Le pene d’amore tormentano anche i sogni: la poesia di Pasquale Sorrenti

NNAMMERATE

NNAMMERATE

NNAMMERATE

Innamorato

La sfèrre me trasì da iìnd’o core
e cchiàne chiàne m’arrevò o cervìidde:
fu nu lambe, me sendìibbe merì;
no resscève a parlà; u ssanghe me cuàve.

Da tutte le vanne; ce ccacchie
me stèv’a seccète, ce gestìzzie
petève chiamà?
Penzàbb’a ièdde; la sendìibbe de rite;

Me sendève ponge ca ièdde redève
mèndre iì seffrève le delure de Criste...
Tremuàve tutte: l’uneca cose ca penzabbe
fu ca velève merì, ma dope avèrl’accedùte.

E acchesì fu, ma pò me descetàbbe...
e stòria mè nonn-è cchiù...
Il coltello mi entrò nel cuore
E piano piano mi arrivò al cervello:
fu un lampo, mi sentii morire:
non riuscivo a parlare; il sangue mi colava.

Da tutte le parti, che cavolo
mi stava accadendo, che giustizia
potevo chiamare?
Pensai a lei; la sentii di ridere;

Mi irritai che lei rideva
mentre io soffrivo i dolori di Cristo…
Tremavo tutto; l’unica cosa che pensai
fu che volevo morire, ma dopo averla uccisa.

E così fu, ma poi mi svegliai
E storia mia non è più.

PASQUALE SORRENTI

Nacque a Bari il 22 marzo 1927. Conseguì il diploma di magistrale, ma si è sempre definito un autodidatta. Fu titolare di una fortunata libreria dal 1947 a luglio 1993, sita prima in un sottoscala di Via Abate Gimma, quasi ad angolo di Via Quintino Sella, poi in Via Andrea da Bari, in un atrio di un ampio portone ed infine in un sottano al numero civico 79.

Pasquale Sorrenti

Pasquale Sorrenti: da libraio ad autore

Esordì come articolista, nel 1951, sulla rivista Il Rostro di Taranto. D’allora fu presente in quasi tutti i giornali e riviste locali, regionali e in diversi periodici nazionali.

Nel 1954 pubblicò il primo opuscolo in dialetto barese U mmiscke. Collaborò dal 1954 al 1956 con il Giornale di Puglia (già Papiol), pubblicando ben 32 novelle, e dal 1957 al 1963 con il periodico Metropoli. La sua produzione letteraria, in lingua e in vernacolo è veramente notevole: saggi, appunti, elzeviri, prefazioni, recensioni, toponomastica, romanzi, novelle e dizionari bibliografici di musicisti, scrittori, pittori, scultori, architetti e artigiani baresi e pugliesi. 

U mmiscke

Nel 1958 dette alle stampe un contributo di quindici pagine su La Puglia e i suoi poeti dialettali, editore Laterza & Polo di Bari, ripubblicato ampliato a 464 nel 1962 per la De Tullio di Bari (ristampato nel 1981 dall’editore di Bologna, Arnaldo Forni). 

La poesia dialettale esiste!

Il 4 agosto 1960 Sorrenti intervenne su Metropoli affermando ed esponendo la sua posizione sulla poesia dialettale in un interessante dibattito coordinato da Alfredo Giovine: «La poesia dialettale esiste?».

Nel 1964 pubblicò, sempre con l’editore Laterza & Polo, Le strade di Bari giunta alla edizione (Levante Editore, Bari 1993).

Nel 1980, ritornò sul tema della “poesia dialettale baresi” pubblicando un saggio di 32 pafine sulla rivista Studi di storia pugliese in onore di G. Chiarelli, vol. VII, Congedo Editore di Galatina. Dello stesso anno è il corposo volume I Baresi. Appunti critici, biografici, polemici dei Baresi di ieri e di alcune istituzioni.

Non va dimenticato il suo prezioso contributo con due volumi dedicato a Il cinema e la Puglia (Schena Editore di Fasano, 1984) e un saggio sul poeta e patriota armeno Hrand Nazariantz (Levante Editore, Bari 1987).

Il Sorrenti poeta

Pasquale Sorrenti fu anche poeta dialettale barese, l’ultima raccolta di liriche è stata inserita nella sua ultima fatica Residui (Schena Editore, Fasano 1993), intitolando il capitolo U mmiscke (nuova edizione rifatta e ampliata) contenente ventisei poesie e un canto popolare religioso barese U vèrbe

Morì il 29 agosto 2003.

Il 27 settembre 2017, il Comune gli ha intitolato il giardinetto sotto la Muraglia al lungomare Imperatore Augusto, compreso tra l’arco di San Nicola e torrione di Santa Scolastica.


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Nato a Bari, nel quartiere Libertà. Poeta, attore, cultore della Baresità autentica, scrive poesie, monologhi, dialoghi, racconti in lingua barese proponendoli in radio, in televisione, in manifestazioni artistiche e culturali. Ha avuto giusti consensi dalla critica giornalistica per la perfetta conoscenza dell’idioma barese, come scrittura, pronuncia, recitazione. Insieme a Rino Bizzarro e Gianni Serena è uno dei membri dell’«Accademia della Lingua Barese “Alfredo Giovine”», Presidente Felice Giovine. Ideatore dell’archivio «Don Dialetto Bari». Ha pubblicato un’antologia della Poesia Dialettale Barese “Core de BBare”.

1 ha pensato a “Le pene d’amore tormentano anche i sogni: la poesia di Pasquale Sorrenti

  1. Ho conosciuto Pasquale Sorrenti negli anni tra i ’60 e gli ’80. Metteva da parte per me i manualetti Hoepli che gli capitavano. Da allora ne ho raccolti oltre 150, oltre a una grande quantità di testi in dialetto barese e di altre città italiane. Era una persona gentilissima, capì di avere davanti un futuro bibliofilo innamorato dei libri e della lettura. Assecondò senza forzarmi la mia inclinazione e ricordo che quando andavo a trovarlo parlava col suo tono pacato e lo ascoltavo con piacere, nonostante fossi ancora giovane. E oggi scrivo anch’io. Strana coincidenza, proprio ieri, 9 giugno 2024, gironzolando in un mercatino, ho trovato una biografia di Sorrenti in due volumi. E oggi sono qui, a ricordarlo. L’esperienza della vecchiaia mi dice che nulla accade per caso. Per inciso, nei primi anni 2000 ho conosciuto nel mio lavoro anche Felice Giovine e una signora affabile che non ricordo se fosse figlia o sorella di Alfredo Giovine o altra parente e che me ne procurò alcuni testi per la mia raccolta. Pasquale Sorrenti, Alfredo Giovine, Franco, Savelli, uomini che hanno compreso l’importanza del ricordo e della trasmissione delle nostre tradizioni. Siamo frutto del nostro passato e di ciò che ci hanno lasciato i nostri predecessori e non possiamo permettere che quel passato venga obnubilato dalla tecnologia. Per questo raccolgo tutto ciò che trovo su Bari e sulle nostre tradizioni, nella speranza che qualcuno un giorno possa valorizzare tutto quell’ingente materiale e trasmetterlo alle future generazioni. Vana speranza, forse, ma nessuno può sindacare sulle illusioni altrui. Così, da elogiare una persona eccezionale, mi sono ritrovato a raccontare qualcosa di me. Chiediamoci perché-

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