Le ville storiche di Mola: un patrimonio da preservare – Notizie inedite nell’ultimo libro della Lab Edizioni
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W. MORGESE – G. BERLINGERIO – F. MASSIMEO – G. POLI DISANTO, Mola di Bari. Ville e casine storiche (a cura di Antonio Ferrante), LAB Edizioni, Altamura 2022
Fin dai tempi antichi la pratica della villeggiatura appare connaturata alla nostra Civiltà, e non solo come semplice svago bensì come “otium” nel senso che a questo termine conferivano gli Antichi Romani, nostri progenitori: un otium meditativo, contrapposto al negotium ossia agli affanni quotidiani necessari per vivere. Fu nella sua villa a Tuscolo che Cicerone, distante dalle contese politiche che infiammavano l’Urbe, attese alla composizione della sua opera più impegnativa, quelle Tusculanae Disputationes che restano un caposaldo della filosofia di Roma. In un luogo e in un tempo più vicini a noi, nella Villa Laterza a Bari, costruita dall’architetto Cesare Augusto Corradini (1860-1932) e dall’ingegner De Giglio per i fondatori della omonima casa editrice, si riuniva un cenacolo intellettuale attorno alla figura di Benedetto Croce (1866-1952) il celebre filosofo idealista che, come è noto, era intimo amico dei Laterza, suoi editori.
Si potrebbero fare innumerevoli altri esempi, ma perderemmo di vista l’argomento di questo libro, che focalizza l’attenzione del lettore sulle ville di Mola di Bari: ville certo meno note di quella ciceroniana o di quella dell’Imperatore Adriano a Tivoli, ma che comunque rivelano non pochi motivi d’interesse.
È senza dubbio veritiera l’osservazione degli Autori, che hanno rilevato un rinnovato interesse, negli ultimi decenni, nei riguardi delle masserie pugliesi: chi scrive ricorda molto bene due importanti ricerche sul tema, l’una della prof. Antonella Calderazzi, l’altra del compianto prof. Luigi Mongiello della Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari, le cui lezioni ebbi la fortuna di seguire con vivo interesse; senza contare gli studi di Vincenzo e Mario Cazzato, incentrati sugli esempi salentini.
Al forte interesse per le masserie, malauguratamente non è finora corrisposto un pari interesse per le ville, il che costituisce un problema soprattutto per quel che riguarda la tutela: recenti casi di abbattimento o abbandono di ville ottocentesche sono stati, purtroppo, ampiamente documentati dalle cronache locali.
È indubbiamente la conoscenza il primo passo verso la tutela, ed il patrimonio delle ville pugliesi ha bisogno di essere posto al riparo da vandaliche manomissioni o, peggio, distruzioni. In base a tale principio, ogni lavoro di catalogazione del patrimonio culturale è prezioso, e questo volume ben merita l’attenzione del pubblico, anche di quello “specialista”.
Una gran copia d’illustrazioni fotografiche, unitamente alle riproduzioni di disegni dell’epoca, accresce l’interesse del volume, ricco di notizie inedite.
Apprendiamo, ad esempio, che negli anni ’30 una di queste ville apparteneva all’Avv. Pier Delfino Pesce (1874-1939), noto esponente repubblicano, mentre in un’altra villa poco distante trascorreva le vacanze estive il ministro Araldo Di Crollalanza (1892-1986), suo antico sodale poi avversario politico (i due si conoscevano da sempre, essendo le loro famiglie originarie di Mola).
Ma la scoperta davvero entusiasmante è un disegno autografo dell’architetto Luigi Castellucci (1798-1877), che progettò una delle ville in questione: documento di fondamentale importanza, in quanto il Castellucci fu uno dei massimi architetti del neoclassicismo in Puglia, noto per aver realizzato fabbriche di rilevante importanza come l’Orfanotrofio “Maria Cristina di Savoia” (1832-52) nella natia Bitonto.
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Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.