Mentre nasce il Lungomare, Bari adotta il cabaret francese con il Kursaal Santalucia e Gran Cinema Oriente
Quando andavamo al Cinema - 5 - Kursall
Lungomare Araldo Di Crollalanza. Si comincia con una grande arteria che costeggia il Lungomare Sud, cioè l’odierno. Il primo tratto, inaugurato il 21 aprile 1927, arriva fino a piazza Diaz. Non c’è ancora la rotonda, ma al di là della strada ci sono già i grandi palazzi ancora oggi esistenti. Seguono, a breve tempo, il secondo tratto con la rotonda e via via la grande serpentina che costeggia la muraglia, oltrepassa il porto e arriva fino alla Fiera del Levante. La costa Sud-Est di Bari si arricchisce di un lungomare che non a torto è definito ‘il più bello d’Italia’. Si spinge fino alla spiaggia dell’accorsato Lido Marzulli che negli anni Cinquanta viene demolito per far posto alla strada che arriva fino all’attuale (in abbandono) Lido Trullo.

Allo stesso tempo la città cresce e si arricchisce di numerosi palazzi in stile eclettico e liberty che si possono ammirare ancora oggi ovunque: in via Melo, all’inizio e alla fine di una delle più antiche strade di Bari; via Sparano, corso Cavour, via De Giosa, via Cognetti, via Nicola De Nicolò, via Imbriani e poi gli imponenti palazzi: Mincuzzi, Acquedotto Pugliese, Banca d’Italia, l’Hotel Oriente, la chiesa del Sacro Cuore e, sul lungomare Nord-Ovest, il maestoso Palazzo delle Finanze, il liceo Orazio Flacco, la Caserma Macchi, lo stadio Della Vittoria, la Fiera del Levante.
Sul primo tratto dell’altro versante, ecco lo splendido molo della Canottieri Barion, il Palazzo Santalucia e successivamente l’Albergo delle Nazioni, il Palazzo della Provincia, il Provveditorato alle Opere Pubbliche, il Palazzo dell’Aeronautica e la Caserma dei Carabinieri che sembra una fortezza.
Molte di queste opere citate, sono state progettate e edificate da Saverio Dioguardi, il geniale architetto di Rutigliano, barese d’adozione. Valga per tutte il Palazzo del Giornale, la prima sede della Gazzetta nella vecchia piazza Roma, odierna piazza Moro, con un grande globo luminoso sul tetto e quattro cariatidi ai due ingressi. Inaugurato nel dicembre 1927 viene quasi furtivamente demolito all’alba di lunedì 16 agosto 1982. Entro sera, gran parte del Palazzo non c’era più. Furono salvate solo le cariatidi che si possono ancora ammirare nell’androne d’ingresso il palazzo del Municipio.
In breve, la città è un enorme cantiere a cielo aperto. La grande quantità di lavori pubblici e privati richiama manovalanza da quel serbatoio di braccia conserte della provincia; migliorano perciò le condizioni di vita individuali e collettive e, conseguentemente, aumenta considerevolmente la popolazione cittadina. Ci sono nuovi poveri in periferia ma anche “nuovi ricchi” nei nuovi palazzi di corso Cavour e nelle belle case del quartiere umbertino, che ingrossano le fila della borghesia barese alla ricerca di nuovi locali d’intrattenimento, nuove distrazioni.
Nascono così piccole realtà che vogliono imitare i cabaret francesi e, in due lussuosi palazzi, in largo Adua e in corso Cavour, s’inaugurano nuove sale cinematografiche che la Gazzetta definisce ‘aristocratiche’. Si tratta del Kursaal Santalucia, inaugurato il 5 novembre 1927 nell’omonimo palazzo sul Lungomare, e il 23 agosto 1928 il Gran Cinema Oriente, in corso Cavour. Sono locali che non hanno nulla da invidiare alle grandi sale della Capitale.

Arredate con gusto e sobrietà, sono sale per portarvi la famiglia, ma le donne restano a casa, anche quelle della borghesia. In compenso, le signore della buona società, hanno il privilegio di assistere a tre, quattro spettacoli teatrali l’anno. Quando cioè il Petruzzelli apre i battenti per la stagione lirica e il Piccinni alle compagnie di prosa, all’operetta, all’epoca molto apprezzata.
Il Kursaal Santalucia nasce come teatro di arte varia. È attrezzato anche per la proiezione di film, ma l’intento dei proprietari è cercare di togliere spettatori al Piccinni e Petruzzelli, presentando spettacoli innovativi, moderni pur nell’ambito della prosa, operette, recital. Per il melodramma non c’è da competere: è appannaggio esclusivo dei due “massimi” cittadini, oltretutto molto più grandi del nuovo locale sia pure pregevolmente arredato con una profusione di stucchi, disegni e affreschi del pittore veneziano Guido Prayer.
Il Santalucia è una bomboniera, un gioiello con piccoli palchi eleganti, discreti e una magnifica platea con poltrone di velluto verde smeraldo. Ma è appunto, piccolo. Contiene al massimo 700 posti che riesce ad occupare solo quando viene proiettato uno spettacolo cinematografico: il pubblico apprezza la piccola, confortevole ed elegante sala, ma non può consentirsi il costo di uno spettacolo di prosa, vuole il cinema!
Intanto a New York, nell’agosto del 1926, Rodolfo Valentino è stroncato da una complicazione polmonare. Il celebre divo aveva solo 31 anni, ma i suoi conterranei non hanno mai visto un film da lui interpretato. Il fascismo ne aveva decretato l’embargo, ma dopo la morte dell’attore che faceva impazzire le ragazze e le non più giovani donne americane, aveva tolto l’embargo alle sue pellicole e il 17 settembre 1926 il Petruzzelli annuncia la proiezione del film Aquila nera, biglietto unico in platea lire 2,40.

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Nicola Mascellaro è nato a Gravina in Puglia nel 1939, risiede a Bari dal 1950. Dal 1966 al 1996 ha lavorato presso La Gazzetta del Mezzogiorno come impiegato responsabile dell’Archivio di documentazione.