La cura della natura diventa un valore fondamentale, anche per il Vaticano
L’ambiente non è semplicemente la realtà che ci circonda: è anche ciò di cui siamo personalmente responsabili. E su questa presa di coscienza anche il Vaticano ha espresso, pochi giorni fa, la sua riflessione.
Chiunque abbia mai pensato di incamminarsi sulla via della crescita personale e del benessere collettivo si è posto questa domanda: quali sono i valori che orientano le nostre scelte?
Non valori dichiarati a parole, ma punti di riferimento solidi che muovono nel concreto e con coerenza le nostre azioni.Tra questi principi etici, la cura del mondo merita una considerazione che, troppo spesso, è rimasta sullo sfondo. Forse perché siamo stati abituati a vederla come una faccenda da delegare al sistema politico o alla ricerca scientifica.
Abbiamo così perso di vista la nostra responsabilità individuale, ignorando che la tutela ambientale è ben legata alla crescita interiore e al benessere, poiché dimostra nei fatti come scegliamo di stare al mondo. E questa scelta ha delle conseguenze.
La riflessione del Vaticano
Proprio su questo punto arriva, il 21 agosto 2026, una riflessione del Vaticano destinata a interessare anche chi anela alla consapevolezza.
In piena continuità con la strada già aperta da Papa Francesco attraverso l’enciclica Laudato si’, la Commissione Teologica Internazionale ha pubblicato Prendersi cura della nostra Casa comune: Risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario. Un documento dedicato alla crisi ecologica e al rapporto tra la cura del creato e la fede cristiana.
Il testo propone di leggere il danno arrecato alla creazione anche attraverso la categoria del “peccato contro il creato e il Creatore”, collegando la responsabilità ambientale alla relazione dell’essere umano con Dio, con gli altri e con il mondo naturale.
Non è una nuova regola religiosa sul comportamento ambientale e non stabilisce un modello unico di vita sostenibile. Il passaggio più interessante è che la cura del Creato viene collocata all’interno della responsabilità morale della persona. Ciò porta il tema fuori dalla dimensione delle grandi decisioni politiche ed economiche e lo avvicina alla vita quotidiana.
Il documento lo fa esplicitamente quando parla di consumi, acquisti, alimentazione, energia, trasporti. La spiritualità ecologica proposta dalla Commissione comprende infatti attenzione ai ritmi di vita, al consumo personale e familiare, alla riduzione degli sprechi e a un’alimentazione definita “sana e responsabile nei confronti dell’ambiente”.
Il vegetarianismo biblico
Il passaggio sull’alimentazione è quello che ha attirato maggiormente l’attenzione, anche perché il documento riconosce esplicitamente al vegetarianismo un riferimento biblico.
La Commissione osserva che nel racconto della Genesi, al primo capitolo, il cibo messo a disposizione dell’essere umano è costituito da erbe e alberi da frutto e afferma che proprio questo rappresenta “un innegabile punto di appoggio” per il movimento vegetariano. Ma il testo non si ferma qui: ricorda anche che, dopo il diluvio, nella vicenda di Noè, il consumo di animali viene consentito senza eccessi.
La conclusione, quindi, non è un’imposizione del vegetarianismo, bensì un invito alla moderazione, chiedendo di coniugare il rispetto per la vita animale con l’effettivo bisogno di nutrimento e invitando a ridurre, per quanto possibile, le aggressioni dirette alla fauna.
Rispettare la Terra
Custodire la Terra tutta, allora, smette di essere un dovere imposto dall’alto o un dogma da rispettare: diventa l’espressione più autentica del nostro equilibrio interiore.
Perché non esiste un vero benessere personale che possa fiorire nel disinteresse per ciò che ci tiene in vita. Ogni volta che scegliamo con cura, che rallentiamo, che rinunciamo al superfluo per proteggere l’essenziale, stiamo tutelando noi stessi.
La salute del pianeta e la nostra consapevolezza camminano sullo stesso sentiero: un passo alla volta, una decisione alla volta. Verso una vita che non si limita a consumare voracemente il mondo, ma impara, finalmente, ad abitarlo con amore.
Link Wikipedia Vegetarianismo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Vegetarianismo
© 2026 Tutti i diritti riservati
Maria Bruno è redattrice, scrittrice e dottoressa in Educazione Socio Culturale e Interculturale. In passato ha collaborato con le testate giornalistiche "Il quotidiano italiano" e "Barinedita". Dal 2021 è insegnante Mindfulness (protocollo MBSR e protocolli personalizzati) e coach personale e spirituale. Da luglio 2020 è impegnata in svariati progetti a supporto delle persone vittime di abuso e violenza. Ha uno spirito nomade e il suo posto nel mondo è il mondo.