Il Codex Purpureus Rossanensis: un antichissimo e pregiato manoscritto del VI secolo

Codex

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Con l’arrivo della primavera è tempo anche delle prime gite fuori porta. La redazione di Bari e..., sempre alla ricerca di curiosità e rarità di cui parlare, oggi vi accompagna a Siena, dove, dal 21 marzo al 6 aprile, è stato occasionalmente esposto presso la Cappella della Madonna dell’ex ospedale Santa Maria della Scala un prezioso manoscritto: il Codex Purpureus Rossanensis, di proprietà dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati in Calabria.

Ex ospedale Santa Maria della Scala

Il Santa Maria della Scala era un ospedale della città di Siena che fu costruito intorno all’anno Mille nel centro storico, di fronte al Duomo, lungo un tratto della via Francigena. Assolveva a varie funzioni: nello specifico assistenza dei malati, ricovero di poveri, accoglienza di bambini abbandonati e ospitalità per pellegrini. In questo luogo hanno svolto la loro opera caritatevole anche i santi senesi Caterina e Bernardino. Dal 1995 l’ospedale di santa Maria della Scala è stato trasformato in un museo e oggi ospita una serie di collezioni e mostre temporanee.

Codex Purpureus Rossanensis

Torniamo però al nostro Codex Purpureus Rossanensis, un manoscritto del 550 d.C., composto da 188 fogli, in scrittura greca continua disposta su due colonne. Il testo fu ritrovato nel 1831 all’interno della sacrestia della Cattedrale di Maria Santissima Achiropita di Rossano da Scipione Camporata, canonico della cattedrale.

Il Codex Purpureus Rossanensis un manoscritto del 550 d.C.

L’aggettivo “purpureus” si riferisce al colore rossastro delle pagine, mentre il termine “rossanensis” indica la sua provenienza, ovvero Rossano in provincia di Cosenza. Il manoscritto è stato occasionalmente prestato per questa esposizione, infatti non è usuale che testi così antichi vengano esposti, dato anche il facile deperimento a cui sono sottoposti, ma questo codex è davvero ben conservato, tanto che le miniature si possono ancora osservare in maniera nitida.

Le miniature sono molto nitide

Contenuto del raro manoscritto

In origine il manoscritto doveva contenere i testi dei quattro evangelisti, come si evince da un’immagine, ma in realtà sono stati conservati solo i vangeli di Matteo e Marco, insieme a 15 illustrazioni decorative, che rappresentano fatti, avvenimenti, parabole riguardanti la vita e la predicazione di Gesù Cristo. Per la sua peculiarità nel 2015 è stato riconosciuto patrimonio documentario dell’umanità e inserito dall’Unesco tra i 47 nuovi documenti del Registro della memoria mondiale.

Il Codex è stato riconosciuto come patrimonio documentario dell’umanità

Un testo è tra le più antiche testimonianze evangeliari esistenti, molto pregiato per le sue fattezze, esposto in un luogo particolare e suggestivo che ha visto il passaggio di santi, pellegrini e malati sin dal Medioevo. Si spera che in futuro possa essere ammirato anche in altre città d’Italia, in qualità di simbolo di bellezza, pace e spiritualità.


Link Wikipedia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Codex_Rossanensis

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Martina
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Martina Ragone è nata a Triggiano, ora vive a Verona dove insegna e fa volontariato. Si è laureata in lettere classiche alla triennale e in lettere moderne alla magistrale a Siena. Appassionata di cultura, poesia, arte e musica. Collabora con “In città” di Giovinazzo e ha diretto “Nero su Bianco”, il giornale della Cappella Universitaria di Siena.

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