Storie di Puglia – D’Annunzio e l’impresa di Cattaro
D'Annunzio
Oggi le nostre Storie di Puglia ci riportano a Gioia del Colle, ridente cittadina famosa non solo per la sua mozzarella DOP e per il suo vino primitivo ma anche per la presenza di un importante aeroporto militare. È proprio da qui che nel 1917 parte la storia che andremo a raccontarvi, il cui protagonista d’eccezione è uno dei più celebri poeti italiani: Gabriele D’Annunzio (1863-1838).

Forse non tutti sanno che D’Annunzio oltre che scrittore e drammaturgo, soprannominato il Vate, si arruolò più che cinquantenne per poter partecipare al primo conflitto mondiale. Con il suo aereo bombardiere Caproni Ca.33, ribattezzato “Asso di Picche” per la sua decorazione sulla fusoliera, con i piloti Capitano Maurizio Pagliano e Tenente Luigi Gori, partecipò a parecchi raid su postazioni militari nemiche.
L’audace piano di D’Annunzio
Di spirito audace e indomito, propose ai suoi superiori di attaccare la base navale austro-ungarica Cattaro (nell’attuale Montenegro) per dare uno scossone alla guerra che ormai da troppo tempo devastava l’Europa. Il suo intento era di attraversare il mare e bombardare questo porto praticamente inespugnabile perché nascosto in un’insenatura della costa. Dopo il porto di Pola, già attaccato a febbraio del 1917, era considerato un obiettivo sensibile e importante.
La sua strategia militare non fu subito accolta favorevolmente dalle alte sfere militari, che ritenevano troppo rischioso volare sul mare per quasi 400 chilometri con dei biplani. Il Vate però insistette e dopo aver ottenuto il tanto atteso consenso, i 15 trimotore del “Distaccamento A.R.”, ribattezzato così in onore del suo comandante, il Maggiore Armando Armani, si alzarono in volo da Taliedo il 24 settembre del 1917, e dopo un breve scalo in provincia di Roma, arrivarono a Gioia del colle.
Ogni indugio m’era intollerabile. Partii da Taliedo a capo della mia squadriglia il 24 settembre 1917 lunedì, prima del mezzogiorno. La mia meta era il campo di Gioia del Colle nella Puglia piana.
Così riporta D’Annunzio nei suoi scritti.
Le squadriglie arrivano a Gioia del Colle
Le due squadriglie, che formavano il distaccamento, atterrarono nella base aerea di Gioia del Colle, all’epoca poco più di una pista in terra battuta. Contrariamente a quanto previsto, l’equipaggio di volontari accuratamente selezionato dovette però attendere che le condizioni metereologiche migliorassero, prima di poter procedere con l’attacco già pianificato.

L’attacco a Cattaro
Nonostante l’impazienza del poeta-soldato, solo nella notte fra il 4 e il 5 ottobre finalmente la formazione dei quindici biplani prese il volo. Uno di questi, per un problema al motore, tornò indietro subito dopo il decollo, mentre gli altri continuarono il viaggio attraverso il cielo notturno e la nebbia che non favoriva certo le segnalazioni inviate dalle torpediniere della Marina Italiana presenti nel mar Adriatico.
Durante il viaggio altri due mezzi, dovettero tornare a Gioia del Colle per problemi ma i restanti apparecchi riuscirono a raggiungere il bersaglio. Superarono indenni la contraerea, che tardò a identificare il nemico, e con le loro bombe danneggiarono la base, le navi e i sommergibili ancorati nella baia.
La fine dell’impresa e il trionfo di D’Annunzio
All’alba del 5 ottobre quasi tutti i biplani erano rientrati sulla pista di Gioia del Colle, tranne uno che dovette far prima scalo nel foggiano per rifornirsi di carburante e solo in seguito rientrare alla base.
La missione fu considerata un incredibile successo, nessun aereo era stato abbattuto, nessun italiano era caduto durante il raid. Dopo questa spedizione D’Annunzio collezionò altri successi militari come la “Beffa di Buccari” e il volo su Vienna nel 1918.

A Gioia del Colle presso il Villaggio Azzurro del 36° Stormo Caccia, per ricordare questa intrepida impresa è stato eretto nel 1969 un monumento.
Link monumento dell’impresa di Cattaro:
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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