Maschere e carri: alla scoperta di alcuni dei Carnevali più belli d’Italia
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In questi giorni di Carnevale noi pugliesi andremo sicuramente ad ammirare i bellissimi carri di Putignano, ma anche in altre regioni ci sono dei carnevali particolari e rinomati, per esempio in Veneto. La nostra redazione è andata in visita a Venezia e a Verona, alla scoperta di alcune delle feste più allegre e colorate d’Italia.
Il Carnevale veneto più famoso è quello di Venezia che venne ufficialmente istituito nel 1296 come concessione alla popolazione di un periodo di svago durante il quale, grazie all’anonimato fornito dalle maschere, le divisioni sociali venivano meno e si poteva dare sfogo alle tensioni sociali. Il Carnevale di Venezia raggiunse il suo apice nel Settecento, acquisendo risonanza in tutta Europa, soprattutto per i suoi splendidi travestimenti, tra cui quelli della Commedia dell’Arte, come Arlecchino, Pantalone e Colombina.
L’edizione di quest’anno del Carnevale di Venezia Take your Time for the Original Signs è dedicata ai segni zodiacali e nasce sotto il segno del Leone di San Marco.
Uno tra gli eventi più particolari di questo carnevale è la sfilata delle maschere della tradizione con significato antropologico che si è tenuta ieri, 20 febbraio, in piazza San Marco. Tra i gruppi selezionati provenienti da varie regioni vi è anche la Puglia: Sammichele ha portato le maschere tipiche “Domino”, una maschera elegante e misteriosa, e l’ “Omene Curte”, una maschera creata dalla povera gente con gli abiti di campagna. Tra le maschere più strane e interessanti vi sono quelle sarde provenienti da Fonni, dette “s’urthu” e “sos buttudos”, che rappresentano la lotta quotidiana dell’uomo (rappresentato da uomini neri con campanacci) contro gli elementi della natura (una sorta di mostro peloso).
Invece a Verona, il venerdì precedente al martedì grasso, si celebra il Bacanal del Gnoco, detta anche Festa dell’Abbondanza. La tradizione vuole che sia stato Tomaso Da Vico, medico del XVI sec. che abitava nel rione veronese di San Zeno, a fondarlo. Nel 1531 ci fu a Verona una terribile carestia che portò una gran folla ad assalire i forni il 18 giugno. Tale rivolta fu interrotta da alcuni cittadini che provvidero al sostentamento dei poveri, tra cui appunto Tomaso Da Vico, il quale si prodigò per distribuire viveri di prima necessità, tra cui appunto gli gnocchi che erano fatti non di patate, ma di farina e acqua, ed erano serviti sulla pietra del gnocco, ancora oggi visibile davanti al sagrato della basilica di San Zeno. Secondo un’altra versione nel 1405, con l’entrata della città nella Repubblica di Venezia venne presentato il Carro dell’Abbondanza e, in seguito alla carestia che colpì Verona nel 1406, la Serenissima, per ingraziarsi la città, decise di istituire la Festa dell’Abbondanza, durante la quale si provvide alla distribuzione dei viveri.
Ancora oggi si reitera questa tradizione e in questo venerdì particolare per le strade di Verona sfilano una serie di carri allegorici che arrivano al rione di San Zeno, il quartiere principale che partecipa a questa festa. La maschera simbolo del carnevale di Verona è “Papà Gnoco” che ha le sembianze di un uomo anziano caratterizzato da una grande forchetta dorata in cui è infilzato uno gnocco di patate con la funzione di scettro e si muove in groppa al “musso”, una mula. Questo personaggio è accompagnato da un corteo di servitori, i “gobeti” o “macaroni” che distribuiscono caramelle ai bambini e gnocchi agli adulti. Questo personaggio di solito veniva eletto nel quartiere di San Zeno, ma da alcuni anni qualunque cittadino può candidarsi alla carica.
Per quanto riguarda il carnevale di quest’anno, alla sfilata hanno concorso 17 carri provenienti dalla provincia di Verona e anche da tutta Italia, in un percorso lungo 3,6 chilometri da Porta Nuova fino a piazza San Zeno. Tra i temi affrontati quello amaro del rincaro bollette del Gruppo Butei De Domeiara con il carro In bocca al lupo “Col caro bollette sen ridotti a cul e tette”.

È stato presentato anche il tema attualissimo della salvaguardia dell’ambiente con carro dal titolo Se il mare vuoi salvare aiutaci a riciclare del gruppo GSS Casella Bovolone.

Non mancano temi classici come il mondo della Disney del Gruppo Nogara o l’amore con Cupido cerca moglie del Gruppo Mai Gavaria dito di Isola Rizza.
Carnevali davvero particolari quelli di Venezia e di Verona, caratterizzati da eleganza, innovazione e tanta allegria che ogni anno coinvolgono e seducono non solo la popolazione locale ma anche i numerosissimi turisti giunti ad ammirare queste feste davvero uniche.
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Martina Ragone è nata a Triggiano, ora vive a Verona dove insegna e fa volontariato. Si è laureata in lettere classiche alla triennale e in lettere moderne alla magistrale a Siena. Appassionata di cultura, poesia, arte e musica. Collabora con “In città” di Giovinazzo e ha diretto “Nero su Bianco”, il giornale della Cappella Universitaria di Siena.










