Via Giovanni Laterza: una strada in ricordo del grande editore
Laterza
Una dedicazione stradale non si nega a nessuno, artisti, navigatori, santi e poeti, ma soprattutto guerrieri e sindaci, non si esclude nessuno… ma una eccezione sicuramente esiste ed è quella che ha colpito, o colpevolizzato (?) una categoria di personaggi che sono stati esclusi totalmente dal vanto di poter esibire la targa di pietra sull’incrocio di una via! Si tratta dei bistrattati, è il caso di dirlo, tipografi e/o editori. Vuoto assoluto, tabula rasa! Eppure una eccezione c’è, e che “eccezione”! Giovanni Laterza, il grande editore, ha una strada nel quartiere Carrassi, tra via Giulio Petroni e corso Benedetto Croce, dove termina in corrispondenza dell’edificio della gloriosa ex scuola Del Prete.
Dire qualcosa di Giovanni Laterza è un compito ingrato a causa della enormità del personaggio e del preponderante peso che ha avuto nella diffusione della cultura politica, sociale, filosofica, saggistica per tutto il fluire della prima metà del XX secolo, fino alla sua scomparsa nel 1943.

La casa editrice di Giovanni Laterza
Una casa editrice che è passata di mano, altrettanto gloriosamente, agli eredi che ancora oggi rappresentano un lume, un faro del panorama della letteratura contemporanea a livello mondiale. Un presidio di civiltà e di democrazia che ha accolto grandi pensatori del “secolo breve”, e continua ad accogliere le menti più illuminate capaci di disvelare con la perfezione del linguaggio, dell’arditezza di tematiche, i difetti che hanno colpito, come ancora oggi continuano a fare, le società mondiali contemporanee.
Giovanni Laterza viene da Putignano ed emerge in una realtà estremamente vivace nel settore dell’editoria e della stampa. I giornali quotidiani si sprecano, con la preminenza del Corriere delle Puglie dal 1887. In Bari, e non solo, operano decine di botteghe tipografiche, già dai primi decenni del XIX secolo con i Cannone, Petruzzelli, Capasso, ma soprattutto con Valdemaro Vecchi, che si distribuisce tra Trani e Bari, ma i nomi sono tanti nel corso dei decenni tra i due secoli: Pansini, Avellino, Favia e Cressati.
Ma Laterza emerge immediatamente come l’editore barese per antonomasia. La sua libreria in via Dante angolo via Sparano è uno dei ritrovi della crema intellettuale della città (insieme ovviamente ai più profani bar e pasticcerie, Adriatica, Stoppani), dove il mitico Frate Menotti trova suggestioni per le sue irridenti caricature!

Le linee editoriali
Le sue linee editoriali sono immediatamente riconoscibili e coraggiose, come la collana “Scrittori d’Italia” che dal 1910 cominciò a far conoscere la produzione della letteratura secentesca meridionale. Ma ben numerose sono le altre collane tante che non è possibile enumerarle tutte, citiamo Biblioteca Filosofica e Biblioteca Storica, Universale Laterza.
In Casa Laterza era gradito ospite Benedetto Croce (del quale pubblicava la raffinata rivista La Critica) e sono numerose e note le immagini che ritraggono i due grandi uomini affiancati da una corte di devoti amici e parenti. La dimora dell’editore era sita in quella strada ancora oggi ricca di suggestione che va sotto il nome di via Cancello Rotto.
Ricordiamo la lussureggiante pineta che circondava l’edificio che negli anni settanta fu demolito per lasciare spazio ad alcuni monumentali condomini; ricordiamo anche le polemiche che accompagnarono quella operazione di speculazione edilizia, risolta nel compromesso di salvare gli alberi che ancora svettano sul tratto iniziale della strada in corrispondenza di via Giulio Petroni.
La lettera del filosofo Luigi Russo
Abbiamo avuto modo di leggere una lettera che il filosofo Luigi Russo scriveva ai fratelli Laterza, eredi di Giovanni, per commemorare la sua figura nel 15° anniversario della sua scomparsa. È stato per noi un privilegio avere accesso ai fogli che nel lontano 1958 il grande meridionalista, fondatore della rivista Belfagor, portata avanti dal figlio Carlo Ferdinando, grecista e filologo classico, che molti ancora ricorderanno quando passeggiava per i corridoi dell’Ateneo barese con la sua borsa piena di carte e dattiloscritti.
La lettera ricorda l’affettuosa sodalità del Russo con Giovanni Laterza negli ultimi mesi della sua esistenza, minata da un male ormai irreversibile.
Non mancano i riferimenti alla cerchia di eminenti personaggi che godevano della amicizia dell’editore, nomi a dir poco celebri come Giustino Fortunato, Benedetto Croce, Gaetano Salvemini, Giovanni Bovio, Francesco Saverio Nitti.
L’aneddoto su Giovanni Laterza
Ma qui ora vogliamo evidenziare un aneddoto, che ci pare sia di immediata e sferzante attualità; lo trascriviamo direttamente dalla lettera: «Ricordiamo tutti la sua caratteristica risposta, data ad alcuni gerarchi fascisti, che si lamentavano che la casa editrice non desse parte ai lavori della cultura fascista; e quando uno di questi gerarchi gli suggerì il nome di un autore, e questo autore era un colonnello, il Laterza disse: “Ah! Un colonnello poi, no!”. Senza nessuna punta di antimilitarismo nella sua espressione, ma con un sibilo di critica verso uomini che erano lontani dagli studi».
Grandi uomini per altri tempi!
Bibliografia:
- Carteggio Benedetto Croce – Giovanni Laterza. a cura di A. Pompilio. Bari, Laterza, 2004, 2 tomi.
- Le edizioni Laterza. Catalogo storico 1901-2020. Bari, Laterza, 2021
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.





