Via Michele Galiani: una strada per ricordare un grande ritrattista

Michele Galiani

Michele Galiani

Via Michele Galiani è una strada ai confini del quartiere Carrassi verso San Pasquale, zona “villini Postelegrafonici”. È opportuno specificarne la topografia essendo di mediocre estensione, in compenso, essendo attorniata da costruzioni ormai d’annata, gode di una notevole ariosità.

La targa in…
… via Michele Galiani

La strada dedicata a Michele Galiani

La strada è stata dedicata a un pittore vissuto tra la metà del XIX secolo e l’inizio del successivo (la targa comunale riporta 1845 – 1917, l’anno di nascita però dovrebbe essere il 1850, ndr), ed ha nelle vicinanze altre vie pure dedicate ad artisti del pennello come i due Bianchi, Damaso e Menotti, omonimi ma probabilmente non imparentati tra loro.

I tre personaggi sono stati quasi coevi e hanno avuto un’importante parte nelle vicende culturali della città della loro epoca.

La direzioni di Fra Melitone

Michele Galiani ha ricevuto ampi riconoscimenti da parte degli storici della città di Bari, tra i tanti abbiamo scelto Pasquale Sorrenti che ci ricorda come l’artista non si fosse dedicato solo alla pittura di opere – conservate, tra gli altri luoghi, nella Pinacoteca cittadina – ma anche nelle faccende della società, andando addirittura a dirigere un foglio di notizie, il “Fra Melitone”, noto per la caratterizzazione caricaturale che poneva nelle sue pagine, avvalendosi della sferzante collaborazione di Menotti Bianchi, il celebre Frate Menotti.

Tempi incredibili quelli della Bari fin de siècle, quando furoreggiava una vita mondana a dir poco esaltante, come testimoniano propri i dipinti del Galiani e le impietose caricature di Frate Menotti.

Rubiamo all’amico Nico Casucci un passo della scheda biografica che elaborò per il nostro I Nomi Antichi: «Pittore formatosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida di Domenico Morelli grazie ad un “pensionato” [borsa di studio] dell’Amministrazione Provinciale. Non citato nei repertori di ampio respiro, attivo in ambito locale, paesaggista e soprattutto ritrattista “non tentò nella tecnica pittorica vie diverse, si lasciò guidare dall’influenza di quella scuola pur conservando la sua personalità [come lo ricordò Damaso Bianchi nel suo necrologio]”. Nel 1917, pochi mesi prima di morire, partecipò con numerose opere alla Prima Mostra dell’Arte Pugliese allestita nelle sale del Teatro Margherita».

Le opere divise fra la pinacoteca e la biblioteca

Sorrenti ci dice che le sue opere sono presso la Pinacoteca Provinciale, dimentica invece una peculiarità che non è sfuggita al Casucci, nostro collega alla Biblioteca Nazionale di Bari, il quale segnala che un importante nucleo delle opere di Michele Galiani è conservato presso quella biblioteca.

Si tratta di un apporto massiccio e costituisce un significativo a prezioso patrimonio artistico e storico. La quadreria della Biblioteca Nazionale di Bari è stata purtroppo accantonata nei depositi interni, esclusa dalla fruizione del pubblico.

I quadri che erano esposti nelle sale dell’antica sede nel Palazzo Ateneo potevano essere liberamente ammirati da chiunque alzasse gli occhi dai libri che stava leggendo o consultando. Piacere che è stato poi negato quando, col trasferimento nella nuova sede (periferica), fu constatato che gli ambienti interni non erano idonei come spazi espositivi.

Superficialità della progettazione fatta da chi aveva creduto che solo i libri possano essere conservati ed esibiti in una biblioteca e non tanti altri reperti artistici (vedi la Nazionale di Napoli che ha decine di sale dedicate a ricchezze che non hanno immediata attinenza al patrimonio bibliografico).

Le opere di Galiani

I ritratti del pittore Michele Galiani, spesso opere di fantasia, sono comunque utile viatico alla conoscenza delle fisionomie di tanti illustri antenati che hanno illustrato la nostra città e le nostre contrade nelle arti, nella pittura, nella letteratura.

I ritratti di Galiani sono ventisei, e qui ricordiamo Domenico Cotugno, Giordano de Bianchi Dottula (il Marchese di Montrone), Luca De Samuele Cagnazzi, Giacinto Gimma, Giuseppe Maria Giovene, Emmanuele Mola, Eustachio Rogadeo, Antonio Beatillo, Carlo De Cesare, Giuseppe Del Re (Astronomo di Corte), Giuseppe Massari, Ludovico Antonio Muratori, un “forestiero”, come il numismatico Celestino Cavedoni (figura per lo meno anomala nel panorama di celebrità locali), Matteo Spinelli (cronista medievale probabilmente mai esistito), Leo Tarantini, Luigi Volpicella, Michele Sarcone, Giuseppe Saverio Poli, Nicolò Putignani, Carlo Troja, Giuseppe Volpi, Domenico Davanzati, Giuseppe Sagarriga Visconti.

Alcuni dei ritratti di Galiani: N. Putignani…
… M. Spinelli…
… E. Mola…
… G. S. Poli…
… G. Gimma…
… G. M. Giovene
… A. Beatillo

Il restauro dei ritratti

Seguimmo, tanti anni fa, i restauri di tutti i ritratti e degli altri dipinti della quadreria, che furono compiuti da uno stuolo di brave restauratrici della Soprintendenza dei Beni Storici e Artistici, di cui vogliamo ricordare i nomi e le abilità: Tina Del Core, Angela Laterza, Maria Cristina Tiberini, sotto la direzione di Fabrizio Vona, poi soprintendente dello stesso organismo.

Un dovuto riconoscimento al pittore Michele Galiani con l’auspicio che la biblioteca voglia allestire una esposizione permanente del suo ingegno.


Bibliografia:

  • Saverio Lasorsa, La prima mostra artistica pugliese. Bari, Edizioni Uomini e Cose, 1917
  • Corriere delle Puglie, 15 agosto 1917
  • Pasquale Sorrenti, Pittori, scultori, architetti e artigiani pugliesi dall’antichità ai nostri giorni. Bari, Levante, 1990.
  • Christine Farese Spercken, Le arti figurative. In Storia di Bari nell’Ottocento. Roma – Bari, Laterza, 1994
  • Nicola Casucci, Michele Galiani. In I nomi antichi. Profili biobibliografici pugliesi. Roma, IPZS, 1998

Link Pinacoteca Provinciale:

https://www.pinacotecabari.it

Link Biblioteca Nazionale:

http://www.bibliotecanazionalebari.beniculturali.it/

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Francesco-Quarto
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

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