Violante e Viterbo: due pugliesi che contribuirono a cambiare il giornalismo
Violante
Con uno scorcio sulla società del secolo scorso e sul mondo del giornalismo, Mascellaro ci guida in un breve viaggio nella vita di due importanti personalità del Novecento pugliese.
Si chiamavano Alfredo Violante e Michele Viterbo. Il primo era nato a Rutigliano, il secondo a Castellana Grotte, erano figli della sana borghesia provinciale, famiglie benestanti e numerose in cui si contavano anche sacerdoti com’era ancora in uso verso la fine dell’Ottocento. Educati in scuole private e religiose, Alfredo e Michele erano accomunati dalla stessa voglia di fare, di emergere, di essere protagonisti del loro tempo, pronti nell’ideare e tentare imprese difficili, audaci.
Due giovani giornalisti: Violante e Viterbo
Sono poco più che ragazzi, Alfredo ha appena compiuto 20 anni, Michele solo 18. Sono già corrispondenti, dai loro rispettivi paesi, del Corriere delle Puglie il primo quotidiano stabile della città di Bari. S’incontrano nel 1908 proprio nella redazione del giornale, in corso Vittorio Emanuele 102, e subito solidarizzano. Si capiscono al volo, hanno un sogno comune: vogliono fare una rivista, non come ce n’erano tante – Il Pompiere, Fanfulla, La Fiamma, Lo Scudiscio, La Giustizia e Don Caramella – tutte d’impronta satirico-culturale, loro vogliono fare una rivista di discussione politica e culturale, una ‘palestra’ letteraria, artistica e socialista. La realizzano l’anno dopo, nel 1909, la chiamano Puglia Giovane.
Il viaggio a Napoli
Dopo il primo numero di presentazione decidono, con l’entusiasmo tipico dei giovani, di recarsi a Napoli per capire il motivo per cui l’ambiente partenopeo, perfino parlamentari e docenti pugliesi che insegnavano all’Università di Napoli, era ostile all’istituzione di una Università a Bari. Nessun preconcetto, gli dicono: Napoli è Napoli, una città di mezzo milione di abitanti ricca di storia e cultura; Bari è una piccola città di mercanti sia pure con buone prospettive di crescita sociale e culturale.
L’unico ad esprimere un parere positivo all’iniziativa dei ragazzi e alla necessità che Bari avesse la sua Università, è il deputato siciliano Napoleone Colajanni, docente di statistica a Napoli.
Matilde Serao direttrice de Il Giorno
Fatta l’indagine e con la sfacciataggine tipica dei provinciali, Alfredo e Michele decidono di far visita alla direttrice de Il Giorno, la straordinaria Matilde Serao. Si fanno annunciare come ‘direttori’ di una rivista di Bari e, introdotti nello studio, donna Matilde resta piacevolmente sorpresa trovandosi di fronte a due uagliunciell… tuttavia, premurosa ci tenne un’ora sotto un bombardamento di domande su Bari e sulla Puglia… scrive Michele Viterbo ricordando l’episodio molti anni dopo.

Poi tralascia il prosieguo della sua vita e la sua amicizia con Alfredo Violante per parlare della giornalista e scrittrice napoletana… era una donna eccezionale, creatrice di vita, pronta sempre a nuove iniziative. Sprigionava da tutta sé stessa una energia virile. Riempiva di sé, della sua presenza, della sua voce, la redazione, e la tipografia. Riusciva a tollerare il chiasso più assordante, ma quando scriveva si cingeva di silenzio. Ci impartì, senza volerlo, una lezione coi fiocchi di vita giornalistica in quella redazione che era come un accampamento… era naturale che quell’ora trascorsa nel suo studio restasse per me inobliabile!
Matilde Serao verrà a Bari nel giugno del 1912, in piena guerra libica, per una conferenza al teatro Petruzzelli che era… tutta un’esaltazione del nostro soldato e del nostro rinnovato spirito nazionale… e mi pare ancora di vedere quella caratteristica e volitiva figura di donna, tozza e grossa, troppo infagottata in un abito scuro con un cappello ornato di piume cascati che accarezzavano la sua fronte – non indossava mai un cappello senza piume – levarsi con un fascio di cartelle fra le mani.
L’incontro con Scarfoglio
Donna Matilde non era quel che si dice una bella donna, ma era dotata di un carattere e di una personalità eccezionale. Di lei s’innamora il giornalista Edoardo Scarfoglio. S’incontrano nel 1883 a Roma, nella redazione di Capitan Fracassa dove, guarda caso, c’è anche quel Martino Cassano che nel 1887 fonda a Bari il Corriere delle Puglie.
Questa donna tanto convenzionale – scrive Scarfoglio ad un’amica – tanto semplice, tanto affettuosa, tanto schietta, tanto vanitosa, brutta nella vita comune e bella nei momenti d’amore; tanto incorreggibile e arruffona, mi piace, mi piace troppo, troppo, troppo… e il 28 febbraio 1885 la sposa. Anche la coppia riuscì a realizzare il suo sogno. Tornati a Napoli insieme a 4 figli, il 16 marzo 1892 fondarono Il Mattino.

Le strade di Violante e Viterbo si dividono
Intanto Alfredo e Michele dopo la prima esperienza di Puglia Giovane, le loro strade si divisero: Violante si laurea in Giurisprudenza e fonda e chiude giornali e riviste in continuazione, uno dopo l’altro; partecipa al primo conflitto mondiale come allievo ufficiale restando ferito e, tornato a Bari, riprende a stampare quotidiani e riviste polemizzando con tutti, ora con i socialisti ora con i fascisti, finché il 1° dicembre 1943 è arrestato a Milano con l’accusa di ‘partecipazione attiva alla resistenza’.
La tragica morte di Violante
Rinchiuso a San Vittore l’anno dopo sarà trasferito in Germania, nel campo di sterminio di Mauthausen dove verrà giustiziato il 24 aprile 1945. Il giorno dopo L’Italia si libera del nazifascismo.
La carriera politica di Viterbo
Più tranquilla la strada scelta da Michele Viterbo che decide di intraprendere il ruolo amministrativo all’interno del Regime. Collaboratore e editorialista politico della Gazzetta, nell’ottobre del 1933 è chiamato ad assumere la presidenza della società editrice del giornale barese; è il fondatore dell’Ente Pugliese di Cultura Popolare, Presidente della Provincia e, dal 1935, Podestà di Bari fino alla caduta del fascismo.
Michele Viterbo ha vissuto gli anni della Repubblica con grande dignità. Contestato per la sua militanza fascista interrogato dalla Commissione provinciale di polizia, don Michele sarà condannato e poi prosciolto dal confino a Maglie. Nel 1950 riprende la sua proficua collaborazione con la Gazzetta con lo pseudonimo di Peucezio. Rilevante il suo impegno negli studi storico-risorgimentali e dal 1954 presiede il Comitato di Bari dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano. Dal 1966 al 1973 è vicepresidente della Deputazione di storia patria per le Puglie e nel 1970 sarà insignito con una medaglia d’oro per meriti in campo scolastico e culturale dal ministero della Pubblica Istruzione. Viterbo si spegne a Bari il 13 aprile 1973.
Link Wikipedia Michele Viterbo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Viterbo
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Nicola Mascellaro è nato a Gravina in Puglia nel 1939, risiede a Bari dal 1950. Dal 1966 al 1996 ha lavorato presso La Gazzetta del Mezzogiorno come impiegato responsabile dell’Archivio di documentazione.


Meraviglioso racconto di intellettuali scrittori giornalisti della Puglia migliore, nei momenti di crescita della storia della Puglia. Grazie, Nicolino.