Giuseppe Pàstina, pittore e archeologo: in mostra alla Pinacoteca “Corrado Giaquinto”

Pàstina

Pàstina

L’andriese prof. avv. Giuseppe Pàstina (1863-1942) è uno dei tanti intellettuali pugliesi del ‘900 riscoperti dopo decenni di immeritato oblio. Pàstina spicca per la versatilità del suo talento artistico nonché per la vastità di interessi: fu difatti scultore, pittore, architetto ed illustratore, nonché giurista, musicista, storico dell’arte, archeologo dilettante e fine letterato.

Fotoritratto di Pàstina

Artista autodidatta

Nell’arte fu autodidatta, non avendo mai conseguito un diploma: tuttavia, all’Accademia di Napoli seguì con passione le lezioni di Domenico Morelli (1823-1901), il capofila del “verismo storico” napoletano.

Tra le varie esposizioni cui partecipò, si ricordino l’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Bologna (1888) e la I Biennale Meridionale – IV Mostra d’Arte Pugliese di Bari (1924).

Pàstina scultore

Come scultore, Pàstina realizzò nel camposanto della sua città natale il monumento funerario per Padre Nicolò Vaccina, recante un bassorilievo raffigurante Gesù che chiama a sé una schiera di fanciulli (1918): molto lodato dalla critica del tempo, è una trasparente allusione alla missione educativa del Sacerdote, cui è dedicato il maggiore istituto scolastico andriese.

Opere come pittore

Come pittore, eseguì le decorazioni dei soffitti (1894) del Palazzo Discanno a Trani, in collaborazione con Carlo Curci (1846-1916). Come illustratore, disegnò varie copertine della prestigiosa rivista Rassegna Pugliese di Scienze, Lettere ed Arti (1912).

Tuttavia, la sua opera più importante fu senza dubbio la decorazione pittorica del Padiglione delle Puglie (1911) all’Esposizione Nazionale del Cinquantenario dell’Unità d’Italia a Roma, del quale curò anche l’allestimento in veste di membro della commissione tecnico-artistica: il padiglione, le cui decorazioni plastiche furono affidate a Pasquale Duretti (1867-1938) e Mario Sabatelli (1882-1964), era stato progettato dall’arch. Angelo Pantaleo della R. Soprintendenza alle Belle Arti, in collaborazione con l’ing. Ettore Patruno (1866-1947) del Comune di Bari.

Padiglione delle Puglie

Di tutto questo non resta più nulla, salvo la collezione di calchi in gesso di pezzi architettonici e scultorei di monumenti medievali pugliesi (ben 336 pezzi) ora conservati nel Castello Svevo di Bari (realizzati dagli stessi scultori Duretti e Sabatelli), e, a quanto pare, la serie di pitture dello stesso Pàstina, non visibili al pubblico (custodite, insieme a molte altre opere, nei depositi della pinacoteca barese).

L’attività di Pàstina come archeologo

Giuseppe Pàstina fu inoltre un grande cultore di archeologia. Mosso da tale passione, collaborò con il noto archeologo Giacomo Boni (1859-1925) il quale condusse (dal 1898 fino alla morte nel 1925) gli scavi nel Foro Romano rinvenendo importanti vestigia antiche, tra cui il famoso Lapis Niger (nel 1899) area sacra tradizionalmente reputata il sepolcro del primo Re di Roma, Romolo.

La mostra alla Pinacoteca “C. Giaquinto”

Nonostante la fotografia fosse ormai di uso comune anche in ambito archeologico, solo la sensibilità di un artista poté catturare il fascino delle antiche rovine, ed è proprio la serie di dipinti aventi per soggetto il Foro Romano al centro della mostra attualmente allestita alla Pinacoteca Metropolitana di Bari “Corrado Giaquinto”: Giuseppe Pàstina e Giacomo Boni: un legame inedito all’insegna della comune passione per l’archeologia (dal 14 giugno al 30 settembre 2024). Tre i dipinti – di piccolo formato – in possesso della Pinacoteca di Bari, ed esposti al pubblico in occasione di questa mostra: Autoritratto (1911); Profilo di Roma (1922); Domus Vestae del Foro Romano (1927).

Autoritratto
Domus Vestae del Foro Romano

La mostra costituisce dunque un’occasione per riscoprire questo artista, tra gli ultimi rappresentanti del verismo pittorico nel ‘900. Un artista pugliese che si pone nel solco dei grandi vedutisti del passato che raffigurarono le rovine di Roma, da Giovanni Paolo Pannini (1691- 1765) a Ettore Roesler Franz (1845-1907), passando per il celebre incisore e architetto neoclassico Giovan Battista Piranesi (1720-1778). Ennesima riprova del fatto che la nostra regione ha dato i natali a tanti uomini illustri, distintisi per eccellenza in tutti i campi dell’arte e del sapere.


Link Pinacoteca C. Giaquinto:

https://www.pinacotecabari.it

Bibliografia:

  • Enrico Giannelli, Artisti Napoletani Viventi. Pittori, Scultori ed Architetti, Napoli 1916
  • Christine Farese Sperken (a cura di), La Pinacoteca Provinciale di Bari. Vol. II. Opere dell’Ottocento e della prima metà del Novecento, Roma 2005
  • Simone De Bartolo, Architettura e scultura monumentale del Ventennio fascista in Terra di Bari, Bari 2015
  • Clara Gelao – Giacomo Lanzilotta, Passioni di un collezionista. La donazione Ferrara alla Pinacoteca Provinciale di Bari, Bari 2010
  • Giacomo Lanzilotta, Arte in Puglia 1900-1950. Dizionario biografico degli artisti, Bari 2023
  • Lucia Rosa Pastore, Giuseppe Pàstina e Giacomo Boni: un legame inedito all’insegna della comune passione per l’archeologia [testo pannello illustrativo mostra], Bari 2024

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Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.

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