Strada Capo Scardicchio: il titolo che segnava i confini fra Bari e Bitonto
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Strada Capo Scardicchio è al Quartiere San Paolo, tra Via Trentino Alto Adige e strada provinciale Palese-Modugno. È poco più di una strada rurale, ma ha la importante caratteristica di essere adiacente all’imponente edificio dell’Ospedale San Paolo.
Strada Capo Scardicchio
L’esplorazione della Rete non ha dato esito per quanto riguarda l’origine del toponimo, forse legata al nome di un personaggio di tal nome che aveva fondi o proprietà nei terreni circostanti. L’unica notazione di un certo interesse è quella che ricorda che la località “Capo Scardicchio” è frazione, pertinente al comune di Modugno. La strada si delinea quindi come il percorso per raggiungere il comune confinante con la città di Bari.
Bene, è proprio per una questione di confini che qui si fa notare una particolarità architettonica che dubitiamo sia stata notata da quanti si siano apprestati all’ospedale, ignorando o disinteressandosi, per comprensibili motivi, a quanto è pure facilmente visibile, addirittura da una finestra del San Paolo.
Il titolo fra Bari e Bitonto
La storiografia barese ha citato il sito in questione, pur senza forse menzionarlo, in quanto sul bordo della strada si erge il massiccio manufatto dal “titolo” detto “della Chianca”, del segnale dell’antico confine tra le città di Bari e di Bitonto.
Gli storici ricordano la contesa secolare che aveva opposto le diverse comunità cittadine fino a quando nella seconda metà del XVI secolo le autorità regie avevano posto termine alla disputa ratificando i territori di spettanza con l’elevazione di quegli appositi segnalatori.

Il primo e più noto di tali titoli è quello in riva al mare che separa le due località di Santo Spirito a nord e Palese. Sui cippi erano incise anche le precise indicazioni topografiche “Barum” a sud e “Bitotum” a nord. Mentre sulla facciata centrale era incastonato uno stemma, ormai corroso dal tempo e del tutto illeggibile, forse dell’autorità regia o forse di una o dell’altra città.
Gli storici, sia quelli locali, che quelli accademici più paludati, conoscono e hanno spesso discorso di tali antichi avvenimenti, come conoscono anche la successione dei titoli che a partire da quello sulla costa, si prolungano a una certa distanza uno d’all’altro verso i territori di Bitonto e di Modugno.
Alcuni di essi sono stati addirittura estirpati, per far spazio alle strutture aeroportuali, ma i superstiti continuano silenziosi a ricordare le antiche dispute di campanile.
La data incerta
La questione dei confini tra le due città è di remota origine: si trovano documenti che risalgono o fanno riferimento all’epoca angioina o ancora più remota come racconta lo storico Vito Ricci.
Momento saliente è stato il privilegio che re Ladislao concesse alla città di Bari l’anno 1400, stabilendo con precisione l’estensione del territorio e le relative pertinenze di terre e contrade. Il territorio si stendeva dalla Torre di Mola a sud, a quella di Argiro a nord (tra Santo Spirito e Giovinazzo). La data del 1400 non è accettata da tutti gli storici che preferiscono quella del 1407, ma noi conosciamo un documento, letteralmente inedito, che conferma la più remota.
Si tratta di un testo a stampa, purtroppo parzialmente mutilo che si conserva nella Biblioteca Nazionale di Bari e si configura come una sorta di “allegazione giuridica”, quelle memorie che anticamente erano prodotte dai patrocinatori di parti in causa presso i tribunali per sostenere le ragioni dell’uno o dell’altro litigante.
Il documento inedito sul titolo
Il documento pare risalire alla seconda metà del XVI secolo, e quindi corrispondente proprio all’epoca quando il contenzioso fu finalmente risolto con la costruzione di quelle torri denominate “titoli”.
Ripercorre in un certo senso le tappe degli avvenimenti legati al contenzioso e inserisce con la data del 7 gennaio 1400 la concessione del privilegio di Ladislao, già espressa da antichi storici come Francesco Lombardi nella sua Relazione per la Città di Bari; ma altre celebri figure come Francesco Carabellese la spostano all’anno 1407.
Gli studiosi si barcamenano tra le due date: Franco Porsia per il 1407, Melchiorre per il 1400, data vista sul cosiddetto Libro Rosso di Bari, trascrivendo il testo del privilegio.
Il documento presso la Biblioteca Nazionale di Bari ha titolo Scritture nella Causa tra Bari & Bitonto, questo è l’incipit: “
Ladislaus Rex &c. Universis praesentes literas inspecturis, tam praesentibus, quam futuris ad confirmandum fidelibus nostris bona debemus merito faciliores existere. Quoniam ad nova illis conferenda munera Regia sumus munificentia liberals: Sane pro parte Universitatis hominum Civitatis nostras Bari

mentre il finale recita:
Dat. Neap. per virum nobilem Donatum de Aretio &c. Ann. Domini 1400. die 7. mensis Ianuarij 8. Ind. Regni an. 13

“8 ind.” è la cosiddetta data dell’indizione, un sistema di datazione anticamente usato accanto a quella dell’era cristiana.
È suggestivo scoprire come una pietra affissa nel terreno possa offrire spunti di conoscenza storica delle nostre contrade.
Bibliografia:
- Francesco Carabellese, La Puglia nel secolo XV. Parte II. Documenti di Bari, Giovinazzo, Trani. Bari, [s.l.], 1907
- Franco Porsia, Bari aragonese e ducale. In Storia di Bari dalla conquista normanna al ducato sforzesco. Bari, Laterza, 1990
- Francesco Quarto, Bari nel 1731 in un autografo di Francesco Lombardi. In Nicolaus Studi Storici, Bari, IV, 1993, fasc. 2
- Vito Antonio Melchiorre, Il Libro Rosso di Bari. Bari, Adda, 1994.
- Vito Ricci, Cammarata: un casale medievale nell’area di Lama Balice tra Bari e Bitonto. In Studi Bitontini, n. 95-98, 2013-2014
Link Stradario città di Bari:
https://www.comune.bari.it/web/trasporti-e-viabilita/stradario-della-citta-di-bari
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.




