Il mestiere del fornaio secondo Giovanni Lotito: “l’ultima bandiera di mondo passato”
Giovanni Lotito - Il fornaio
GIOVANNI LOTITO
Giovanni Lotito nacque a Bari il 23 dicembre 1907, ma fu dichiarato all’anagrafe il 1° gennaio 1908. Fu un poeta popolare vernacolare poco noto tra gli appassionati. Cominciò a comporre versi a settantatré anni, producendo una trentina di componimenti, tra poesie e sonetti che raccontano usi e costumi di una Bari che scompariva.
Fu Alfredo Giovine, suo amico di gioventù, a scoprirlo e incoraggiarlo a scrivere in dialetto. In un articolo pubblicato ne ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’ del 4 ottobre 1992, ne scrisse la biografia:
Orfano di padre, fin da ragazzo iniziò come i Petruzzelli a commerciare tessuti nei paesi vicini gettandosi giù dal letto “o prime friscke du trambì” (la vecchia tranvia Bari-Barletta in via Napoli alle cinque del mattino). Bersagliere, ferito ad una gamba nell’ultima guerra, riuscì a cavarsela (mègghie ferite ca muèrte). Aprì un negozio di tessuti, in via Napoli angolo via Trevisani (locale oggi occupato da un bar-pasticceria, n.d.r), cui dedicò il resto della vita accogliendo i suoi clienti con grande cordialità sua dote caratteriale. Si dedicò, altresì, ad alcune discipline sportive come la boxe, la pallacanestro e l’atletica leggera.
Col passare degli anni però, il suo spirito di osservazione divenne penetrante e personaggi rionali di tutti i tipi furono radiografati e impressi sulla carta dalla sua arguta vena.
Egli s’identificava nell’espressione più tipica della natura tanto da dare l’impressione di essere un fiore selvatico e qualche altra volta “nu taratùffe” nato sotto uno scoglio del nostro mare. Amava sorridere delle miserie umane con i comici contrasti e le strambe contraddizioni, che amava evidenziare in alcune poesie.
Barese, come tutti i baresi sani, legati a Bari da vincoli tenaci, Lotito rappresenta quella parte della produzione di ricchezza sorretta dal sentimento che ha fatto l’insostituibile tessuto vitale e vibrante della nostra Città.
Le sue liriche sono inedite.
Morì a Bari il 21 febbraio 1992 a ottantacinque anni.
LA PAUSÌ
U fernare de nnanz’a ccase
(Il fornaio di vicino casa)
U fernare de nnanz’a ccase, Iè la storie de ttutte na vite Fatte de sagrefìgge e de fatiche. U fernare de nnanz’a ccase: Fernare u nonne, fernare u u-attàne, Fernare la mamme e fernare le zziàne, Na famìgghie mbastàte m-mènz’o ppane. U fernare de nnanz’a ccase, Ca non dorme mà a ssènne chìine, Pote disce de ièsse sèmbe u prime A le prime lusce de la matine. M-bàcce o furne e ccudde fuèche Che la pale sèmbe nnanz’e ddrète, Chèdda faccia arrappàte e ggnora ggnore Sforne pane aderuse e rrite core. Cusse bbèlle fernare de nnanz’a ccase Iè l’uldema bandìire du munne passate. Cusse iè u fernare de nnanz’a ccase Velìduue bbène e ddadece nu vase.
Il fornaio di vicino casa È la storia di tutta una vita Fatti di sacrifici e di lavoro. Il fornaio di vicino casa: Fornaio il nonno, fornaio il padre, Fornaio la madre e fornaio gli zii, Una famiglia impastata in mezzo al pane. Il fornaio di vicino casa, Che non dorme mai a pieno sonno, Può dire di essere sempre il primo Alle prime luci della mattina. Di fronte al forno e quel fuoco Con la pala sempre avanti e indietro, Quella faccia aggrinzita e nera nera Sforna pane odoroso e ride cuore. Questo bel fornaio di vicino casa È l’ultima bandiera del mondo passato. Questo è il fornaio di vicino casa Vogliategli bene e dategli un bacio.
Nato a Bari, nel quartiere Libertà. Poeta, attore, cultore della Baresità autentica, scrive poesie, monologhi, dialoghi, racconti in lingua barese proponendoli in radio, in televisione, in manifestazioni artistiche e culturali. Ha avuto giusti consensi dalla critica giornalistica per la perfetta conoscenza dell’idioma barese, come scrittura, pronuncia, recitazione. Insieme a Rino Bizzarro e Gianni Serena è uno dei membri dell’«Accademia della Lingua Barese “Alfredo Giovine”», Presidente Felice Giovine. Ideatore dell’archivio «Don Dialetto Bari». Ha pubblicato un’antologia della Poesia Dialettale Barese “Core de BBare”.