Via De Rossi: il casato “discreto” che mantenne alto l’onore della nobiltà barese

De Rossi

De Rossi

Strana condizione quella di alcune importanti arterie stradali di Bari. Diversamente dal consueto, spesso non vengono intitolate a un singolo personaggio, ma a una famiglia, a un casato. Prassi più sistematica per vicoli e corti della città vecchia, dove l’Amministrazione comunale ha inteso valorizzare le antiche magioni della nobiltà cittadina: ne abbiamo contato almeno 45. Ma il fenomeno coinvolge anche i quartieri moderni.

Strade dedicate a un casato

Nel Borgo murattiano abbiamo già parlato della via dedicata ai Sagarriga Visconti, nobile famiglia barese, ma abbiamo anche via Cardassi, famiglia di antica origine veneta. Nel quartiere Madonnella, via Tanzi; a Carrassi via Alberotanza; a Carbonara via Cadorna, antica famiglia piemontese; a Palese/Santo Spirito via Capitaneo, via D’Amely e via Dandolo, antica famiglia veneziana; a Japigia via Caldarola.

Facendo la tara dalle famiglie “forestiere”, le antiche famiglie baresi destinatarie di una dedicazione toponomastica sono otto. In questo articolo vogliamo occuparci dei De Rossi, a cui è stata dedicata un importate via che attraversa tutto il Murattiano in verticale da corso Vittorio Emanuele III fino all’asse ferroviario di viale Italia, che però è stata recentemente amputata del suo tratto terminale, dedicato ora alla Beata barese, Elia di san Clemente

Via De Rossi attraversa…
… tutto il Murattiano

Le fonti a nostra disposizione non ci permettono di ricavare nomi e imprese di personaggi notevoli della famiglia. Probabilmente figure schive, aliene dalla esibizione mediatica, quella d’altri tempi naturalmente. Eppure anche i De Rossi sono stati attivi interpreti degli umori cittadini, soprattutto in ambito politico e amministrativo, nella prima metà del XVIII secolo.

Le cariche ricoperte dai De Rossi

I De Rossi ricoprirono la carica di Sindaco della Piazza Nobile per 6 volte e di Mastrogiurato (capo delle milizie cittadine) per 3 volte. Ma se andiamo indietro nel tempo troviamo sindaci De Rossi: un Eustachio già dal 1418,  1470 ancora un altro Eustachio, evidentemente discendente del primo; nel 1495, Raffaele, nel 1501 Nicola, 1506 Raffaele, 1516 Carlo, 1595 Giovanni, 1612 Muzio, 1627 Giordano, 1653 Francesco, 1654 e 1658 Annibale, 1675 Nicolò Vito, 1697 Giordano. Ci fermiamo alle soglie del secolo successivo, esausti per la lunga elencazione.

Documento con stemma del casato

Lacune storiche

Resta un’oscurità di fondo: chi erano, cosa facevano, come agivano singolarmente questi signori De Rossi? 

Lo storico barese Giulio Petroni ci dice che durante i tumulti del 1647 (ai tempi di Masaniello) i nobili della città strinsero un patto secondo il quale in ogni contrasto che fosse sorto tra i giudici dovevano attenersi al giudizio che tre di loro, appositamente nominati, avessero espresso. In quella circostanza, uno dei tre giudici nominati era un De Rossi, Giovanni. Particolare ancora troppo generico per illuminare l’influenza di ciascuno elemento della Nostra nobile famiglia. Vaghe in merito anche altre fonti della storiografia municipale: le lacune storiche sui De Rossi permangono.

Poco o niente, quindi sappiamo ad eccezione di un paio di notizie curiose tramandate da Michele Garruba. Lo storico barese eterno rivale del Petroni registra un episodio di dissapori tra l’Arcivescovo Antonio Puteo e i nobili della città di Bari che spettegolavano pesantemente sulla circostanza del matrimonio di Cassandra, sorella dell’arcivescovo, con il nobile Guidotto Casamassimi. Antesignano dei nostri moderni gossip, le dicerie suscitarono il malumore, dei nobili della città. In questo caso fu proprio un De Rossi, di cui non si tramanda il nome, ad dover intervenire per porre rimedio. Alla fine – racconta il Garruba – il prelato dovette umiliarsi recandosi a Napoli nel 1579 per confutare le calunnie. Rientrando in città, vittorioso, fu accolto a braccia aperte da una comunità commossa che attendeva ansiosa di conoscere le  sorte del proprio pastore.

Un secondo episodio del Garruba è la rievoca del festoso, lungo corteo della città che nel 1614, accolse il nuovo Arcivescovo di Bari Ascanio Gesualdo. I sei notabili reggevano il baldacchino sotto il quale avanzava il Gesualdo. Per Popolo Primario c’erano: Giuseppe Lombardi, Giovanni Battista Bonavoglia e Colangelo Cardassi, mentre la processione era guidata da una folta delegazione dei notabili baresi, tra i quali emergeva assieme a Carducci e Vincenzo Tresca, un De Rossi, Giovanni De Rossi.

Non mancano in Garruba altre sporadiche menzioni di esponenti del Casato De Rossi, il lirico Giovanni Ignazio (1673-1744) e Vito Antonio Melchiorre indica 54 occorrenze del nome solo per il XVII secoloIl celebre Francesco Lombardi nacque da Ippolita Rossi, ma non sappiamo della sua appartenenza al Casato.

Una dedicazione collettiva, quella di via De Rossi, per un nucleo familiare, che pur tenendosi dietro le quinte della notorietà e presenzialità, ha comunque partecipato a lungo alle vicende antiche di Bari, città ricca di storia e di avvenimenti che attendo ancora di venire alla luce.


Bibliografia:

  • Angelantonio Spagnoletti, «L’incostanza delle umane cose» Il patriziato di Terra di Bari tra egemonia e crisi (XVI-XVIII secolo), Edizioni dal Sud, Bari 1981.
  • Angelantonio Spagnoletti, Le forme del potere: vita amministrativa, vicende politiche, gruppi dirigenti in Storia di Bari nell’antico regime, tomo secondo, Laterza, Bari 1992.
  • Angelantonio Spagnoletti, La società dei ceti: egemonia, forme del consenso e controllo sociale in Storia di Bari nell’antico regime, tomo secondo, Laterza, Bari 1992.
  • Vito Antonio Melchiorre, Le conclusioni del Parlamento cittadino di Bari nel Seicento, Adda, Bari 2009.
  • Luigi Stangarone, Capitolo Cattedrale. Nomi e figure, De Tullio, Bari 1988.

Link stradario di Bari:

https://www.comune.bari.it/web/trasporti-e-viabilita/stradario-della-citta-di-bari

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Francesco-Quarto
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

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