Fiera del Levante e la sua “immagine”: le opere e gli artisti che l’hanno resa nota

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Sulla Fiera del Levante e sulla storia delle sue origini la bibliografia è vastissima; in questo excursus focalizzeremo la nostra attenzione sulla “immagine” della fiera, ossia sulle opere grafiche che hanno pubblicizzato la fiera barese nei suoi primi anni di vita (manifesti, cartoline, dépliant pubblicitari etc.), naturalmente limitando la trattazione agli esempi artisticamente più interessanti.

Il progettista della Fiera del Levante

È opportuno rammentare che fu l’architetto Cesare Augusto Corradini (1860-1932) a definire l’impianto architettonico della Fiera del Levante.

Del suo maestoso progetto restano il grande ingresso monumentale, l’impianto dei viali principali con la fontana centrale e il padiglione EAAP, unico padiglione superstite (progettato dal suo collaboratore ingegner Vincenzo Rizzi).

L’ingresso posteriore in stile futurista, caratterizzato dalle cosiddette “torri luminose”, è invece opera di Saverio Dioguardi che realizzò l’ampliamento della fiera subentrando a Corradini.

Null’altro resta della fiera così come si presentava agli occhi ammirati dei visitatori negli anni ’30.

Il logo della “Caravella”

Fu proprio Corradini a ideare il logo della famosa “Caravella”, sebbene non se ne abbia una prova documentaria inoppugnabile: tuttavia, un indizio che assevera tale ipotesi è nel Fregio delle Arti e del Lavoro (1910) nel Palazzo Fizzarotti (fregio concepito dall’architetto, e realizzato dal pittore Guido Corazziari), dove un genietto regge la caravella a simboleggiare il commercio barese con l’Oriente.

Fregio in Palazzo Fizzarrotti

La caravella è tra l’altro presente anche nel bozzetto per la decorazione del soffitto del Salone del Consiglio (1925) dell’Università di Bari, redatto da Corradini in collaborazione con i fratelli Mario e Guido Prayer (la caravella è abbozzata nel riquadro in basso).

Bozzetto di Corradini e Prayer

Osservando attentamente il disegno originale di Corradini del 1928 – la famosa veduta “a volo d’uccello” riprodotta in cartolina dalla Tipografia Cressati – in alto a sinistra è visibile il bozzetto originariamente previsto per il logo della Fiera, che non presenta la caravella, bensì il Barione.

Progetto originale della Fiera del Levante
Il Barione

Il futurista Araca

Il logo ufficiale della Fiera è opera del pittore futurista Araca (Enzo Forlivesi Montanari, 1898-1989) nella forma che tuttora conosciamo: tale logotipo è presente nel manifesto della I edizione (1930), e verrà riprodotto in edizioni successive con alcune varianti (come possiamo osservare dalle immagini), dal dopoguerra fino ai giorni nostri.

Il logo ufficiale…
… del pittore futurista Araca…
… viene ripreso negli anni…
… in diverse…
… versioni

Nel 1934 il logo della caravella viene riportato sulla “Medaglia del Quinquennale” coniata dal rinomato Stabilimento Stefano Johnson Spa di Milano per celebrare l’anniversario, ed offerta al Capo del Governo in occasione della sua visita a Bari nello stesso anno: il verso presenta, invece, un cartiglio sormontato dallo stemma del Comune di Bari tra fasci littori stilizzati, ed in basso due delfini incrociati che reggono un elmetto alato.

Medaglia del Quinquennale

Fortunato Depero

Un’altra citazione della caravella la fornisce Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960), e ciò non può stupire, visto che anche Depero, come Araca, era futurista.

Nel 1938 si tenne a Roma il III Congresso Mondiale del Dopolavoro, alla presenza del governo italiano e dei delegati di 62 nazioni.

La Direzione Generale dell’OND volle celebrare l’evento, affidando a Depero la realizzazione di 96 tavole a colori illustranti allegoricamente i dopolavoro aziendali delle province italiane. Tali composizioni evidenziano, attraverso sagome ben delineate e riempite da campiture piatte, le peculiarità d’ogni provincia.

Alla Fiera, simbolo del futuro, viene abbinato un simbolo del glorioso passato barese, anch’esso stilizzato: uno dei capitelli figurati, ornato da angeli, del ciborio dell’Abate Eustazio (1115) nella Basilica di S. Nicola.

La scritta “BARI” in caratteri tipografici futuristi (Depero aveva ideato un vero e proprio alfabeto futurista, innovando i caratteri tipografici) ed una frase del Duce (“La Puglia, con Bari alla testa, è una terra profondamente fascista”) completano la composizione, che, pur non essendo simmetrica, è perfettamente bilanciata.

Al simbolo della Fiera viene abbinato uno dei capitelli della basilica

Depero fu esponente di primo piano di quel “Secondo Futurismo” che, attraverso la grafica, l’illustrazione, e il design (celeberrimi i suoi manifesti pubblicitari e la bottiglietta tronco-conica Campari del 1932, tuttora in uso) portò gli stilemi futuristi nella cultura di massa, rendendoli popolari presso il grande pubblico.

Giulio Cisari

Tornando alla I edizione del 1930, oltre alla caravella “ufficiale” ve ne sono state altre. È proprio al 1930 che datano due illustrazioni del pittore, illustratore e xilografo Giulio Cisari (1892-1972), del tutto “alternative” rispetto al logo futurista di Araca.

In particolare la prima, che presenta una versione della caravella barese in linea con lo stile neorinascimentale tipico del Cisari, derivatogli dal maestro Adolfo De Carolis, noto per i frontespizi di alcune opere dannunziane; non a caso, anche l’allievo Cisari è noto per le raffinate illustrazioni di frontespizi e copertine, tra cui le copertine di alcuni manualetti della Hoepli d’inizio secolo.

Stile neorinascimentale del Cisari

Un’altra illustrazione di Cisari è invece per una cartolina: a colori sgargianti, piatti e contrastanti, è quest’ultima molto più vicina al futurismo di Araca, a dimostrazione della versatilità dell’artista.

Opera di Cisari

Gino Boccasile

Anche il pittore, grafico ed illustratore pubblicitario Gino Boccasile (Bari 1901 – Milano 1952), che in quel periodo stava emergendo a livello nazionale, viene commissionata una serie di 5 cartoline celebrative della I Fiera del Levante (1930): i disegni sono lineari, senza campiture di colore, rivelando nella loro sintetica chiarezza l’abilità comunicativa del Boccasile pubblicitario.

Cartolina

È il caso di ricordare che nel dopoguerra Boccasile realizzerà un’immagine iconica – riportata sulla copertina del catalogo e sul manifesto ufficiale – per un’altra importante manifestazione barese, il Maggio di Bari (1951).

Manifesto del Maggio di Bari di Boccasile

Il manifesto della II edizione della Fiera del Levante

In occasione della II edizione del 1931 il manifesto ufficiale della Fiera del Levante è firmato da Virgilio Retrosi (1892-1975), talentuoso allievo di Duilio Cambellotti (1876-1960).

Cambellotti, è il caso di ricordarlo, non ha lasciato a Bari soltanto le importanti decorazioni negli interni del Palazzo dell’Acquedotto, ma ha illustrato anche la copertina della Guida di Bari (1930) edita proprio dall’Ente Autonomo Fiera del Levante: in un riquadro cuspidato (sorta di scudo rovesciato, tipico delle illustrazioni cambellottiane) è raffigurato al centro un fusto di colonna con capitello figurato, ornato da angeli, desunto del ciborio dell’Abate Eustazio (1115) nella Basilica di S. Nicola (lo stesso motivo che riprenderà più tardi, come abbiamo visto, Depero per l’OND) sullo sfondo di un portale romanico, che richiama evidentemente quello della stessa basilica.

Libro di Cambellotti

Tornando al manifesto di Virgilio Retrosi, esso raffigura uno dei simboli pugliesi per eccellenza, Castel del Monte, sul quale s’innestano 7 bandiere delle nazioni espositrici, tra le quali spicca il vessillo tricolore con lo scudo dei Savoia per il Regno d’Italia.

Manifesto di Retrosi

Gli artisti reclutati

Araca, Boccasile e Retrosi vengono “reclutati” per differenti motivi: Araca aveva già realizzato manifesti pubblicitari per la Fiera Campionaria di Milano, e quindi poteva vantare un’esperienza nel campo; Boccasile, pur vivendo e lavorando a Milano (dove fonda l’agenzia pubblicitaria ACTA, in collaborazione con Franco Aloi), era barese di nascita, quindi un concittadino illustre; Retrosi era in forza come grafico presso l’ENIT (Ente Nazionale Italiano Turismo) e quindi esperto nell’illustrazione di città e monumenti (non a caso, sceglie Castel del Monte per il suo manifesto: iconico monumento pugliese, la cui immagine stilizzata viene tuttora usata nel logo del Politecnico di Bari nonché sulle monete da un centesimo di Euro) e l’anno successivo realizzerà anche un bel manifesto per la Fiera Coloniale di Tripoli (1932).

Manifesto Fiera Coloniale di Tripoli di Retrosi

La IV edizione della Fiera del Levante

Alla VI edizione del 1935 datano il manifesto con la caravella – più vicina a quella “neorinascimentale” del Cisari che non a quella futurista di Araca – ed una serie di cartoline celebrative dai vivaci colori, edite dallo Stabilimento Arti Grafiche Bertarelli di Milano (l’autore è ignoto).

Manifesto
Cartoline…
… dai colori vivaci
… a scopo celebrativo

Michele De Giosa

Dopo la sospensione dovuta alla guerra, in occasione della XIV edizione del 1950 una nuova serie di cartoline celebrative riproduce raffinate vedute ad acquarello del noto pittore locale Michele De Giosa (1896-1969): accanto al maestoso ingresso monumentale, è celebrato il trionfo della nuova tecnologia con la raffigurazione di una scala mobile, una novità per l’epoca.

Cartoline celebrative…
… del pittore Michele De Giosa

Il francobollo celebrativo della Fiera del Levante

Inoltre, è emesso dal Poligrafico dello Stato un francobollo celebrativo, recante il logo della Caravella: l’autore del disegno è probabilmente Corrado Mezzana (1890-1952), all’epoca Disegnatore Capo del Poligrafico, oppure un suo collaboratore più giovane.

Simboleggiante i traffici tra Oriente e Occidente, sulla sinistra è raffigurata la Basilica di San Nicola (la torre del Catapano, a destra, presenta ancora una terminazione cuspidata, in quanto il restauro condotto in quegli anni dal Sovrintendente Francesco Schettini non era ancora giunto al termine) mentre sulla destra spicca una moschea nel tipico stile moresco.

Il francobollo celebrativo

Da allora, il viaggio della Caravella continua, ma, nella società contemporanea dominata dal virtuale, le nuove immagini non hanno più la forza evocativa dei tempi che furono.


Bibliografia:

  • Mario Dilio, Bari. Fiera del Levante 1930-1986, Bari 1986
  • Carmelo Calò Carducci, Bari e la sua Fiera del Levante 1930-1956, Bari 2006
  • Simone De Bartolo, Bari. Itinerari del Ventennio, Bari 2021
  • Aleksandar Dajković – Simone De Bartolo, Cesare Augusto Corradini (1860-1932). Un architetto eclettico tra Italia e Montenegro, Bari 2023

Catalogo Generale dei Beni Culturali

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Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.

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