Nei suoi innumerevoli scritti scandagliò l’anima più profonda di Bari: Francesco Babudri

Babudri

Babudri

Nicola Mascellaro torna a scrivere del “cantore” Francesco Babudri e delle sue tante pubblicazioni. Travolto dalla bellezza dolce e aspra della nostra terra, il professore ha scandagliato l’anima barese a 360 gradi. Sì è occupato praticamente di tutto, dalla storia del Maggio Barese, al Codice Diplomatico, passando per le tradizioni nicolaiane.


La storia del Maggio Barese scritta da Babudri

Il 3 maggio 1951 Francesco Babudri scrive tutta la storia del Maggio di Bari partendo dall’epoca di Melo da Bari, nel 1009, quando scoppia la rivolta pugliese anti-bizantina di Bari, che segna una svolta storica.

Più tardi, nel 1071, spuntò il primo ‘maggio normanno’ di Bari, successivamente s’invermigliò l’aurora di un altro maggio su Bari, quello che nel 1087 recava a Bari le ossa di San Nicola: e fu un maggio che dura ancora: un maggio perenne…, che impostò nel mondo intero l’opera ardimentosa dei Baresi che avevano saputo prevenire le sacre rapine perfino dai Veneziani e dai Genovesi; maggio, infine, che persevera nel culto Nicolaiano d’Oriente o d’Occidente, per solo merito di Bari, universalmente riconosciuto.

Nel Rinascimento, durante il ducato di Isabella Sforza d’Aragona fra il 1500 e il 1524, ci fu l’evento più bello e solenne che si possa immaginare:

La bellissima e coltissima duchessa di Bari, vedova dell’abulico e infelice Gian Galeazzo, dà un volto nuovo al vecchio castello, che era stato già del Comune di Bari, prima normanno e svevo di poi; vi apre sale, vi profonde arazzi, tappeti, tele dipinte: si circonda di poeti, di artisti, di musici, di letterati, di dotti, e muta la piccola Bari in un bel centro di cultura rinascimentale. Ed io sono sul punto di provare con documenti che a Bari sostò alla sfarzosa corte d’Isabella pure il suo maestro, il divino Leonardo da Vinci, colui che anche nell’isolamento di Pavia l’aveva visitata e confortata.

Bari e il mare

In un altro articolo del 1951, il Babudri si sofferma sulle tradizioni mercantili di Bari ricordando la sua opulenza: 

Nel Medio Evo dire ‘per tutte le ricchezze di Bari’ significava pressappoco dire ‘per tutto l’oro del mondo’ … Tanta ricchezza veniva naturalmente alla città dalla intensità dei suoi traffici con i porti di Siria, Asia Minore, Grecia, Illiria oltre che con Venezia e Trieste. I prodotti del retroterra: l’olio di Bitonto, il grano, il vino affluivano a Bari che disponeva di capaci depositi e di una efficiente categoria di spedizionieri oltre che di una attrezzata flotta mercantile.

E naturalmente nel 1955 ricostruisce la storia centenaria del porto di Bari, nato il “13 maggio 1855 presente l’Intendente marchese Luigi Ajossa, il sindaco Francesco Saverio Caravita e una folla di autorità, forestieri e cittadini, l’Arcivescovo Basilio Clary benediva la prima pietra del tanto sospirato nuovo porto”.

La descrizione di Babudri dell’Exultet

Babudri fu anche uno dei primi a descrivere con precisione il più prezioso cimelio storico di Bari, la monumentale pergamena manoscritta, l’Exultet, risalente intorno al Mille, custodita nell’Archivio Capitolare della Basilica, successivamente illustrata in un volume: 

La più bella e la più antica opera fra le pochissime esistenti in Italia ed eccelle non solo per l’ampiezza ma anche per la grafia longobarda, per le immagini liriche, per le finissime e vivide miniature, opera di geniali maestri pugliesi… Exultet è un inno elogiativo che per consuetudine invalsa sin da VII secolo viene cantato solennemente da un diacono il Sabato Santo, prima della benedizione del cero pasquale.

Le leggende di San Nicola 

Su tutto, come un barese verace, campeggia il suo amore per il culto di San Nicola. Con i suoi innumerevoli studi ha contribuito ad alimentare la venerazione del patrono della città che lui stesso ammira ed onora incondizionatamente.

Nel 1960 Babudri scopre che studiosi francesi hanno attribuito il famoso ‘smalto’ del ciborio di San Nicola alla scuola di Limoges, in Francia… 

errato, quello ‘smalto’ è un genialissimo lavoro barese dovuto ad un ‘miniatore’ locale, magister Bicolaus. E precisa… la scuola di ‘smalto’ della cittadina francese ha inizio nel 1500, mentre lo ‘smalto’ del ciborio di San Nicola è del 1139.

Fra le tante ricerche nicolaiane scopre splendidi affreschi del XII secolo ispirati alle leggende di San Nicola nell’Abbazia benedettina di Novalesa, un piccolo centro a pochi chilometri da Torino.

Le leggende Nicolaiane non sono frutto di superstizione – Scrive Babudri – né invenzioni di pretta fantasia, ma di realistica derivazione, di profondo rispetto e di acceso amore, che hanno poeticizzato fatti accaduti. È la leggenda che spinge il poeta a rappresentare il Santo dei prodigi, della giustizia, della pace. Sono proprio quelle cento e cento narrazioni che rendono San Nicola universale. Ecco il valore delle leggende Nicolaiane – conclude il Professore – che i dotti hanno ben saputo valorizzare e dinanzi alle quali Bari, per prima, reverente s’inchina sentendone il profondo significato religioso, etico e sociale.

Il Codice Barese

Infine, dopo la morte di Monsignor Francesco Nitti, storico insigne, il Babudri curò la pubblicazione del XVIII volume del Codice Diplomatico Barese scrivendo l’introduzione di oltre 150 pagine, il glossario linguistico e gli indici del volume.

Questo era il ‘Professor Babudri’, l’erudito storico della cultura e delle tradizioni baresi e pugliesi che veniva da Trieste.

Verso la metà degli anni Cinquanta, i baresi si accorsero di questo umile, modesto e altrettanto straordinario divulgatore e cominciarono a rivolgersi a lui con il più confidenziale don Ciccio, in segno di rispetto e affetto.

Solo allora l’anziano professore cominciò a sentirsi a casa: era diventato ‘uno di famiglia’.

Ma oggi, pochissimi si ricordano di lui, Babudri ha subito la stessa sorte di Armando Perotti, il poeta dimenticato, ma il suo lavoro, la sua opera è molto importante per la storia di Bari e il Comune, a perenne ricordo, gli ha intestato una via, nello stesso rione in cui ha abitato con la sua famiglia per un trentennio: nel quartiere Libertà.


Link Wikipedia Exultet:

https://it.wikipedia.org/wiki/Exsultet

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Nicola-Mascellaro
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Nicola Mascellaro è nato a Gravina in Puglia nel 1939, risiede a Bari dal 1950. Dal 1966 al 1996 ha lavorato presso La Gazzetta del Mezzogiorno come impiegato responsabile dell’Archivio di documentazione.

6 pensieri su “Nei suoi innumerevoli scritti scandagliò l’anima più profonda di Bari: Francesco Babudri

  1. Complimenti Nicola.. Grazie al direttore Salvatore Schirone che ha pubblicato il tuo interessante articolo su una celebre figura della Baresità, pura, prof. Francesco Babudri.

  2. Egregio,Grazie,sono nato e vissuto,fino alla maggior età nel rione Carrassi,non ho mai saputo,de personaggio.Grazie.
    U.Sgobba

  3. Dobbiamo essere grati a chi ha scritto e tramandato la storia e la cultura di questa città, i baresi dicono: “San Nicola ama i forestieri”, evidentemente i forestieri amano Bari e San Nicola, io forestiero, vivo a Bari da 30 anni, ringrazio Lei per averci raccontato la Storia di questa città.

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