Menotti e l’architetto Cesare Augusto Corradini (1860-1932), che diverrà poi noto per il progetto della Fiera del Levante.

Se il rapporto con Frate Menotti è stato già meticolosamente indagato, poco noto al grande pubblico è il rapporto d’amicizia che, fino alla fine, legò Perotti a Corradini.

I rapporti fra Perotti e Corradini

I rapporti amichevoli tra il poeta e l’architetto sono testimoniati da reminiscenze familiari, che trovano puntuali riscontri nelle cronache dell’epoca: Corradini, infatti, non solo partecipò ai funerali dell’amico scrittore – come tantissimi altri cittadini baresi, che spesso lo conoscevano solo di fama – ma fu tra i promotori di un comitato Per il ricordo marmoreo ad Armando Perotti.

L’architetto Corradini

Insieme all’amico Mario Sabatelli, valente scultore, Perotti e Corradini presenziarono alle celebrazioni per il Centenario del Borgo Murattiano, nel 1913: la lapide originale (quella attualmente visibile è un rifacimento del 1963), disegnata dall’architetto, era ornata dal busto di Sabatelli, raffigurante com’è ovvio re Murat, e recava l’epigrafe dettata per l’appunto dal Perotti, che aveva anche riportata nei suoi scritti la famosa leggenda dell’anello (l’anello del re Murat, che sarebbe stato sepolto nelle fondamenta della prima casa del nuovo borgo: leggenda poi confutata da un altro eminente storico locale, Alfredo Giovine).

La lapide dedicata a Murat

Le Feste Centenarie del Borgo

Corradini fu peraltro il regista del corteo celebrativo delle Feste Centenarie del Borgo, disegnandone gli addobbi temporanei, mentre Perotti si era occupato delle ricerche storiche per celebrare degnamente l’anniversario. Le parole dell’epigrafe, che rivelano la valentia di scrittore e l’orgoglioso affetto di cittadino, val la pena di ricordarle:

QVI / SVL BIMILLENARIO LIMITE / DELLE MVRA DEI CAMPI E DEL MARE / IN CONSPETTO DELLA CERCHIA ANTICA / INCONTRO ALLE APERTE VIE / DELLA SPERANZA E DELLA FORTVNA AVVENIRE / RE GIOACCHINO MVRAT / IL XXV APRILE MDCCCXIII / CONSACRÒ CON LA GEMMA E CON L’AVGVRIO / QVESTA PRIMA CASA / DELLA NVOVA CITTÀ / E QVINDI MOSSE PIENA DI FATI / LA NVOVA STORIA DI BARI / COMPIVTO IL SECOLO / IL COMVNE POSE.

All’indomani della morte dello scrittore, come anzidetto, Corradini si fece promotore di un comitato per onorarne degnamente la memoria: tale comitato, oltre dall’architetto, era composto dal prof. Michele Gervasio, dall’avv. Roberto Beltrani e dall’arch. Saverio Dioguardi.

Il comitato valutò positivamente la proposta degli scultori Vitantonio De Bellis e Gaetano Civera, che, per motivi d’ordine economico, non verrà mai realizzata. La Lapide ad Armando Perotti (1931), affissa sulla facciata della Chiesa-Famedio del Cimitero Monumentale, probabilmente fu disegnata anch’essa da Corradini, tuttavia non ne abbiamo prove certe: quel che è certo è che fu eseguita dallo scultore Giovanni Laricchia (1866 – 1941), che soleva spesso lavorare su disegni altrui.

I bozzetti inediti di Corradini per l’amico Perotti

Un’ultima testimonianza materiale del rapporto tra Perotti e Corradini sarebbe data da due disegni, presenti tra le carte dell’architetto Corradini – la cui consultazione è stata consentita allo scrivente i suoi eredi: Simonetta Liga Corradini, Paolo Falciani e Valentina Falciani – che potrebbero essere identificati come due bozzetti preliminari (a sanguigna e carboncino) per un ritratto di Armando Perotti.

I bozzetti hanno un evidente somiglianza…
… con Armando Perotti

I disegni in questione sono di mano del Corradini, ma non è chiaro chi sia il personaggio raffigurato: è pur vero che il profilo, il taglio degli occhi e l’incipiente stempiatura corrispondono ai lineamenti del Perotti. Armando Perotti viene ricordato nell’iconografia più diffusa come un uomo barbuto, perché così usava nella seconda metà dell’Ottocento: tuttavia, tra ‘800 e ‘900 inizia a diffondersi la moda dei baffi, e difatti una fotografia più recente raffigura un Perotti baffuto più somigliante al disegno in questione, anche se le punte dei baffi appaiono all’insù mentre il modello del ritratto corradiniano ha un paio di “baffoni alla Nietzsche” come quelli che a fine ‘800 portava il celebre filosofo.

Una foto di Armando Perotti

Il mistero rimane

Il personaggio ritratto non è certamente un familiare, e tra gli amici sembra essere Perotti il più plausibile: un Perotti quasi sulla quarantina, il che confermerebbe una datazione del disegno ai primi del ‘900, periodo in cui Corradini aveva ormai lasciato definitivamente la capitale per trasferirsi a Bari.

Si tratta, va ribadito, di un’identificazione ipotetica: eppure, lo sguardo riflessivo e il piglio sicuro del personaggio ritratto più di cent’anni fa da Corradini sembrano proprio appartenere al nostro Armando Perotti. 


Bibliografia:

  • Simone De Bartolo, Arte e Artisti a Bari. Raffaele Armenise, Cesare Augusto Corradini, Saverio Dioguardi, Angelo Messeni, Mario Sabatelli, Bari 2023
  • Aleksander Dajkovic – Simone De Bartolo, Cesare Augusto Corradini (1860-1932). Un architetto eclettico tra Italia e Montenegro, Bari 2023

Link Wikipedia Armando Perotti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Armando_Perotti

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Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.

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