La chiesa di San Giacomo: una mostra fotografica per il gioiello del barocco pugliese
San Giacomo
Si è tenuta ieri nell’Aula Magna dell’Università degli Studi “A. Moro” di Bari, nell’ambito delle celebrazioni del Primo Centenario (1925-2025) dell’Ateneo barese, l’inaugurazione della mostra fotografica sulla “Chiesa di San Giacomo e il suo arredo barocco”. Tale mostra è stata allestita in occasione della “Giornata di Studio di Storia dell’Arte Moderna: da Adriano Prandi all’erede Luisa Mortari e alla sua scuola. Conoscenza e valorizzazione del Barocco a Bari, in Puglia e in Italia meridionale”, organizzata dalle storiche dell’arte Mimma Pasculli Ferrara ed Isabella Di Liddo.

La Chiesa di San Giacomo è tra le più ricche di Bari Vecchia, sebbene “oscurata” dalla vicina Cattedrale, che, assieme alla Basilica di San Nicola, monopolizza l’attenzione dei turisti.
L’interno della chiesa di San Giacomo
Nel suo interno, è rimasta totalmente integra la decorazione rococò: sei preziosi altari marmorei laterali oltre all’altare maggiore (1742-47), realizzati, per volere del vescovo Muzio Gaeta, dal marmista Carlo Tucci (1715-1750) su disegno dell’architetto e scultore Domenico Antonio Vaccaro (1678-1745). I pavimenti maiolicati sono della Scuola dei Massa, manifattura rutiglianese, anch’essi su disegno del Vaccaro.

L’altare maggiore
È tuttavia l’altare maggiore (1742-47) ravvivato da rilucenti marmi policromi il vero capolavoro dell’artista: preceduto da tre gradini, presenta un paliotto riccamente ornato da un clipeo a volute entro cui campeggia la figura del Santo Eponimo, ad altorilievo. I marmi sono bianco di Carrara, serpentino verde, pavonazzetto e giallo di Siena. Specchiature mistilinee, volute a “C” e a “S”, racemi, decorazioni vegetali, foglie d’acanto decorano la superficie, in maniera estremamente raffinata. Il tabernacolo è anch’esso riccamente ornato, ed ha portella argentea, recante le figurine a rilievo del Redentore e di Dio Padre, coi Santi Giacomo il Grande e Giacomo il Piccolo. Un altare che da sempre desta l’ammirazione dei fedeli, nonché l’attenzione degli studiosi, che ne hanno puntualmente rilevato le derivazioni.
Come riportato nell’Atlante del Barocco in Italia di V. Cazzato, M. Fagiolo, M. Pasculli Ferrara:
“Sempre al Vaccaro si deve l’introduzione dell’altare curvilineo, come il Maggiore di S. Giacomo a Bari, imitato a Foggia nell’altare dei SS. Guglielmo e Pellegrino”.

È noto infatti che gli artisti di quell’epoca usavano spesso idee altrui, non essendovi il copyright a differenza dei tempi attuali. Raramente un artista rinfacciava ad un collega di aver copiato un’idea, casomai si rinfacciava l’imitazione “scolastica” e fin troppo pedestre.
Presentazione del volume Itinerari in Puglia tra Arte e Spiritualità
In occasione della mostra, è stata presentata il pregevole volume Itinerari in Puglia tra Arte e Spiritualità (De Luca Editori d’Arte, Roma 2000), curato da Mimma Pasculli Ferrara: docente dell’Ateneo barese, la curatrice è una vera “pioniera” degli studi sul barocco pugliese, un fenomeno artistico fino a qualche decennio fa totalmente misconosciuto dalla critica e dal pubblico, ad eccezione dell’area salentina (il cosiddetto “barocco leccese”).
Ed è proprio questa miopia critica che – dall’Ottocento, fino alla metà del secolo scorso e perfino oltre – privilegiando le testimonianze del Romanico a scapito del Barocco pugliese, ha considerato quest’ultimo una “superfetazione”, ossia un “corpo estraneo” da eliminare: miopia critica che ha causato, dunque, la distruzione di una gran copia di arredi barocchi delle nostre chiese.
La Chiesa di San Giacomo si pone quindi come un unicum nel panorama barese, non soltanto per l’alta qualità delle opere ivi contenute – opere di un artista illustre, come s’è detto – ma anche perché è l’unico caso in cui l’assetto barocco originario è rimasto completamente intatto.
Link Università degli Studi di Bari:
© 2024 Tutti i diritti riservati
Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.