Il terzo centenario dell’ “Idea” di Giacinto Gimma: eccellenza barese ignorata
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Via Abate Gimma, strada tra le più conclamate del Borgo Murattiano, è dedicata a una formidabile figura della cultura cittadina della prima metà del XVIII secolo: il letterato Giacinto Gimma (1668-1735) che nel 1700 abbandonò la carriera accademica e prese i voti diventando canonico della Cattedrale di Bari.
Ma fedeli al nostro stile, non aggiungeremo ulteriori notizie biografiche di tale eccezionale talento, ma devieremo altrove per commemorare un anniversario.
Lo spunto ci viene dall’incontro casuale con l’amico Antonio Iurilli, valente italianista delle Università di Bari, avvenuto nelle sale della risorta Biblioteca Nazionale di Bari, dopo la forzata chiusura per la pandemia e la sconsiderata politica dei beni culturali in Italia che sta azzerando la dotazione di professionisti.
Iurilli “appartiene” alla scuola di Francesco Tateo, decano dell’Università barese. Autore di fondamentali biografie su Domenico Cotugno e Pompeo Sarnelli, di due colossali bibliografie Oraziane, al “nostro” Gimma ha dedicato importanti lavori sui numerosi manoscritti – molti dei quali inediti – dell’illustre canonico barese, conservati proprio nella principale biblioteca cittadina.
L’amico Iurilli ci ha ricordato che questo è l’anno in cui ricorre un importante anniversario: la pubblicazione di uno dei principali scritti di Giacinto Gimma:
l’Idea della storia dell’Italia letterata esposta coll’ordine cronologico dal suo principio sino all’ultimo secolo, colla notizia delle storie particolari di ciascheduna scienza, e delle arti nobili: di molte invenzioni degli scrittori più celebri, […] divisa in due tomi, colle tavole de’ capitoli, e delle controversie nel primo: degli autori o lodati, o impugnati; e delle cose notabili nel secondo.
Sotto il chilometrico titolo del frontespizio, leggiamo che è stato stampato “A Napoli, nella stamperia di Felice Mosca, 1723”. Ecco la data fatidica: esattamente trecento anni fa! Un evento dunque importante che merita un riconoscimento e un ricordo.

Una nota per inquadrare l’opera e le sue intenzioni:
L’Idea è considerata l’opera più originale di Giacinto Gimma, “ha il grande merito, che maggiormente risalta laddove il piano dell’opera sia confrontato con altri coevi disegni storiografici, di innovare il modello della storia letteraria prescindendo dall’identificazione tra letteratura e poesia e ampliandolo a domini quali la trattatistica scientifica, politica e storica, nonché la storia delle istituzione culturali. Il tratto più caratteristico dello scritto consiste, oltre che nell’aperta apologia di Galileo e del suo metodo sperimentale, nel tentativo di inserire le acquisizioni dei “moderni” nel campo delle scienze naturali e della cultura in genere in un quadro di insieme che non prende le distanze dalla concezione biblica di un sapere compiuto, posseduto per dono divino da Adamo e da lui poi trasmesso per via mediata alle nazioni. Tutto ciò al fine di fondare solidamente la scienza dei “novatori” e di metterla al riparo da una qualsiasi accusa di irreligiosità. Il disegno però mostra in tal modo una certa dose di eclettismo, in parte dovuto anche a una ricezione indiscriminata e acritica delle fonti. Curiosità e delusione furono i sentimenti che accompagnarono la circolazione del libro”
Cesare Preti nel “Dizionario Biografico degli Italiani“
I suoi estimatori, già ai suoi tempi, hanno sottolineato che l’opera è pionieristica e precede di ben cinquanta anni la Storia della Letteratura Italiana di Girolamo Tiraboschi, erroneamente considerato il primo autore di una storia della letteratura italiana (Tiraboschi aveva appena un anno quando uscì l’opera del Gimma).
Eccellenze baresi e meridionali come al solito ignorate o sottovalutate.

Per fortuna, in occasione del centocinquantenario dell’Unità d’Italia, è stato dedicato un volume al nostro abate, curato da Antonio Iurilli e Francesco Tateo, arricchito da interventi di Grazia Distaso.
Ci piace ricordare, a beneficio di chi volesse approcciarsi alle opere di Gimma, che presso la Biblioteca Nazionale di Bari sono disponibili i seguenti suoi scritti:
- Elogj accademici della Società degli Spensierati di Rossano, descritti dal dottor signor d. Giacinto Gimma; le Dissertazioni Accademiche (in latino);
- Della storia naturale delle gemme, delle pietre, e di tutti i minerali, ovvero della fisica sotterranea di Giacinto Gimma … in cui delle gemme, e delle pietre stesse si spiegano la nobiltà, i nomi, i colori, le spezie, i luoghi , la figura, la generazione, la grandezza, la durezza, la matrice, l’uso, le virtù, le favole: … divisa in libri 6;
- nonché gli autografi della Nova Encyclopedia, delle Sylvae rerum notabilium e del Catalogo degli Autori Baresi.
Un enorme patrimonio culturale da valorizzare.
Bibliografia
- Giacinto Gimma, Idea della storia dell’Italia letterata… Napoli : timbro. F. Mosca, 1723.
- Idea della storia dell’Italia letterata: per il centocinquantenario dell’unità d’Italia. A cura di Antonio Iurilli e Francesco Tateo; prefazione di Nichi Vendola. Bari, Cacucci, 2011.
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.




A Giuseppe Gimma (Polignano 1749- Bari 1829) bravissimo artefice della Bari murattiana e di tanto altro, non c’è nulla che loo ricordi. Eppure è stato grandisso architetto.
Carlo De Luca
P.s. per sapere di più sull’architettura polignanese si vedano i tantissimi miei scritti pubblicati sul Web