Via Giuseppe Saverio Poli: una strada per un personaggio poliedrico

Poli

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Tra Picone e Carrassi la toponomastica cittadina ha intestato strade e viali a luminari, baresi e pugliesi, della scienza, delle arti e della letteratura. È necessario che gli storici e gli eruditi locali rinnovino periodicamente la memoria di quei personaggi per impedire che l’oblio cada su di loro.

Strade dedicate a pugliesi

Solo nella zona dell’Ospedale Santa Maria si intravedono la strada dedicata a Mariano Santo, medico barlettano del XVI secolo cui è intitolato l’ospedale di Cosenza, quelle intestate allo scienziato Giuseppe Maria Giovene di Molfetta, all’umanista salentino Antonio De Ferraris, detto il Galateo, primo cronista della Disfida di Barletta, del Cardinale Francesco Maria Brancaccio, nativo di Ceglie del Campo, la cui immensa biblioteca costituisce uno dei fondi più importanti della Biblioteca Nazionale di Napoli, il grande medico Domenico Cotugno (al quale hanno sottratto l’intestazione dell’ospedale oncologico), e il molfettese Giuseppe Saverio Poli (Molfetta 1746 – Napoli 1825) del quale vogliamo raccontare qualche curiosità che speriamo finora “ignota” ai più.

Ritratto di Poli

Davvero lungimirante è stato, anni fa, lo storico molfettese Biagio Salvemini, quando volle illustrare la ricchezza e la eccellenza del milieu culturale delle nostre regioni in epoca settecentesca. Il suo Propaggini illuministiche racconta di una incredibile quantità di figure che hanno prodotto cultura di elevatissima portata che si riverbera ancora nei nostri tempi.

E proprio la città di Salvemini è stata fucina di talenti. Qui nominiamo Giuseppe Maria Giovene e Giuseppe Saverio Poli, grandiose figure di studiosi multitasking dedicatari di due strade parallele al Picone.

Via Giuseppe Saverio Poli

Furono coevi, Poli dieci anni più anziano, e intrecciarono proficue relazioni culturali e amichevoli.

La vita di Poli

Personalità vivace e curiosa, Poli frequentò i primi anni di scuola presso il Seminario Vescovile di Molfetta. Nella ricerca di ambienti più dinamici e ricchi di stimoli intellettuali, si recò a Padova dove portò a termine gli studi letterari e intraprese gli studi di medicina. Viaggiò molto e visitò alcuni importanti centri italiani, cogliendo l’opportunità di essere apprezzato nel confronto scientifico.

Trasferitosi a Napoli per esercitarvi l’arte medica, fu incaricato poco dopo di insegnare geografia e storia presso la nuova Accademia militare Battaglione Real Ferdinando. Viaggiò anche in Europa traendo gli stimoli necessari per intraprendere lo studio della fauna del Mediterraneo fino ad allora poco conosciuta.

Il re Ferdinando IV lo nominò precettore del principe ereditario Francesco. Trasferitosi a corte, Poli iniziò la compilazione dell’opera Testacea utriusque Siciliae intorno al 1788. Scrisse i primi due volumi riguardanti le conchiglie bivalve e multivalve e parte del terzo sui testacei univalvi, lasciando l’opera incompiuta.

Seguendo a grandi linee la classificazione dei testacei fatta da Linneo, Poli ritenne di doverla perfezionare con uno studio individuale e comparato, morfologico, strutturale, funzionale per ricercare la connessione genetica delle specie viventi e giungere a formulare una classificazione generale. Dimostrò che le conchiglie sono attivamente formate dal corpo dell’animale ed ebbe anche il merito di descrivere e ordinare ben 57 specie sconosciute.

Fin qui un compendio dei fatti principali della sua esistenza come scienziato, che abbiamo ripreso dal testo della sempre compianta Ilia Binetti, pubblicato in I Nomi Antichi del 1998.

Alcuni dei lavori…
… di Poli

Gli anni d’oro degli scienziati in Puglia

I decenni tra la metà del XVIII secolo e la metà del successivo sono stati una vera età dell’oro degli scienziati di Puglia, oltre a quelli già menzionati è d’obbligo citare almeno il proto-archeologo barese Emmanuele Mola e Luca de Samuele Cagnazzi da Altamura, che con il Giovene fornivano ripetutamente contributi alle riviste scientifiche napoletane: Effemeridi Enciclopediche, Giornale Letterario di Napoli, Analisi ragionata de’ libri nuovi.

La sua casa di Poli a Molfetta

Tornando al Poli, possiamo invitare i lettori a una piacevole escursione in Molfetta dove campeggia la dimora natia dello scienziato, adornata da una grande epigrafe commemorativa; la residenza è spesso aperta a visitatori e a visite guidate!

Casa del letterato
Epigrafe commemorativa di Poli

Ricordando nuovamente il lavoro del molfettese Biagio Salvemini, vogliamo evidenziare che il fiorire della cultura e delle scienze nella Terra di Bari del secondo XVIII secolo si estende a tutte le espressioni e gli ambiti possibili.

La composizione lirica

Così abbiamo il Poli che si destreggia nella lirica, sia pure d’occasione e commissiona a Millico la messa in musica della sua composizione: Vito Giuseppe Millico, detto Il Moscovita, è uno dei celeberrimi cantanti pugliesi, vere e proprie star dell’epoca che hanno dominato i palcoscenici di tutta Europa.

Giuseppe Millico

Oltre al Millico di Terlizzi, ricordiamo brevemente altri cantanti lirici pugliesi: Matteo Sassano, detto Matteuccio da San Severo, Carlo Maria Michelangelo Nicola Broschi, detto Farinelli da Andria, Gaetano Majorano, detto Caffarelli da Bitonto.

Epoca d’oro di scienziati, artisti, musicisti!


Bibliografia:

  • Giuseppe Saverio Poli, Inno al sole da recitarsi in musica alla presenza delle ll. aa. le principesse reali. Composto da Giuseppe Saverio Poli e messo in musica dal signor Giuseppe Millico
  • Giuseppe Saverio Poli, Testacea Utriusque Siciliae eorumque historia et anatome tabulis aeneis illustrata. Parmae, ex Regio Typographeio, 1791-1795
  • Biagio Salvemini, Propaggini illuministiche. Intellettuali ‘nuovi’ e sviluppo dipendente in Puglia fra Settecento e Ottocento. In “Lavoro Critico. Rivista di analisi sociale della letteratura”, 20/1980
  • Maria Consiglia Binetti, La famiglia Cardassi. In I nomi antichi. Profili biobibliografici pugliesi. Roma, IPZS, 1998

Link Treccani:

https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-saverio-poli

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Francesco-Quarto
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

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