Bari e la passione per il volo
Bari
Abbiamo già raccontato in questa rubrica che Bari non è solo una città dove i suoi abitanti hanno da sempre uno sguardo sognante al mare ma lo stesso è spesso indirizzato anche al cielo. Non è infatti un caso che abbia dato i natali a Gaetano Granieri (1862-1930) il primo inventore a brevettare nel 1896 un prototipo di elicottero e che sin dal giugno del 1911 ha ospitato spettacoli aerei come quello sul Campo di Marisabella, dove hanno partecipato aviatori del calibro di Elie Mollien e Eléne Dutrieu.
La sottoscrizione pubblica
Forse un po’ consapevoli di questo desiderio dei suoi cittadini di esplorare i cieli, il consiglio comunale nel 1912 organizzò una pubblica sottoscrizione per la costituzione di una rappresentanza barese nella flotta aerea regia. Lo stesso consiglio guidato dal sindaco Sabino Fiorese deliberò il 22 aprile un contributo di 2 mila lire da investire nell’impresa. La sottoscrizione fruttò una somma di ben lire 17.431,04 che fu inviata a Roma, con il suggerimento di intitolare a Bari un apparecchio. Cosa che avvenne nel 1916, anche se a causa della guerra non ci fu una cerimonia ufficiale, il maggiore A. Maginotti, comandante dell’aeronautica, rese noto che su uno dei veicoli era stata impressa la targa “Bari” in onore della città.
Il tenente Cesare Suglia e la sua impresa
Ma le imprese aeree nei primi decenni del ‘900, non si limitarono a una semplice targa su un monoplano: nel 1913, infatti, il tenente Suglia eseguì il più lungo volo militare dell’epoca e per questo fu insignito di una medaglia d’oro al valore aviatorio.
Cesare Suglia nato a Bari il 4 gennaio del 1887 divenne pilota presso la scuola monoplanisti di Aviano nel 1912 e prestò servizio presso la base aerea di Ferua in Libia. Dopo la campagna italo-turca, fu assegnato al campo di aviazione di Mirafiori e alla IV squadriglia di Centocelle.
In quel periodo, il tenente pensò bene di provare l’impresa di volare da Torino a Bari. Chiaramente si trattava di un volo a tappe, dato che gli aerei dell’epoca non avevano un serbatoio così capiente da fare tutto il viaggio in una sola volta.
Le tappe e le difficoltà dell’atterraggio a Bari
Decollò da Mirafiore il 2 agosto, atterò a Pisa e dopo mezz’ora ripartì per Centocelle. Da qui, provò a partire per Napoli il giorno dopo, ma causa vento dovette rientrare e riprovare l’impresa il giorno successivo. Da Napoli partì il 5 agosto alla volta di Bari. Dopo un volo di 2 ore e 20 intorno alle 8:00, l’aereo dell’intrepido aviatore fece capolino sui cieli del Campo di Marisabella.
Ad attenderlo c’era una grande folla fra cui il sindaco Fiorese e… un branco di pecore.
Sì, avete capito bene: purtroppo le bestie si trovarono proprio sulla rotta di atterraggio del veicolo e furono sfortunatamente investite dall’aereo. Danni agli animali e al veicolo furono trascurabili e Suglia fu comunque portato in trionfo in città. Questo gli valse la medaglia come già detto e in tempi più recenti un’intitolazione di una strada nel quartiere Japigia a ricordo dell’impresa dell’aviatore.

Proprio a riprova dell’importanza logistica della città e del suo amore per il cielo, dopo meno di 20 anni dalle gesta di Suglia, nel 1930, fu inaugurato l’aeroporto Principe Umberto, l’antenato dell’attuale aeroporto internazionale Bari-Palese “Karol Wojtyła”.
Copertina: rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale
Bibliografia:
- Vito Antonio Melchiorre, Bari nel tempo, Cronaca, Mario Adda Editore 1982
- Vito Antonio Melchiorre, Bari nella storia, Adda Editore 2002
- Vito Antonio Melchiorre, Storie baresi, Levante Editori 2010
Link Wikipedia aeroporto internazionale Bari-Palese:
https://it.wikipedia.org/wiki/Aeroporto_di_Bari-Palese
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.