Progetto BRT a Bari: troppi dubbi e nodi irrisolti
Torniamo a parlare del progetto BRT (Bus Rapid Transit) che, attraverso l’utilizzo di bus elettrici, vuole ridisegnare il sistema di trasporto pubblico di Bari. Nel luglio del 2025 avevamo riportato la dichiarazione del Comitato Cittadino No BRT – Municipio 2, riguardante i dubbi e i quesiti sollevati da commercianti e residenti delle zone interessate.
Questa settimana, a distanza di più di un anno, abbiamo ricontattato il Comitato per scoprire se quelle perplessità si siano rivelate fondate oppure no e come sia cambiata la situazione nel frattempo.
Riportiamo qui, un nuova dichiarazione del comitato.
Il Comitato Cittadino No BRT Municipio 2 ha sollevato fin dall’inizio alcune criticità legate alla realizzazione del progetto BRT, a partire da due questioni che riteniamo fondamentali: la perdita massiva di posti auto e le conseguenze sulla viabilità cittadina e municipale.
Da quando ci siamo costituiti abbiamo scelto di non limitarci alla protesta, ma di aprire un tavolo di confronto con l’Amministrazione comunale, con l’obiettivo di portare all’attenzione degli amministratori le problematiche segnalate quotidianamente da residenti e commercianti e cercare soluzioni concrete.
Rispetto all’inizio, qualcosa è sicuramente cambiato. Abbiamo evidenziato più volte l’assenza di un adeguato piano della sosta e di un piano parcheggi collegato alla realizzazione dell’opera. Oggi, almeno per l’asse interessato dalle linee BRT, un piano della sosta è stato pubblicato. Per noi questo è un primo risultato importante: significa che una problematica che abbiamo sollevato fin dall’inizio è stata riconosciuta come reale e meritevole di approfondimento.
Lo stesso Sindaco e l’Assessore alla Cura del Territorio, in più occasioni, hanno riconosciuto pubblicamente l’importanza delle criticità sollevate dal Comitato, ammettendo che avevamo posto all’attenzione dell’Amministrazione un problema che, fino a quel momento, non era stato adeguatamente considerato.
Il problema, però, è che riconoscere una criticità non significa averla risolta.
Abbiamo analizzato il piano della sosta pubblicato e, a nostro avviso, le soluzioni individuate non sono sufficienti a compensare la perdita di posti auto che il BRT comporterà. Una parte significativa della risposta viene affidata al nuovo parcheggio previsto a San Girolamo, ma lo stesso studio della sosta evidenzia che alcuni Municipi continueranno a subire una perdita consistente di posti auto.
Il Municipio 2, secondo le stime disponibili, perderà circa 600 posti auto.
Parliamo di un territorio che già oggi vive una forte carenza di parcheggi, soprattutto per i residenti, ma anche per chi raggiunge quotidianamente le attività commerciali, gli uffici e i servizi del Municipio. Oggi molti automobilisti sono già costretti a cercare soluzioni di fortuna per poter parcheggiare. Eliminare ulteriori centinaia di posti senza una compensazione adeguata significa rischiare di aggravare una situazione che già oggi è critica.
I cantieri e i disagi quotidiani
C’è poi la questione dei cantieri, che ormai da mesi interessa numerose zone della città e del Municipio 2.
Da gennaio i cittadini convivono prima con i lavori relativi ai sottoservizi e successivamente con quelli legati al BRT. Anche su questo fronte abbiamo chiesto più volte una maggiore programmazione e una calendarizzazione condivisa degli interventi, soprattutto perché dietro ogni strada chiusa ci sono residenti, commercianti, lavoratori e cittadini che devono continuare a vivere e lavorare.
Le scadenze comunicate sono state più volte rinviate: inizialmente si parlava del 30 giugno, successivamente del 31 luglio e poi del 31 agosto.
Oggi siamo al 2 settembre e i cantieri sono ancora presenti.
Come Comitato non siamo riusciti, ad oggi, a reperire pubblicamente documentazione che ci consenta di comprendere quali siano le nuove scadenze e quali proroghe siano state formalmente concesse rispetto ai lavori finanziati nell’ambito del PNRR. Nel frattempo i lavori proseguono, spesso a rilento e con una presenza di operai che, a nostro avviso, non sembra proporzionata all’urgenza di completare gli interventi.
Non vogliamo fare polemica sul singolo lavoratore o sull’impresa: vogliamo semplicemente capire quali siano i tempi reali di conclusione dei lavori e perché cittadini e commercianti debbano continuare a sopportare disagi senza avere un cronoprogramma chiaro e facilmente consultabile.
Un piccolo risultato, però, siamo riusciti a ottenerlo.
Abbiamo ottenuto la possibilità, almeno temporaneamente, di utilizzare per la sosta alcune corsie BRT già completate, fino alla messa in funzione dell’opera.
È una soluzione che non risolve il problema, ma rappresenta almeno una boccata d’ossigeno per residenti e attività commerciali durante questa fase di cantieri. Quando però l’opera sarà completata e inizieranno collaudi e messa in esercizio, queste aree non potranno più essere utilizzate per parcheggiare.
Ed è proprio in quel momento che, secondo noi, emergerà nella sua interezza il problema che abbiamo denunciato.

Le soluzioni annunciate
Sappiamo che l’Amministrazione sta cercando di recuperare nuovi spazi per la sosta.
Ci è stato riferito dell’ipotesi di esproprio dell’area antistante il mercato di Santa Scolastica, su viale Papa Giovanni XXIII, per realizzare un parcheggio da circa 120 posti auto.
Ci è stata inoltre prospettata la possibilità di realizzare una corsia di sosta sotto la Casa Circondariale.
Sono interventi che consideriamo positivamente, ma che oggi, almeno per quanto ci riguarda, rimangono in larga parte annunci e impegni ancora da trasformare in fatti concreti.
Ed è questa la nostra principale preoccupazione: qualcosa è cambiato, perché oggi l’Amministrazione è consapevole dell’esistenza del problema. Ma le soluzioni concrete che abbiamo visto finora non sembrano ancora sufficienti.
Il problema non riguarda soltanto i residenti
La questione dei parcheggi non può essere liquidata dicendo semplicemente ai cittadini di lasciare l’auto a casa.
Siamo i primi a sostenere che una città moderna debba incentivare il trasporto pubblico. Ma per chiedere ai cittadini di cambiare le proprie abitudini bisogna offrire un’alternativa realmente efficiente, capillare e affidabile.
Inoltre, il costo dei pochi parcheggi privati disponibili è aumentato sensibilmente e il numero di posti non è comunque sufficiente a compensare quelli che verranno eliminati.
Questo rischia di creare anche un problema sociale: chi può permettersi di pagare un parcheggio privato potrà continuare a utilizzare l’auto, mentre chi non può permetterselo subirà maggiormente le conseguenze della trasformazione della mobilità.
E il problema riguarda anche le attività commerciali.
I commercianti non possono essere chiamati a sostenere contemporaneamente mesi di cantieri, difficoltà di accesso alle proprie attività, perdita di posti auto e, nel futuro, una trasformazione radicale delle abitudini di mobilità dei propri clienti.
Un BRT che non copre tutta la città
C’è poi una domanda alla quale continuiamo a non avere una risposta sufficientemente chiara: come potrà funzionare realmente il sistema se una parte consistente della città rimane fuori dal servizio?
Poggiofranco, Ceglie, Carbonara, Sant’Anna, Torre a Mare e i Comuni dell’area metropolitana non possono essere considerati marginali quando si parla di mobilità.
Se una persona proveniente da queste zone deve raggiungere il percorso BRT, deve poter lasciare l’auto in un parcheggio di interscambio. Senza una rete adeguata di Park & Ride e parcheggi di interscambio, rischiamo di chiedere alle persone di abbandonare l’auto senza aver creato le condizioni materiali per farlo.
Gli orari del trasporto pubblico
Abbiamo posto anche un’altra questione, apparentemente semplice ma per noi fondamentale: quali saranno gli orari effettivi del servizio?
Se chiediamo ai cittadini di lasciare l’auto e utilizzare il trasporto pubblico, dobbiamo garantire che quel trasporto pubblico sia disponibile quando realmente serve.
Ci sono lavoratori che iniziano molto presto la mattina. Ci sono lavoratori che terminano il proprio turno in tarda serata. Ci sono persone che vogliono uscire la sera, andare a cena, partecipare a un evento o semplicemente trascorrere qualche ora fuori casa e poi rientrare.
Da tempo chiediamo di conoscere la copertura oraria prevista.
Ad oggi non abbiamo ricevuto una risposta che ci permetta di capire quale sarà concretamente il livello del servizio.
La domanda che poniamo è semplice: se la mobilità privata viene fortemente limitata, ma il trasporto pubblico non garantisce una copertura adeguata per l’intera giornata, non rischiamo di trasformare la mobilità in una sorta di “coprifuoco” per alcune fasce della popolazione?
È davvero questo il modello di città che vogliamo?
La viabilità
L’ultimo grande tema è quello della viabilità.
Molte strade interessate dagli interventi sono diventate ad una sola corsia, mentre la presenza di numerosi semafori e la riduzione di alcuni importanti ingressi alla città, come nel caso di via Caldarola, stanno già producendo pesanti ripercussioni sul traffico.
E siamo ancora in estate.
La nostra preoccupazione è capire cosa accadrà quando riapriranno completamente le scuole, riprenderanno a pieno regime le attività lavorative e aumenteranno gli spostamenti quotidiani.
Anche in questo caso non siamo contrari a priori alla necessità di cambiare il sistema della mobilità. Siamo contrari a un cambiamento che, secondo noi, rischia di essere realizzato senza aver prima risolto adeguatamente tutte le conseguenze che produce.
La nostra posizione
Il Comitato non pretende di avere tutte le risposte e non vuole sostituirsi all’Amministrazione.
Chiediamo semplicemente che la vita quotidiana di residenti, commercianti e cittadini venga messa al centro della progettazione.
Se il BRT deve portare benefici alla città, vogliamo che questi benefici siano reali e che non vengano ottenuti scaricando i costi e i disagi esclusivamente su alcuni quartieri e su alcune categorie di cittadini.
Qualcosa, rispetto a un anno fa, è cambiato.
I cittadini rispondono sempre più numerosi agli appelli del Comitato e iniziano a segnalare pubblicamente le stesse problematiche che denunciamo da oltre un anno. L’Amministrazione ha riconosciuto la fondatezza di alcune delle nostre osservazioni e sta cercando, almeno in parte, di intervenire.
Ma per noi non è ancora sufficiente.
Oggi non chiediamo soltanto di essere ascoltati: chiediamo di vedere soluzioni concrete, tempi certi e impegni verificabili.
La nostra paura rimane quella che abbiamo espresso fin dall’inizio: che un’opera pensata per migliorare la mobilità possa, se non accompagnata da adeguate misure complementari, produrre più disagi che benefici per una parte significativa della città.
E finché parcheggi, viabilità, copertura del trasporto pubblico, Park & Ride e gestione dei cantieri non avranno risposte concrete, quella paura continuerà a essere, per noi e per molti cittadini, assolutamente legittima.
2 settembre 2026
I portavoce del Comitato Cittadino NO BRT Municipio 2
Link della pagine del comitato:
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Link sito per info sulla BRT: Bari in progress:
https://www.bariinprogress.it/project/brt-bus-rapid-transit/
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.