Ridiamo il giusto riconoscimento al notaio Morena: a Bari c’è una targa stradale errata
Morena
Allertati da un’amica, ci siamo recati nella Città vecchia per verificare. Segnalato un errore, da nessuno finora notato, su una targa stradale: “Corte Notar Morea”, invece della corretta “Corte Notar Morena”!
Si tratta dell’unica intitolazione toponomastica dedicata a un notaio e merita pertanto una dovuta correzione ortografica.
Come merita pure che si dica qualcosa del personaggio premiato dall’ambita dedicazione.
Per la verità in città esiste un’altra “Via Morea” questa correttamente dedicata al prelato e storico Domenico nativo di Alberobello, autore dell’importante raccolta di antichissimi documenti nota come Il Chartularium del monastero di S. Benedetto di Conversano.
Ma questa è un’altra storia.
La Corte
Il nostro notaio, chiaramente un “Morena” o al massimo “Moreno” – come ci garantisce e certifica il nostro nume tutelare Vito Antonio Melchiorre – presumibilmente dimorava con la sua famiglia proprio in questa ristretta piazzetta, appunto la Corte, di Bari vecchia, alla quale si accede attraversando uno di quei tipici archi che introducono il viandante, o il comune cittadino, in queste storiche aree urbane, anticamente denominati “vicinati”.

Sulla Corte si affacciano edifici di notevole altezza, rispetto ai tipici bassi della città vecchia, quasi “case torre”.

Le facciate sono ricoperte da strati di intonaco e rivestimenti frutto di sommarie azioni di manutenzione, e l’aspetto generale è di degrado e incuria.

Non è facile attribuire un’età ai vari caseggiati: le tre colonnine che svettano su un verone potrebbero essere di epoca contemporanea.

Ebbene, il succitato, Melchiorre esimio e attento studioso, ha dedicato al notaio, che esercitò la professione tra i secoli XVII e XVIII, una significativa monografia, attingendo notizie sul suo casato e sulla sua presenza nella città e nelle vicende sociali di essa da quelle particolarissime fonti storiche che sono i “Protocolli Notarili”: centinaia di volumi conservati presso l’Archivio di Stato di Bari.
Lo scopo dei Protocolli Notarili
Una gran parte di questi volumi, che purtroppo giacciono in pessimo stato di conservazione, recano la testimonianza dell’attività dei tanti notai che si sono succeduti nella nostra città nel corso dei secoli.
Era costume di quegli antichi notai annotare sugli stessi fogli che presentavano le formule giuridiche, anche appunti, note, glosse e vere e proprie cronache di avvenimenti riguardanti la propria dimensione familiare, vicende della vita quotidiana cittadina, e le più significative notizie su quanto accadeva in città e anche in altre regioni e territori.
Guerre, battaglie, nascita e morte di personaggi della politica internazionale, re, principi, papi e cardinali, tutto era annotato sui margini dei protocolli, per memoria e per poter avere una sorta di almanacco da consultare ogni volta fosse utile ritornare a un fatto, a un avvenimento.
La storia del notaio Morena o Moreno
Ed è così che lo storico barese ha potuto estrapolare dai protocolli di Giovanni Giuseppe Moreno la notizia della sua probabile origine iberica, suffragata dalla circostanza che trasse in moglie, l’anno 1674, Catarina Linas de Acugna, figlia dell’Alfiere Christofaro Linas di Maiorca e di Giovanna de Acugna y Cabrera.
Gli sposi ebbero un figlio che non continuò la professione paterna, ma divenuto medico, “dottor fisico”, come si diceva allora, operò nelle regioni del Basso Salento, dove purtroppo morì in giovane età.
Purtroppo le notizie sulle vicende familiari del casato non vanno oltre quelle brevi annotazioni.
Ma Melchiorre ha poi proseguito la sua ricerca raccontando dei molteplici avvenimenti accaduti in città in quegli anni, ricavati dalla consultazione dei protocolli, fino all’ultimo datato al 1724, probabilmente anno della scomparsa del notaio o del suo ritiro dalla professione.
Va sottolineata l’importanza e il valore storico delle “comunicazioni” lasciate dal notaio, valore già riconosciuto e utilizzate dallo storico ottocentesco Michele Garruba, eterno rivale di Petroni.
I protocolli del notaio coprono gli anni dal 1672 al 1725, e sono ben 53 volumi, di grande spessore e scritti nella minuta scrittura dell’epoca.
Ben ha potuto lo storico Melchiorre, valente conoscitore delle antiche calligrafie notarili, estrapolare le notizie che ha pubblicato nei suoi lavori.
Dove sono conservati i protocolli notarili di Morena?
Anticamente i protocolli notarili potevano essere depositati e conservati presso privati cittadini, enti, istituzioni ecclesiastiche.
I protocolli del notaio Giovanni Giuseppe Morena sono stati quindi conservati “In Casa di Gaetano Calvano” e “In Casa di M. Domenico di Magis”, come risulta su alcuni documenti manoscritti presso la Biblioteca Nazionale di Bari.
Ma lasciati gli archivi e gli antichi protocolli, ritorniamo con i piedi per terra, nelle stradine di Bari vecchia, fermi davanti alla targa errata di “Corte Morea”, nella speranza che chi di competenza, leggendo queste righe, si appresti a ridare il giusto onore al famoso notaio barese che si chiamava “Morena.
P.S.: Se la testimonianza del Melchiorre non fosse sufficiente, vogliamo ricordare almeno altri due importanti e autorevoli volumi: Bari Vecchia dell’urbanista Apollonj-Ghetti, e la Bari Nobilissima dello storico Lucatuorto.
Bibliografia:
- Vito Antonio Melchiorre, Bari tra Seicento e Settecento nei protocolli del notaio Giovanni Giuseppe Moreno, «Nicolaus Studi Storici», anno V, 1994, p. 125-152.
- Michele Garruba, Serie critica de’ sacri pastori baresi. Bari, Cannone, 1844.
- Bruno M. Apollonj-Ghetti, Bari vecchia, Contributo alla sua conoscenza e al suo risanamento. Bari, Arti grafiche Favia, 1972.
- Giuseppe Lucatuorto, La Bari nobilissima. Stimonianze storico-artistiche sulla palepoli. Bari, Edizioni del centro librario, 1971.
Stradario di Bari:
https://www.comune.bari.it/web/trasporti-e-viabilita/stradario-della-citta-di-bari
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

