Sabino Fiorese, quando Bari ebbe un sindaco “con i baffi” – Il nuovo libro di Mascellaro

Mascellaro-SabinoFiorese

Mascellaro-SabinoFiorese

Un autore con una solida reputazione di provetto “archeologo delle carte” e dei libri (mestiere che più ci aggrada) e un personaggio tra i più interessanti della storia di Bari sono due ottimi motivi per recensire l’ultima fatica di 

Nicola Mascellaro, Sabino Fiorese. Un sindaco con i baffi, LB edizioni

Per molti forse il nome di Sabino Fiorese (1851-1935) non dirà molto, come tanti suoi contemporanei e predecessori ha lasciato scarsa memoria di sé, tranne una targa attaccata all’angolo di un edificio, come dedicazione stradale. Ma leggere la sua vicenda umana e politica, magistralmente e plasticamente tratteggiata dal bravo Mascellaro in questo suo libro, ci permette di immergerci in un’epoca formidabile per la crescita e l’affermazione della nostra città, che finalmente usciva dall’ambito sonnacchioso e provinciale, e cominciava ad affermarsi come moderna società volitiva, coraggiosa e produttiva.

La vicenda umana di Sabino Fiorese è ampiamente raccontata dall’autore e non è nostro compito ripeterla. Solo ricordiamo la sua azione come amministratore pubblico di una città (fu più volte consigliere comunale e sindaco nel 1912) che nei primi tre lustri del Novecento rivendicò e ottenne l’istituzione di una Università degli Studi, realizzò la faraonica impresa dell’Acquedotto Pugliese, è si munì di templi della lirica in grado di competere con la Scala e il San Carlo.

E non finisce qui. Innumerevoli sono opere pubbliche che “appartengono” all’epoca di Sabino Fiorese e di Fiorese Sindaco, realizzazioni architettoniche che ridefiniscono il volto urbano di Bari. Ritrovarle tutte nel libro di Mascellaro suscita un senso di piacevole stordimento e sgomento, accentuato anche da notevole corredo iconografico. Molte immagini fanno ormai parte dell’archivio storico fotografico della città e sono ben note, ma rivederle non stanca, anzi rinnova la curiosità e l’amore per una città che andava orgogliosamente emergendo alla storia della Nazione.

Non mancano certo le vicende dolorose, pure ricordate da Mascellaro, come le sommosse contro l’aumento del prezzo del pane del 1898. Ma è sul versante della cultura di inizio secolo che Bari si stava imponendo, animata da un incredibile stuolo di studiosi, intellettuali, storici. Nasce Casa Laterza che instaura da subito una prolungata collaborazione con il massimo pensatore del Primo Novecento, Benedetto Croce; nasce il Codice Diplomatico Barese ad opera di Francesco Nitti Di Vito e Giovanni Battista Nitto De Rossi; in città e in provincia operano figure come Armando Perotti, Eustachio Rogadeo, Francesco Carabellese, Antonio Lucarelli, Saverio La Sorsa.

Un circolo vivo e vitale di intellettuali che lavoravano per restituire dignità storica e culturale alla città e all’intera regione, premendo per una unica denominazione di Puglia e non più “Puglie” e per riconquistare il suo ruolo autonomo e indipendente dal lunghissimo e duraturo periodo di sudditanza dal Regno della Penisola.

Personaggi noti insieme ad altri quasi dimenticati, come Massimiliano Mayer, fondatore del Museo Archeologico e del suo successore Michele Gervasio. E non abbiamo ancora finito perché dobbiamo ricordare nelle arti figurative: Francesco Saverio Altamura, Damaso Bianchi, Michele Galiani, e per finire Menotti Bianchi.

Menotti Bianchi è il celebre “Frate Menotti”, principe della caricatura, la sua satira corrosiva colpiva chiunque, senza distinzione di sesso, ideologia, “partito”. Lo stesso Sabino Fiorese fu vittima predestinata e prediletta degli strali grafici del tremendo “Frate”. Basta contare le caricature a lui dedicate che si conservano presso la Biblioteca Nazionale di Bari. Si contano ben ventinove tavole che riproducono la caratteristica fisionomia del nostro Fiorese nelle pose più trasgressive, a un passo dalla querela.

Sabino Fiorese come “scimmione” nella tavola «Il circolo… zoologico»; Fiorese claudicante ne «Il ‘pronunciamento’ dei nazionalisti all’annunzio della pace»; «Aneee!… Aneee!»: come tante popolane di Bari vecchia si azzuffano gli esponenti del partito del sindaco Fiorese, tra cui Lembo, Tanzi e Guarnieri e quelli del partito del comm. De Tullio, tra cui Perotti e Damiani; «I palloni meravigliosi della fabbrica Gorjux», col sindaco Fiorese e l’onorevole Paolo Lembo come palloni gonfiati. E ancora tante altre ridicole e ridanciane figurine, in cui Fiorese si accompagna agli “stati generali” della politica di fine secolo. Non è un caso che la copertina del godibilissimo volume di Nicola Mascellaro raffiguri proprio una tavola di “Frate Menotti” e tante altre sono contenute tra le pagine a intercalare la sempre piacevole e facile lettura.

Sabino Fiorese come “scimmione” nella tavola «Il circolo… zoologico». Tra i vari noti animali, spicca al centro il colorato gallo, il noto Perotti (Fondo Menotti Bianchi)
La lite tra Fiorese e De Tullio durante il Centenario dell’Esposizione (p. 116)

Trascinati dall’entusiasmo sovversivo delle caricature, abbiamo trascurato di menzionare proprio quel milieu di personaggi della politica e dell’amministrazione barese, pure vittime del “Frate” barese, ma lasciamo al lettore più curioso ritrovarli nel libro di Mascellaro, ma anche nella toponomastica cittadina, buona occasione per scoprire nomi e figure della nostra città dei tempi ormai remoti della Belle Époque.

[c] [y] Tutti i diritti riservati


Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

+ posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *