Una piccola strada per un grande “barese doc”: Francesco Lombardi
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Una piccola via per un grande uomo. Grande ma quasi sconosciuto agli stessi abitanti della nostra città. Parliamo di Francesco Lombardi.
Ma anche la strada offre nella sua minima percorrenza elementi di spicco. La triste saracinesca della gloriosa libreria Villari, chiusa ormai da mesi, un noto e rinomato ristorante e, fatalmente, un grande albergo, edificato su quello che fu il palazzo del poeta Francesco Saverio Abbrescia ricordato da una bella epigrafe posta sulla sua facciata.
Puntiamo ora l’attenzione e la curiosità sul dedicatario della strada. La vicenda umana di Francesco Lombardi è avvolta nel dubbio, se non nel mistero. Pare abbia raggiunto e superato la ragguardevole età dei cento anni, impensabile a quei tempi, cioè a cavallo dei secoli XVII e XVIII. Altra anomala peculiarità è che il Nostro non era un ecclesiastico, elemento a dir poco insolito per l’epoca, dato che eruditi, scienziati e storici erano quasi tutti legati alla chiesa o al convento. A noi noto come “Lombardi”, ma agli uffici anagrafici era stato battezzato “Viola”, “Lombardi” era infatti l’antica origine del suo casato, giunto a Bari al seguito degli sforzeschi nel XV secolo quando instaurarono il Ducato, quello che fu, per intenderci, di Bona Sforza.
E non è finita. Il nostro Lombardi pare anche fosse fuggito dalla città per una questione “di donne”, ma non se ne sa di più. Barese doc, scrisse una Storia dei vescovi e della città di Molfetta … chissà perché; ma scrisse anche una Storia dei vescovi baresi. Solo queste due opere furono date alla stampa, mentre restò inedito un gran numero di suoi scritti. Uno di questi andò a finire, chissà come, nelle mani dello storico napoletano Camillo Minieri Riccio, che poi ne fece dono alla Biblioteca Nazionale di Napoli, dove ancora oggi è conservato.
Tutti gli altri suoi inediti sono a Bari, dove furono posseduti dal notaio Giuseppe D’Addosio. Essi denotano la sua propensione alla polemica di parte come paladino del ceto della Piazza del Popolo Primario, la compagine che si spartiva, con la Piazza della Nobiltà, cariche e prebende politiche ed economiche della città. Come esponente di quella Piazza fu Decurione, Sindaco, e Mastro Giurato, una sorta di responsabile della sicurezza della città.
Infine (ma sarà davvero finita qui?) fu importante esponente della cultura cittadina, come promotore e aggregato alle “Accademie letterarie dei Coraggiosi e dei Pigri”. Accademie che vantavano l’adesione delle più chiare figure del panorama culturale cittadino, e non solo. Ricordiamo celebrità come Giacinto Gimma, Sigismondo Fanelli, Domenico Celentano, Elia De Re, Scipione Gironda, Domenico Antonio Mele, Gaetano Tremigliozzi … la toponomastica barese ringrazia!
Lombardi fu anche un uomo sanguigno: pretese infatti di insignirsi dell’appellativo di “Patrizio barese”, suscitando le rimostranze dei “Nobili” che erano gli unici a vantarne la “certificazione esclusiva”, fino a scatenare un conflitto giurisdizionale che lo vide soccombente. Un bel carattere, insomma, riusciamo a immaginarci il suo volto, altero e spregiudicato. Solo a immaginarlo perché purtroppo non ci è pervenuto di lui nessun ritratto.
Questo è quanto sappiamo di lui, per il resto dobbiamo rivolgerci ai suoi scritti. Ecco di seguito, per chi volesse avventurarsi nella lettura, l’elenco dei suoi libri.
Titolo e edizione di quelli pubblicati ai suoi tempi:
- Compendio cronologico delle vite degli arcivescovi baresi…con un registro di tutt’i priori e serie de’ tesorieri della real chiesa di S. Nicolò et un catalogo di tutt’i sindici che dall’anno 1500 han governato l’istessa fedelissima città. in Napoli, nella stamperia di Porpora e Troyse, 1697.
- Notitie istoriche della città e vescovi di Molfetta, Napoli, per N. Abrì,1703.
Alcuni inediti che hanno trovato una edizione in epoca recente:
- Dell’historia del monasterio di S. Scolastica della città di Bari dell’Ordine Cassinense.
- Ritratto del regimento della Università di Bari con la pianta dei Sedili…
- L’Ombre delle cento imagini degli homini illustri baresi.
- Una Descrizione di Bari risalente al 1731.
E per finire, altri che ancora nessuno ha provveduto a trascrivere e cercare di pubblicare:
- Le cento imagini degli uomini illustri della città di Bari.
- Il bene e il male degli Istorici più famosi bilanciato col parere de’ Maestri dell’arte e d’altri scrittori di primo grido.
Sono perdute le composizioni letterarie giovanili e altre opere storiografiche, delle quali è rimasta solo la memoria trasmessa dai biografi. Tali sono Bari sacra, Il ludibrio di fortuna, ovvero l’Isabella d’Aragona, Duchessa di Milano e Bari, La Margherita, vergine e martire antiochena, Vita del venerabile Stefano da Siena, I giorni critici, Il Giugurta.
E centinaia di carte contenenti notizie sulle famiglie baresi: matrimoni, nascite, apparentamenti, tutto allo scopo di dimostrare e dichiarare che i due ceti cittadini partecipavano dello stesso vivere more nobilium senza quelle preferenze e prevaricazioni che stavano caratterizzando i suoi tempi, provocando conflitti e contenziosi presso i tribunali del Regno.
Francesco Lombardi, un grande barese, esemplare in un’epoca di grandi baresi. Nacque nel 1654, l’anno della morte di Scipione Cardassi: un passaggio di testimone a suggello di una prolungata stagione d’oro della nostra città!
Bibliografia
- Francesco Lombardi, Compendio cronologico delle vite degli Arcivescovi Baresi. In Napoli, nella Stamperia di Carlo Troyse e Giovan Fomenico Pietroboni 1697.
- Francesco Lombardi, Notitie istoriche della citta’ e vescovi di Molfetta. In Napoli, per Nicolo Abri, 1703.
- Francesco Lombardi, Dell’historia del Monasterio di S. Scolastica della città di Bari dell’Ordine Cassinense (a cura di Franco Zippitelli). Bari, Graphisud, 1981.
- Francesco Quarto, Francesco Lombardi e il conflitto dei ceti a Bari nell’età moderna, «Nicolaus Studi Storici», Bari, VII, 1996, fasc. 1, pp. 165-184.
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.





