Giardino Francesca Laura Morvillo a Bari: la storia della magistrata vittima della strage di Capaci

Giardino Morvillo a San Pasquale

Per poter vantare una vera e profonda conoscenza di una città, bisogna fermarsi davanti ai nomi delle sue vie, piazze e giardini e domandarsi a chi sono dedicati quelle targhe che danno il nome a quei luoghi. Nel quartiere San Pasquale, su via della Costituente il giardino prima del Park & Ride a due passi dal Parco 2 Giugno, porta dal 23 maggio 2019 il nome di Francesca Laura Morvillo, magistrata palermitana, vittima di mafia nella tristemente nota strage di Capaci, la cui storia professionale merita di essere conosciuta.

Giardino Francesca Laura Morvillo…
… nel quartiere San Pasquale…
… a due passi dal Parco 2 Giugno

La vita di Francesca Morvillo

Francesca Morvillo nacque a Palermo il 14 dicembre 1945, il padre Guido era un sostituto procuratore e presto anche suo fratello Alfredo seguì le orme paterne. Dopo gli studi, Francesca si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo, dove si laureò il 26 giugno 1967. La sua tesi le valse il Premio Giuseppe Maggiore.

Dopo essere entrata in magistratura ricoprì incarichi di crescente responsabilità, in un periodo in cui le donne in magistratura erano ancora poche. Fu giudice del Tribunale di Agrigento, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo, Consigliere della Corte d’Appello di Palermo.

La maggior parte della sua attività professionale fu concentrata sulla giustizia minorile. La protezione dei minori contro ogni tipo di illegalità fu il cardine di tutta la sua attività in magistratura. Proprio per questo presso la Scuola di Specializzazione in Pediatria della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Palermo, divenne docente di Legislazione del minore.

Francesca conosce Giovanni Falcone

Nel 1979, quando era già in attesa della separazione dal primo marito, incontrò il magistrato Giovanni Falcone, anche lui alla fine del suo primo matrimonio. Dopo i rispettivi divorzi, nel maggio 1986 la coppia si sposò con cerimonia civile e riservata a Palermo.

La magistrata Francesca Laura Morvillo

Nonostante il matrimonio con il magistrato del pool Antimafia e tutte le conseguenze dovute alle restrizioni e minacce avute a causa del ruolo del marito, il suo impegno nella magistratura continuò e nel 1990 divenne l’unica donna Consigliere della Corte d’Appello di Palermo. Nel 1991 chiese di essere trasferita agli uffici giudiziari di Roma per poter stare vicino a suo marito.

Il suo ultimo impegno professionale risale al 22 maggio 1992 a Roma, presso l’Ergife Palace Hotel dove la Morvillo ha partecipato ai lavori della commissione d’esame per il concorso di accesso alla magistratura. Il giorno successivo con il marito decise di fare ritorno in Sicilia.

Il resto, purtroppo, rappresenta una ferita ancora aperta nella storia della nostra nazione: la strage di Capaci.

La strage di Capaci

Il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, un attentato dinamitardo organizzato dalla mafia colpisce le tre auto in cui viaggiavano Francesca Morvillo, Giovanni Falcone e i tre agenti di scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Francesca ferita ma viva è estratta dalle lamiere dell’auto e trasportata d’urgenza prima all’ospedale Cervello e poi al Civico di Palermo, purtroppo durante l’intervento muore.

Nel novembre dello stesso anno le fu conferita la Medaglia d’oro al valor civile alla memoria:

Giovane Consigliere della Corte d’Appello di Palermo, consorte del giudice Giovanni Falcone, pur consapevole dei gravissimi pericoli cui era esposto il coniuge, gli rimaneva costantemente accanto sopportando gli stessi disagi e privazioni, sempre incoraggiandolo ed esortandolo nella dura lotta intrapresa contro la mafia. Coinvolta, insieme al Magistrato, in un vile e feroce agguato, sacrificava la propria esistenza vissuta coniugando ai forti sentimenti di affetto, stima e rispetto verso il marito, la dedizione ai più alti ideali di giustizia. Capaci (Pa), 23 maggio 1992.

A Francesca furono dedicate diverse strade e piazze in tutta Italia, oltre al giardino di Bari. Una donna che non andrebbe ricordata solo come la moglie di Falcone, ma dovrebbe essere commemorata per la sua attività di magistrata, la sua dedizione alla causa della giustizia. Un esempio di eroismo e sacrificio che merita di rimanere sempre vivo nella memoria collettiva.


Link Quirinale:

https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/4199

Link Fondazione Falcone:

https://www.fondazionefalcone.org/

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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