L’architetto che fece bella Bari: Cesare Augusto Corradini
architetto
A volte la storia si nasconde, insabbia il nome degli uomini, le loro vicende. All’improvviso, però, un libro viene a ricordarci chi siamo: ci dice che le città furono costruite da uomini eccezionali. Ora un nome che torna è quello di Cesare Augusto Corradini, architetto, artista, interprete appassionato della bellezza. E il suo lavoro ricompare grazie alla ricerca di
Aleksandar Dajković e Simone de Bartolo, Cesare Augusto Corradini (1860-1932) Un architetto eclettico tra Italia e Montenegro, Edipuglia, 2023.
Con l’opera artistico-architettonica di Corradini, Bari costruiva una parte importante di se stessa: la Fiera del Levante, il palazzo Fizzarotti, tanti edifici multiformi, tante ville felici, la Facoltà di Lingue, poi dipinti e lapidi donate alla comunità. E il suo operato raggiungeva pure il Montenegro con la costruzione del palazzo del Governo a Cettigne. Nella ricostruzione dettagliata di Dajković e de Bartolo, prima di tutto, si recupera il gusto del tempo. Quando erano priorità il ricapitolare i linguaggi compositivi, il decorare una città monotona, il proporre quartieri con un’identità sociale, Corradini progettava.
Insieme a lui concepivano un milieu intellettuale uomini come Dioguardi, Damaso Bianchi, Prayer, Sabatelli, Menotti Bianchi, i fratelli Laterza, insieme ad altre personalità che costruivano un’intellighenzia che spegnesse la Bari timida, ottocentesca, moderatamente classicheggiante.
In tale contesto, i palazzi Fizzarotti e Ingami-Scalvini diventavano emblematici, ossia erano i riflessi di una creatività epocale. E per queste costruzioni la piattezza estetica del quartiere murattiano veniva spezzata. Corradini introduceva la cultura architettonica, il citazionismo, la varietà di linguaggi. Era il suo un impegno intellettuale che si muoveva verso diverse estetiche, primariamente neo-rinascimentali, neo-barocche.
La storia del Circolo Artistico di Bari, che aggregò pittori fino al 1929, vide il ruolo rilevante dell’architetto; un ruolo che si distinse per un attivismo borghese e creativo. Perciò ci troviamo dinanzi all’impegno di una classe dirigente che visse tra il XIX e XX secolo, tra la crisi dello Stato liberale e l’affermazione del Regime fascista, tra la ricerca di linguaggi architettonici e il protagonismo borghese nella guida delle attività culturali.
Questa storia è ritrovata per narrare venture di palazzi e scelte che preparavano il futuro. A Bari Cesare Augusto Corradini, da dominus elegantiae, donò una bellezza eclettica, una sintesi di stili secolari. E (forse) pensò alla bellezza come ad una “promessa di felicità”, per dirla con Stendhal.
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Un grande artista ed Architetto CESARE AUGUSTO CORRADINI sconosciuto da me sino ad ora e grazie al letterato Renato De Robertis ho conosciuto ed apprezzato le opere Palazzo Fuzzarotti e Fiera del Levante. Molte strade di Bari intestate a personaggi meno noti e per lui tutto dimenticato.