Frate Menotti: il fustigatore dei costumi della Belle Époque barese

Frate Menotti copertina copia

Frate Menotti copertina copia

La satira politica non piace al potere. Non è una novità. Il grado di democrazia di un paese si misura sulla tutela del diritto di critica e sulla benevola accoglienza che il governo di turno riserva al giullare di corte, comico o vignettista che sia.

Ma la censura, palese o ben mascherata, agisce oggi, come in passato. Ne seppe qualcosa anche il più grande vignettista barese, Menotti Bianchi (24 sett. 1863 – 11 sett. 1924), in arte Frate Menotti che negli ultimi anni della sua vita, sotto il nascente regime fascista, ne fece l’amara esperienza.

La produzione di Frate Menotti

Si contano circa 2 mila vignette, tra tavole e disegni acquerellati, di cui solo poco più di 800, tra tavole separate e schizzi contenuti in 15 taccuini, sono stati catalogati e conservati, per la maggior parte nella Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpe (Fondo “Menotti Bianchi”) e nel Musei Civico di Bari (13 tavole) assieme alla ricca biblioteca che alimentò la sua notevole cultura.

La maggior parte delle restanti opere inedite, sono conservate in biblioteche e case private.

In attesa delle iniziative per il centenario della sua morte che si celebrerà tra poco più di un anno, qualcosa già si muove.

“Mercoledì con la Storia”

E lo scorso 28 giugno nella suggestiva sede dell’associazione “I Custodi della Bellezza” in piazza San Anselmo a Bari vecchia, nel ciclo dei “Mercoledì con la Storia”, patrocinata dall’Associazione “Centro di Studi Normanno-Svevi” (referente del progetto Maurizio Triggiani) si è tenuto una conversazione pubblica intavolata da Giulia Perrino con il nostro Francesco Quarto.

Locandina evento
Conversazione fra Giulia Perrino e Francesco Quarto

Attingendo a una delle rare pubblicazioni esistente, Colpi da Orbo, Giulia Perrino, appassionata conoscitrice della storia di Bari, docente di Storia dell’arte, nonché vicepresidente dell’Associazione “Centro Studi Normanno-Sevi”, ha introdotto l’opera e il personaggio Frate Menotti.

Il libro “Colpi da Orbo”

Ha accompagnato il racconto con la proiezione di alcune delle sue tavole più significative: da uno dei suoi più famosi ed ironici autoritratti, ad alcuni dei divertenti e audaci “colpi da orbo” dedicati ai politici del suo tempo, passando per le ironiche e geniali “fotografie” dei costumi della società barese dell’epoca, prendendo di mira i pavoneggianti personaggi della media borghesia e gli intellettuali che si riunivano a chiacchierare nei caffè “Stoppani” e “Del Risorgimento”, non risparmiando, tra questi, l’illustre poeta Armando Perotti a cui era legato da un rapporto di odio-amore. 

Alcuni degli autoritratti…
… di Menotti Bianchi…
… noto come Frate Menotti
Critica ai Caffè dell’epoca e…
… e al regime

Il noto libraio e scrittore, Pasquale Sorrenti nel suo I Baresi, nel tracciare il suo profilo biografico a ragione scriveva:

Nessun cronista ha narrato più lucidamente uomini e cose, nessun sociologo ha letto più profondamente nell’anima cittadina. Lo storico di domani dovrà attingere a questa documentazione che non teme confronti.

Moltissime le riflessioni emerse e particolari poco noti o del tutto inediti, sulle cause dell’ingiustificata disattenzione e scarsa accoglienza che la città ha riservato a uno dei più rappresentativi personaggi della cultura barese a cavallo dei due secoli passati.

Pertanto abbiamo chiesto a Francesco Quarto, in veste di ex bibliotecario della Biblioteca Nazionale Sagarriga-Visconti-Volpi, di donarci una sintesi del suo lungo, articolato intervento.


L’intervento di Francesco Quarto su Frate Menotti

Vedo in questo incontro un promettente esordio per una stagione che dia adeguata visibilità mediatica al nostro più illustre e fantasioso disegnatore, Menotti Bianchi.

Non come è avvenuto purtroppo nel recente passato. Ad esempio nel 1974, per il 50° anniversario della sua morte.

In quella occasione ci si limitò alla pubblicazione di un catalogo ragionato del cosiddetto “Fondo Menotti”, curato da Teresa Tafuri di Molignano.

Opera meritevole, ma di scarsa rilevanza pubblica perché relegata in una rivista, certamente di prestigio qual è l’Archivio Storico Pugliese, ma destinata agli “addetti ai lavori”.

La prima pubblicazione a scopo divulgativo

Si dovettero attendere anni perché la figura di Frate Menotti tornasse a interessare studiosi e specialisti, con la pubblicazione, appunto, dell’eccellente libro Colpi da Orbi, che benché scritto da specialisti del settore, aveva un intento divulgativo.

Dal 1982 ad oggi non mi pare che abbiano visto la luce altri studi e contributi alla conoscenza della figura del travolgente caricaturista. 

La mostra del 1991

Per quanto mi riguarda posso aggiungere solo un evento che mi vide impegnato personalmente, risalente al 1991: La mostra BARI UOMINI E STRADE che la Biblioteca Nazionale di Bari organizzò e allestì presso la sede momentaneamente disponibile della “Libreria Laterza” in Via Sparano angolo Via Dante.

Ne curai l’allestimento con la collaborazione, oltre che dei colleghi della biblioteca e altri amici, dei fotografi Nicola Amato e Sergio Leonardi.

Ebbene in quella mostra, Frate Menotti divenne inconsapevole protagonista con l’inserimento di grandi pannelli di alcuni suoi disegni, caricature, lazzi, che crearono un curioso effetto di partecipazione diretta tra i visitatori e i protagonisti descritti nella loro figura umana e “bibliografica”.

La riproduzione fotografica dei disegni di Frate Menotti

A questi pochi e sporadici interventi divulgativi devo però citare un altro poco noto ma fondamentale, che pure mi ha visto protagonista, nel 1994: la riproduzione fotografica dell’intero patrimonio conservato nella Biblioteca Nazionale di Bari, effettuato dai due fotografi succitati, Nicola Amato e Sergio Leonardi.

Furono fotografati tutti gli 833 disegni presenti nel Fondo Menotti, che nel frattempo, nel 1940 erano stati arricchiti con l’acquisizione di altre 40 tavole possedute dalla famiglia Ricchioni.

Un ricco patrimonio così suddiviso tra tavole sciolte (acquerelli, disegni ad inchiostro e litografia B/N e colori), e disegni presenti in 13 album e taccuini.

A quel tempo non esisteva ancora la fotografia digitale e quindi furono realizzate le diapositive “analogiche” a colori, formato 6×6, conservate in un apposito album nel quale avevo inserito le pagine del catalogo della Tafuri allo scopo di agevolare il riconoscimento del soggetto riprodotto. 

Numerosi personaggi dell’epoca sono disegnati sotto spoglie di animali: «Il circolo… zoologico»
Il comm. Mallardi e Castel del Monte: «La provincia di Bari all’esposizione di Roma del 1911»
P. Pastina, M. Gervasio, Vinaccia e Ciccimarra accolti da G. Poli: «Una gita a Castel del Monte… i ciceroni»
Il prof. Sabino Fiorese: «Un sindaco male in gambe»
Il sindaco di Bari Giuseppe Re David e la signora… sindachessa

L’ordinamento in apposito schedario con caselle a misura era stato stabilito perché le slide non erano destinate alla visualizzazione su schermo, ma come copie master di riserva e per eventuali ingrandimenti su carta a richiesta di utenti interessati.

L’unico riscontro di questo immenso lavoro, una parziale digitalizzazione delle diapositive analogiche e la loro messa in rete sulla pagina della Biblioteca Nazionale di Bari.

La biblioteca del caricaturista

Il Fondo Menotti Bianchi comprende anche l’intera biblioteca del caricaturista, circa trecentocinquanta libri.

La mera osservazione dei titoli lascia intuire la grandezza culturale del Nostro e l’oculata ricerca e scelta di opere desiderate con caparbia e, probabilmente, anche con difficoltà logistiche di approvvigionamento, nella Bari dell’epoca: l’Annuario Barese del Mele (1883), annoverava in città la presenza di soli quattro librai: Alessandro Boccianti, in via Argiro, Sabino Morisco, in piazza Ferrarese, Nicolavito Pesce e Figli, in via Melo e Ferdinando Petruzzelli e Figli in strada Rua Frangigena.

La biblioteca Menotti, oltre a opere monografiche di storia municipale, comprende anche diverse serie di testate giornalistiche italiane, francesi, inglesi e tedesche, nonché album illustrati, ritagli di giornali e altri materiali sparsi.

Opere di particolare rilievo

Di particolare rilievo sono due opere di Jules François Félix Husson, in arte Champfleury: Histoire de la caricature moderne e L’Histoire de la caricature sous la république, l’empire et la restauration, una dichiarazione di intenti della sua attività artistica e il chiara testimonianza delle accurate ricerche che il Menotti compiva sulle fonti d’oltralpe.

Di singolare importanza il frontespizio di un’opera di Benedetto Croce, Un angolo di Napoli, stampata a Bari dal suo editore storico, Laterza, nel cui frontespizio campeggia, oltre al solito ex-libris, la significativa dedica “All’amico Menotti Bianchi l’editore in segno d’affetto”

Il pensiero inevitabilmente va al milieu culturale, sociale e politico di quegli anni durante i quali Frate Menotti è incontrastato protagonista, forse anche temuto per il suo pennello caustico e irriguardoso.

Via Menotti Bianchi…
… dedicata all’artista e caricaturista

Bibliositografia:

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