Il grande successo del Kursaal e l’esordio a Bari di Totò

Quando andavamo al Cinema - 6 - Kursall-Totò

Quando andavamo al Cinema - 6 - Kursall-Totò

Nella serata inaugurale il Kursaal Santalucia, inaugurato il 5 novembre 1927, ospita la “Primaria Compagnia di Operette” del cav. Luigi Maresca, una famiglia che conta numerosi artisti di vario genere, con Elodia Maresca protagonista… “della molto nota operetta in tre atti Katja la ballerina musicata dal maestro Gilbert”.

Intanto, dal primo gennaio 1927 entra in vigore la tassa sul celibato applicata ai maschietti dai 25 ai 65 anni. Il noto concetto del ‘numero fa la forza’ era ancora lontano, ma a Mussolini piacevano le famiglie numerose e i giovani che tardavano a prendere moglie e mettere su famiglia, davano una sensazione… “di decadenza morale, di mollezza, d’inettitudine e di assenza di responsabilità intollerabile a un Regime che teorizza una società maschile forte, vigorosa”. In realtà i giovani non si sposavano perché rischiavano di affamare moglie e figli!

Nel corso del 1927, il cinema muto comincia a perdere colpi. I grandi studio d’oltreoceano erano allo stremo e la Warner Bros prima di avviarsi al fallimento si gioca l’ultima carta: sperimenta il sonoro in un film mediocre Il cantante di Jazz e, nonostante la trama semplice che risente ancora del cinema muto, il successo di pubblico è strepitoso.

Si apre una nuova era per la cinematografia mondiale e, durante gli stessi anni Venti, si comincia a produrre qualche film a colori, in Technicolor era la dizione cinematografica, ma sono lontani dalla qualità raggiunta negli anni Trenta.

Il nuovi cinema intanto stimolano la concorrenza e già prima delle feste di Natale del 1927 inizia l’offerta di una grande varietà di spettacoli. Per la prima volta il teatro Petruzzelli e Piccinni danno contemporaneamente due grandiose rappresentazioni liriche. Il Petruzzelli annuncia La Gioconda, il Piccinni Lucia di Lammermoor diretta dal noto maestro di Bitonto Pasquale La Rotella. Al cinema Umberto, intanto, si proietta un film di Rodolfo Valentino, Il figlio dello sceicco; al Margherita le pellicole dell’aristocratica Pola Negri, le prime commedie musicali di Gloria Swanson e, al cinema Umberto, i film di Tom Mix, Buster Keaton, Harold Lloyd e Charlie Chaplin.

L’attrice Pola Negri
L’attore comico Harold Lloyd

Ma è il Santalucia ad offrire il grande spettacolo: Anna Fougez, e le sue venti girls… 

cantante e ballerina – recita la locandina – stellissima dai mille bagliori, diva fascinatrice che con la sua impareggiabile virtuosità vocale è stata ancora una volta ammirata e travolta d’applausi ripetuti e scroscianti.

I baresi la conoscono bene. Anna Fougez, ha già calcato i palcoscenici di Bari e di molte città di tutta l’Italia, era considerata una leggenda. Particolarmente ispirata, è stata la protagonista ideale non solo di Vipera, il celebre motivo del compositore E.A. Mario, ma anche di Guapparia, A tazz’e cafè e soprattutto di Addio, mia bella signora, un successo nazionale degli anni Venti e Trenta. Il vero nome della ‘stellissima dai mille bagliori’ era Maria Annina Papacena Laganà nata a Taranto il 9 luglio 1894. La grande interprete di un’epoca di ‘follie’, si spegne a Santa Marinella in provincia di Roma nel 1966.

Al cinema-teatro La Fenice, invece, l’ex cinema Sociale in via XXIV Maggio, accanto al Petruzzelli, prima arriva la compagnia teatrale di Raffaele Viviani, poi la grande compagnia di varietà del capocomico napoletano Achille Maresca che ha, fra i tanti artisti, una nuova ‘maschera’, un giovane di 28 anni noto come Totò, magro come un chiodo, una caratteristica fisica comune all’epoca, un mucchio di ossa che denunciavano una costante carenza di cibo. Annunciato come 

il burattino smontabile il giovane attore ha una capacità ineguagliabile di rendere gestualmente e corporalmente quanto di grottesco esiste nella tradizione popolare partenopea.

Bisognerà aspettare un quarto di secolo prima di vedere il vero Totò, il grande attore comico che nelle sue compagnie di rivista, spesso insieme ad Anna Magnani, e poi nel cinema, con Aldo Fabrizi e Peppino De Filippo, farà ‘scompisciare’ dal ridere i proletari degli anni Cinquanta e gli operai del ‘miracolo economico’ degli anni Sessanta.

Eppure, verso la fine degli anni Venti, nonostante le assicurazioni di benessere che vantava il Regime, c’erano molte sacche di miseria sparse ovunque, specie nell’entroterra pugliese… «dove le energie sono fiaccate, le attività depresse, le giovinezze sfiorite prima di sbocciare, dove l’operosità umana è arrestata davanti alla zolla incolta, al solco interrotto, alla terra improduttiva» scrive la Gazzetta che nel 1928 era già un autorevole organo di stampa fiancheggiatore del fascismo. La povertà era diffusa, ma per il Regime… la questione meridionale non esiste!

Bari, però, stava vivendo un momento unico nella sua storia: sviluppandosi a dismisura, s’imponeva come la seconda grande città del Mezzogiorno. I suoi abitanti godevano un periodo di moderato benessere pur con un divario abissale tra poveri e benestanti, fra la classe operaia e la nuova classe imprenditoriale, edile soprattutto, che si arricchiva con i lavori pubblici e privati.

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Nicola-Mascellaro
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Nicola Mascellaro è nato a Gravina in Puglia nel 1939, risiede a Bari dal 1950. Dal 1966 al 1996 ha lavorato presso La Gazzetta del Mezzogiorno come impiegato responsabile dell’Archivio di documentazione.

2 pensieri su “Il grande successo del Kursaal e l’esordio a Bari di Totò

  1. Caro Nicola, come sempre, racconti storie straordinarie della nostra terra. E anche in questa occasione ho molto imparato dal tuo pozzo di memorie. Grazie. Tonino

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