Sistema BRT a Bari: l’opinione del Comitato Cittadino NO BRT – Municipio 2
BRT
Nelle ultime settimane a Bari molti residenti e commercianti si sono opposti al nuovo sistema di trasporto pubblico urbano BRT (Bus Rapid Transit), approvato dalla giunta comunale e finanziato grazie al PNRR, che, almeno sulla carta, promette di “ridisegnerà completamente il sistema di trasporto pubblico”. Il sistema BRT sarà costituito da 4 linee (Blu, Rossa, Verde e Lilla), percorse con bus elettrici che viaggeranno su corsie di marcia riservate.
BRT un progetto innovativo?
Il progetto sembra all’avanguardia e dovrebbe portare a una grande innovazione del trasporto pubblico ma come ogni grande innovazione, porta con sé alcuni problemi di adeguamento delle strutture di urbanistica primaria già esistenti da risolvere prima di iniziare i lavori.
Sono proprio queste problematiche, per le quali le soluzioni sembrano ancora non chiare, a contrariare i residenti e i commercianti che lamentando di non aver ricevuto adeguate informazioni e rassicurazioni dall’Amministrazione comunale.
Abbiamo chiesto l’opinione dei referenti del Comitato Cittadino NO BRT – Municipio 2 che, oltre a una raccolta firme online, giovedì 17 ha indetto un incontro pubblico presso la Parrocchia di S. Maria delle Vittorie per informare e discutere il sistema BRT con i cittadini.
Riportiamo la dichiarazione pervenutaci senza alcun taglio o censura.

La dichiarazione del Comitato Cittadino NO BRT – Municipio 2
Il Comitato Cittadino No BRT – Municipio 2 nasce dalla totale assenza di informazione da parte dell’Amministrazione comunale in merito al progetto del Bus Rapid Transit (BRT). I cantieri sono già operativi, ma nessun cittadino, residente o commerciante è stato adeguatamente informato o coinvolto: si è trattato di un progetto calato dall’alto, senza alcun percorso partecipativo.
Il nostro comitato è apolitico e apartitico, composto da cittadini, residenti e commercianti, in gran parte del Municipio 2 (l’area maggiormente penalizzata dal progetto), ma non solo. Abbiamo costituito al nostro interno una commissione di tecnici che ci consente di analizzare in modo approfondito le diverse sfaccettature del progetto e di elaborare proposte alternative e concrete per colmare le criticità che, a nostro avviso, il progetto presenta in modo evidente.
Il Comitato è nato con uno scopo preciso: creare un contatto diretto fra cittadini e Comune, per ottenere risposte chiare e ufficiali su un progetto che, ad oggi, resta in larga parte avvolto nell’incertezza. Vogliamo aprire un tavolo di confronto con l’Amministrazione per affrontare concretamente la questione dei parcheggi, chiedere delucidazioni sul progetto BRT (visto che le informazioni disponibili sono vaghe e frammentarie, e nemmeno sul sito ufficiale del Comune di Bari si trovano documenti chiari) e conoscere finalmente la calendarizzazione precisa dei lavori, aspetto fondamentale anche per i cittadini che devono organizzare la propria vita, lavoro e attività.
La nostra volontà non è quella di arrivare allo scontro, né sul piano politico né su quello legale. Come Comitato, desideriamo incontrare l’Amministrazione per costruire insieme soluzioni praticabili. La nostra commissione tecnica nasce anche con questo spirito: non solo denunciare ciò che non funziona, ma portare idee, proposte e progetti alternativi per risolvere le criticità esistenti.
Vogliamo chiarire fin da subito che non siamo contrari alla mobilità sostenibile, né ai principi alla base del progetto BRT. Tuttavia, riteniamo che la mobilità debba essere sostenibile prima di tutto per i cittadini che la vivono quotidianamente: deve essere non solo ecologicamente, ma anche socialmente sostenibile.
Una delle criticità più evidenti riguarda la drastica eliminazione dei posti auto. Ad esempio, lungo l’asse via Omodeo – viale Don Luigi Sturzo, interessato dalla cosiddetta “linea verde”, non è previsto alcuno stallo stradale residuo. E ad oggi, non è prevista alcuna compensazione ufficiale. L’Amministrazione ha affidato a due diverse aziende l’elaborazione di un piano parcheggi (un piano soste e uno parcheggi con prospettiva decennale), ma – come ammesso dalla stessa Giunta – entrambi sono in forte ritardo. Nonostante ciò, i lavori per la cantierizzazione del BRT sono già in corso: in via della Resistenza, adiacente al supermercato Famila, sono iniziati gli scavi per la realizzazione della zona di ricarica per i bus elettrici.
Un altro elemento critico è il sistema dei Park & Ride, che pure rappresenta un punto di forza della mobilità sostenibile. È evidente che sono stati fatti investimenti importanti e oggi le strutture – come quella di Largo 2 Giugno, con 330 posti auto – sono perfettamente funzionanti e molto utilizzate dagli utenti locali e non solo. Tuttavia, i posti disponibili sono già insufficienti: il Park & Ride è già saturo oggi, e non potrà assolutamente reggere il carico aggiuntivo quando il BRT sarà attivo. Né potrà servire adeguatamente i residenti, né i commercianti della zona, tantomeno i nuovi utenti del BRT. Eppure, i fondi del PNRR, utilizzati per la realizzazione del progetto BRT, prevedevano la possibilità di impiegarli anche per la creazione o l’ampliamento dei parcheggi di interscambio. Perché non è stato fatto?
Inoltre, le linee BRT non costituiscono un servizio capillare: si limitano a collegare alcune zone della semiperiferia al centro. Solo la “linea verde” connette un’area di Japigia (via Aquilino – zona Regione) alle Piscine comunali. A fronte di questa osservazione, l’Assessore Scaramuzzi ha dichiarato che è in fase di definizione un piano di riorganizzazione del servizio AMTAB, ma nessun documento ufficiale è stato ancora presentato ai cittadini.
Va poi considerato che il restringimento delle carreggiate, dovuto alle nuove corsie riservate, comporterà inevitabilmente un incremento del traffico, soprattutto nella fase iniziale, con conseguenze ambientali e sociali rilevanti per i residenti, per non parlare dell’orario di attività del trasporto pubblico che, stando a quanto dichiarato dall’Amministrazione, non prevedrà, per ora, alcun servizio notturno.
Tutte queste criticità rischiano di mettere in ginocchio il tessuto commerciale del Municipio 2, formato da numerose attività che servono clienti provenienti da tutta la città e dai comuni limitrofi. Il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), di cui il BRT è parte integrante, punta a rendere i quartieri di Bari autosufficienti. Un obiettivo condivisibile per settori come sanità e istruzione, ma che applicato al commercio di prossimità, in un’epoca dominata da e-commerce e grandi centri commerciali, appare in controtendenza: si rischia infatti di retrocedere verso un modello di bottega di quartiere, vanificando anni di crescita e apertura verso un mercato più ampio.
In conclusione, ribadiamo che non siamo contrari al progetto BRT in sé, ma lo riteniamo un intervento partito dalla fine, privo di un adeguato confronto con il territorio, e che al momento non garantisce né equilibrio urbano né giustizia sociale
Fabio Spinelli e Giuseppe D’Acquisto portavoce del
Comitato cittadino NO BRT – Municipio 2
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.