Bari: dopo un decennio riapre il Kursaal Santalucia

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A dieci anni dalla sua chiusura, finalmente riaprono le porte del Kursaal Santalucia. Palazzo molto amato dai baresi, che dalla sua progettazione negli anni ’20, ad opera dell’Ing. Orazio Santalucia come edificio residenziale con sala teatrale, era diventato un punto di riferimento per tutta la cittadinanza. Posto in Largo Adua nel quartiere Umbertino, formava con il teatro Petruzzelli e Margherita un triangolo di teatri privati dedicati all’intrattenimento dell’alta società.

Facciata del Kursaal

Ieri sera, l’edifico in stile tardo Liberty, dopo un lungo lavoro di restauro, ha riacceso le luci della sua facciata. A organizzare la visita serale è stato il FAI, che ha permesso a pochi fortunati di vedere l’edificio; i posti prenotabili per le visite infatti (limitati per rispettare le norme anti-Covid) sono stati esauriti nel giro di poco più di un’ora.

Postazione del FAI

Entriamo nel Kursaal Santalucia

Dopo aver superato la soglia del teatro, i narratori ci hanno guidato nella sala teatrale, ampliata e trasformata in modo da funzionare anche come cinema nel ’55 grazie al lavoro di dell’Ing. Francesco Santalucia, figlio del progettista originale.

Una delle porte d’ingresso del teatro
Sala teatrale e cinematografica

Qui, ci fermiamo a guardare il palco, i loggioni laterali, la platea, le minuziose decorazioni e gli affreschi che impreziosiscono il teatro. Pur avendo affrontato chiusure e alterne fortune, ha ospitato diverse stagioni teatrali e cinematografiche fino alla chiusura del 2011 al termine del Bif&st dello stesso anno, per lavori di ristrutturazione e adeguamento voluti dalla Regione Puglia, Comune di Bari e Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Particolare decorazione con data inaugurazione 1927
Loggioni laterali
Ci sono diversi affreschi…
... anche nella sala teatrale
Particolare galleria superiore

Il primo piano del teatro

Saliamo poi al primo piano e dall’alto osserviamo la sala teatrale, entrando successivamente nell’ampia Sala Giuseppina, la sala ricevimento decorata con quadri e altorilievi dai fratelli Mario e Guido Prayer. Ai lati opposti della sala ci sono tre porte finestre che danno luce all’ambiente supportati dai lampadari d’epoca sul soffitto.

Sala teatrale vista dall’alto
Sala Giuseppina…
… utilizzata in passato anche come sala ricevimenti
In questa sala ci sono affreschi…
… e decorazioni dei Fratelli Prayer
La stanza è illuminata da lampadari d’epoca
Postazione artistica nella Sala Giuseppina
All’interno del teatro sono esposti…
… alcuni strumenti cinematografici vintage

L’ultimo piano: la Sala Cielo

La vera novità della struttura è però all’ultimo piano: dove prima c’era il Roof Garden, un lastricato solare senza copertura, ora c’è la Sala Cielo, un’istallazione dell’artista Alfredo Pirri. Il pavimento riflette il soffitto soprastante e grazie a un gioco di luce dovuto all’azione del sole, l’osservatore sembra essere trasportato nel blu del cielo e del mare.

Sala Cielo…
… il pavimento riflette il soffitto

A fine visita lasciamo a malincuore l’edificio ormai quasi centenario, fermandoci ad osservare il prospetto della struttura, dove le figure in altorilievo diventano ancora più suggestive nella penombra serale. Resta però la speranza di poter tornare presto a vedere i suoi interni, magari mentre ci emozioniamo grazie ad una nuova rappresentazione teatrale.

Il prospetto dell’edificio con alcune figure in altorilievo

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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