Il ritorno “provvisorio” del pittore Francesco Netti a Santeramo in Colle
Francesco Netti
È senza dubbio una mostra da non perdere, quella in corso alla Pinacoteca Comunale “Francesco Netti” in Palazzo Marchesale a Santeramo in Colle (Bari). Il titolo è esplicativo: Francesco Netti. Ritorno a Santeramo (29 aprile – 18 giugno 2023).

Tuttavia, questo “ritorno” sembra essere “provvisorio” e non definitivo, il che costituisce un motivo in più per la visita, visto che difficilmente potrà darsi in tempi brevi una simile occasione.
Se parliamo di pittori pugliesi dell’800 il pensiero corre verso la Pinacoteca Metropolitana di Bari “Corrado Giaquinto”, che, non a caso, ha imprestato, insieme con il Polo Museale di Conversano, la maggior parte delle opere esposte (le restanti provengono da collezioni private).
Pittori pugliesi a cui hanno intitolato una pinacoteca
Ma se pensiamo a quei pittori pugliesi dell’800 che hanno avuto l’onore della intitolazione di una pinacoteca, il pensiero va alla Pinacoteca De Nittis a Barletta ed alla Pinacoteca De Napoli a Terlizzi.
Giuseppe De Nittis (Barletta, Bari 1846 – Saint-Germain-en-Laye 1884), l’unico “impressionista italiano” (sebbene sia riduttiva ed imprecisa tale definizione), che visse a Parigi gomito a gomito con Manet e Degas (che lo introdusse nel gruppo), non ha bisogno di presentazioni.
Michele De Napoli (Terlizzi, Bari 1808 – 1892) non è altrettanto “popolare”, ma fu senza dubbio il massimo esponente della pittura neoclassica in Terra di Bari, e, oltre alle opere presenti nella sua Pinacoteca, la sua città natale può vantare splendide tele nelle due chiese maggiori (Concattedrale e Chiesa di S. Maria la Nova).
I rapporti di Netti con gli altri pittori
È degno di nota il legame di Francesco Netti con questi due pittori: Michele De Napoli fu tra i suoi primi maestri, mentre conobbe De Nittis a Napoli durante la sua frequentazione della “Scuola di Resina” (detta anche “Scuola di Portici”).
La caratteristica peculiare di queste due pinacoteche è nel possesso di un significativo nucleo di opere del pittore cui la pinacoteca stessa è dedicata.
La Pinacoteca “Francesco Netti” di Santeramo, al contrario, non possiede alcuna opera del Netti: una evidente “anomalia” che viene evidenziata anche dai curatori, in particolare dalla prof.ssa Christine Farese Sperken dell’Università di Bari che ha fornito la consulenza scientifica della mostra.
Va ricordato che la stessa Sperken, oltre a vari studi sulla pittura dell’800 pugliese comprendenti l’opera del Netti, nel 1980 curò una pioneristica mostra del Netti presso la Pinacoteca Provinciale di Bari.
Fu lo stesso De Napoli a donare alla sua città – della quale era stato pure sindaco – le opere del suo studio, in maniera assai lungimirante.
Mentre, per De Nittis, dobbiamo ringraziare la vedova Leontine, che, ottemperando ai desideri del defunto consorte, ne lasciò un nucleo di opere in eredità al Comune di Barletta.
Il destino delle opere di Francesco Netti
Francesco Netti (Santeramo in Colle, Bari 1832-94), come apprendiamo dal catalogo, non ebbe né la stessa lungimiranza né la stessa fortuna, sicché “scomparsi i suoi parenti più stretti”, il suo archivio si disperse.
Una grande perdita fu per la nostra arte nostra, ed in generale per la cultura pugliese.
Netti infatti fu non soltanto valente pittore, ma anche fotografo e critico d’arte: chissà quanta interessante documentazione è andata col tempo perduta!
Fortunosamente, e fortunatamente per noi, una consistente parte dell’Archivio Netti è stata ritrovata a Chicago, ed è tornata in Patria per essere custodita nell’Archivio della Soprintendenza di Puglia.
Oggi la città natale ricorda degnamente il suo Figlio illustre, presentando un’ampia selezione di opere significative.
Tutte degne di nota, ma qui ne ricorderemo soltanto alcune, per non togliere il gusto della scoperta a chi vorrà visitare la mostra.
Alcune delle sue opere più interessanti
Pittore versatile, Netti si mostra perfettamente a suo agio con un’ampia gamma di soggetti, dal sacro al profano, dai Santi alle odalische.
Il Sant’Effremo (1892), dipinto per la Congregazione di Carità di Santeramo, colpisce per la sua serafica ieraticità, e sembra scrutare lo spettatore per sondarne l’animo. Memore della lezione morelliana, il dipinto balza agli occhi sia per la resa della cattedra romanica su cui il Santo è assiso, che per lo studio raffinato dell’antico rammenta lo sfondo degli Iconoclasti (1855) del suo vecchio Maestro.

La sensuale Odalisca (1884?) testimonia dell’adesione del Netti al filone “orientalista” in auge all’epoca, già declinato da artisti del calibro di Ingres e Delacroix. Netti sembra confrontarsi con Gerolamo Induno (1825-90) che dipinse una Odalisca (1881) colma di gioia di vivere, ma senz’altro più vestita e composta. Dobbiamo precisare, però, che Netti non usava, salvo rare eccezioni, datare i suoi dipinti, sicché non è detto che la tela di Induno sia antecedente, né che sussista effettivamente un rapporto tra le due tele, che tuttavia sono riconducibili al medesimo milieu culturale.

Non mancano soggetti antichi: Il citarista, Tempio di Apollo a Delfi, sulla scia di Alma Tadema, tuttavia molto distanti per la loro vitalità dalla “marmorea freddezza archeologica” del noto pittore vittoriano.
E vedute paesane: Angolo di Santeramo; Riposo in mietitura, 1893-94, per le quali fu d’aiuto la passione dell’ormai anziano artista per la fotografia.
Unendoci all’auspicio dei Curatori della Mostra, ci auguriamo che questo importante avvenimento sia soltanto l’inizio di un rinnovato lustro della Pinacoteca, che possa quindi in futuro emendarsi dalla sua “anomalia” ed arricchirsi di nuove opere di Francesco Netti, uno dei più talentuosi e versatili pittori della nostra terra.
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Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.