Costa Ripagnola: quel tratto di costa ricco di trulli e muretti a secco
Costa Ripagnola
Falesie, calette, mare azzurro, muretti a secco, trulli e macchia mediterranea, questi sono gli ingredienti della Costa Ripagnola, zona diventata parco naturale regionale nel 2020. Un patrimonio paesaggistico e culturale da conoscere e valorizzare.
Per raggiungere il luogo basta percorrere la complanare della SS16. Questa fascia di costa si estende per 3 chilometri fra Cozze frazione di Mola di Bari e San Vito frazione di Polignano a Mare, con una striscia di terreno agricolo della larghezza di circa 500 metri che corre parallela al litorale.

Il passato di Costa Ripagnola
Da sempre abitata, la zona conserva tracce di attività umana sin dal Paleolitico, infatti nelle grotte rupestri presenti nell’area sono stati ritrovati oggetti e ossa animali. Nel XVI secolo, mentre le terre erano trasformate in un enorme uliveto da parte di un marchese di Polignano commerciante d’olio, le calette della scogliera erano usate da pescatori e mercanti per i loro commerci.
La costa era anche sorvegliata da una torre di avvistamento, per proteggere l’entroterra dagli attacchi corsari: Torre Ripagnola. Simile a quelle ancora esistente a Torre San Vito e Torre Incina, la costruzione è stata purtroppo abbattuta a fine anni ’50 come altre torri costiere ormai ridotte a ruderi.
Mentre passeggiamo fra i campi, notiamo che sono ancora presenti i piccoli trulli utilizzati in passato da contadini e pescatori del luogo e muretti a secco che delimitavano proprietà terriere e le zone di sosta delle greggi.
I terreni ora sono per lo più utilizzati a coltivazioni di foraggi, tanto che dopo la mietitura è facile scorgere le tanto fotografate rotoballe.
Restano però presenti diverse zone di macchia mediterranea con il loro lentisco, mirto, ginepro, cespugli di fico d’india e pinete sparse.
La Grotta di Torre Ripagnola
Ci spostiamo sugli scogli e da qui osserviamo la costa particolarmente frastagliata e ricca di piccole insenature e calette. Fra le tante grotte create dall’azione dell’erosione marina, la più importante e conosciuta è l’impenetrabile Grotta di Torre Ripagnola, infatti la parte a mare antistante l’entrata è ostacolata da alcuni massi derivanti dal crollo parziale della volta della grotta, forse dovuto a fenomeni di assestamento.

Gli scogli della costa, frequentati dagli amanti del mare, sono per lo più di bianca roccia calcarea e il mare Adriatico che tocca le rive è limpido e pulito.
Sulla riva ci sono anche piccole “capannine” fatte di rami e altri “materiali di fortuna” trasportati dalle acque del mare come teloni o reti. Qui lo spiaggiante può cercare un po’ di ombra e protezione dal sole imperioso.

Le persone che frequentano il luogo
Tutta la costa è frequentata da una gran varietà di persone: coppiette, comitive, famiglie con bambini e perfino nudisti in cerca di relax trovano il loro spazio e la loro privacy senza problemi sul lungo litorale.
Cala Fetente
Il grosso problema del luogo sono le limitate vie di accesso, noi scegliamo di entrare dalla strada che porta alla spiaggia libera attrezzata di Cala Fetente, ma sulla complanare vediamo parecchie auto lasciate sul ciglio della strada. I loro proprietari hanno scelto di lasciare il mezzo e proseguire a piedi attraverso i terreni per arrivare alla loro meta sugli scogli.

Insomma, un luogo molto particolare tutto da scoprire, dove i paesaggi rurali e il mare convivono, e non eccessivamente frequentato anche nei caldi giorni di agosto, una zona che certamente meriterebbe di essere meglio valorizzata con servizi, indicazione e strutture recettive per accogliere i turisti.

Link Wikipedia Cozze:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cozze_(Mola_di_Bari)
Link Wikipedia San Vito:
https://it.wikipedia.org/wiki/San_Vito_(Polignano_a_Mare)
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.










