Il “Pitagora” l’antico istituto tecnico di Bari: dall’Unità d’Italia ad oggi

Pitagora (19)

Pitagora (19)

Il 28 ottobre 1928, accanto all’ottocentesco “Palazzo Chartroux”, in corso Cavour 241 – sede dal 1932 del primo Liceo Scientifico di Bari, “Arcangelo Scacchi”– in un cantiere edile sta per svolgersi un’importante cerimonia: la posa della prima pietra del nuovo edificio che ospiterà uno dei più antichi istituti scolastici tecnici della città, il “Pitagora”.

Ancora oggi chi attraversa il cavalcavia che dall’extramurale Capruzzi porta in corso Cavour, giunto in cima, può ammirare l’enorme intestazione posta sulla sommità del palazzo dell’istituto che, attiguo allo Scacchi, è circondato da tre strade: il corso, appunto, via Caduti di via Fani e via Melo: Istituto Tecnico “Pitagora”.

L’intestazione è visibile già da lontano
L’edificio è ad angolo fra via Caduti di via Fani…
… e corso Cavour

Dopo l’accorpamento dell’omonimo istituto per Geometri con l’Istituto “Modesto Panetti”, dal 2015 ospita il nuovo Istituto Tecnico Tecnologico Panetti-Pitagora.

A maggio del 2021 ha conosciuto un importante restauro della sua facciata: consolidamento dei cornicioni, ripristino dei balconi, del portale, dello stemma in metallo e tinteggiatura, che lo ha riportato al suo splendore iniziale.

La storia dell’Istituto Tecnico Pitagora

Ma ripercorriamo brevemente la sua storia.

Il Pitagora è sicuramente uno dei più antichi Istituti superiori del Paese, in quanto fu fondato pochi anni dopo l’Unità d’Italia, nel 1865, e allocato, nei primi anni della sua vita, prima in una piccola casetta e successivamente, assieme ad altre istituzioni scolastiche, nel Palazzo Ateneo.

Quando venne deliberato di destinare il prestigioso fabbricato neoclassico a sede della neo-costituita “R. Università Adriatica B. Mussolini” (1924-25) si avviò l’iter burocratico che avrebbe portato, in tempi brevi, alla costruzione della nuova sede.

Il 24 marzo 1924 venne dato incarico all’Ufficio Tecnico Provinciale di redigere il progetto del nuovo istituto, che venne redatto formalmente il 1° settembre 1924. 

Il 3 settembre 1927 il commissario straordinario della Provincia di Bari prof. Michele Viterbo (Castellana 1890 – Bari 1973) aggiudicò i lavori alla ditta Nicola Dioguardi e Figli (direzione dei lavori comm. ing. Alberto Bruno), e, come suddetto, il 28 ottobre 1928 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra. 

Alcune modifiche al progetto originario comportarono dei ritardi nello svolgimento dei lavori: in particolare l’implementazione di un impianto di riscaldamento non previsto inizialmente come del resto in molti edifici scolastici dell’epoca.

Cambio di denominazione dell’edificio

Il 5 febbraio 1930 il collegio docenti delibera un cambio di denominazione, da R. Istituto Tecnico “Pitagora” a Regio Istituto Tecnico “Giulio Cesare”. Il Ministero, nella persona dell’allora Ministro Balbino Giuliano, accoglie di buon grado la delibera, e il cambio viene ufficializzato con R. D. 5 giugno 1930-VIII. 

L’inaugurazione ufficiale avvenne il 6 aprile 1930, alla presenza del Ministro dell’Educazione Nazionale Balbino Giuliano (Fossano 1879 – Roma 1958), dell’on. Araldo di Crollalanza (Bari 1892 – Roma 1986) –all’epoca da poco nominato Ministro dei Lavori Pubblici – e del Vescovo Mons. Augusto Curi (Servigliano 1870 – Bari 1933) che impartì la benedizione.

La benedizione dell’istituto

Durante la cerimonia, il preside rievocò le origini dell’istituto, ricordando che, in quel lontano 1865, i primi 36 allievi furono accolti “nella piccola casetta De Gemmis, in piazza S. Vito, di fronte al mare”. 

Le cronache dell’epoca non riportano il nome dell’effettivo progettista del nuovo fabbricato, ma le tavole originali del progetto sono state ritrovate tra le carte dell’ing. Giovan Battista Giocoli (Ferrara 1860/70 – Bari 1932), il quale, capitano di complemento durante la guerra 1915-18 in cui fu gravemente ferito, entrò nell’Ufficio Tecnico Provinciale di Bari il 10 gennaio 1923 per rimanervi fino alla sua morte avvenuta il 19 agosto 1932.

Tale progetto fu redatto in collaborazione con l’architetto Saverio Dioguardi (Rutigliano 1888 – Bari 1961), che ne assunse la direzione artistica. 

Particolari architettonici dell’esterno

Il fabbricato, infatti, si distingue per la finezza dei dettagli architettonici: il portale, dell’ordine ionico greco, presenta una rimarchevole protiride (chiave d’arco ornata da mensola ad “S”) ornata da una protome femminile elmata, che rimanda alla Dea romana della Sapienza, Minerva.

Il portale

L’architettura dell’eclettismo è tutta nei dettagli, che spesso sono “parlanti”: nelle inferriate dei portoni, difatti, si distinguono le lettere I T (che stanno, logicamente, per “Istituto Tecnico”).

Nelle inferriate dei portoni…
… si distinguono la “I” e “T”

Nel progetto era anche previsto un torrino con orologio, poi in fase d’esecuzione non realizzato.

Disegno originale

Particolari interni

Nel vestibolo d’ingresso si trova tuttora la Lapide agli Studenti Caduti in Guerra (1921-22), opera pregevole dello scultore Antonio Bassi (Trani 1889-1965) con epigrafe dettata dall’insigne letterato barese Armando Perotti (Bari 1865 – Cassano Murge 1924): 

NELL’OFFERTA DI SÉ / ALLA PATRIA PIÙ GRANDE / ARSE LA VIRTÙ QUI ALIMENTATA / E QUI NE DURI LA MEMORIA E L’ESEMPIO / MDCCCCXXI. 

Vestibolo, in passato e…
… com’è ora
Epigrafe

Nell’interno dell’edificio si trovava anche la targa commemorativa del Prof. Gaetano Montedoro (1924), opera dello scultore Gaetano Stella (Bari 1888 – 1964), purtroppo perduta (forse donata alla Patria durante l’ultima guerra). 

Scalone principale, in passato…
… e com’è si presenta…
… ora al visitatore

Una vasta biblioteca e vari “gabinetti scientifici” costituivano dotazioni invero all’avanguardia per l’epoca tra cui quello di scienza naturali, un enorme museo di migliaia di reperti tra fossili e 250 animali imbalsamati raccolti in teche di rovere e vetro, donati dal naturalista Vincenzo de Romita (Bari 1838-1914), già ivi insegnante e preside, oggi purtroppo non utilizzato e non visitabile per mancanza di personale.

Foto storiche: Aula magna
Gabinetto di scienze naturali
Gabinetto di fisica
Biblioteca
Presidenza

Il Regio Istituto Tecnico “Giulio Cesare” fu davvero il fiore all’occhiello degli istituti scolastici baresi del Ventennio.

La motivazione addotta per quel temporaneo cambio di denominazione fu la volontà di distinguersi dall’omonimo istituto tecnico tarantino, unitamente al consueto omaggio alla “romanità” in auge nel periodo fascista. 

Ripristino del nome originale “Pitagora”

Nel dopoguerra verrà ripristinata l’originaria denominazione, “Pitagora” ovviamente perdendo la denominazione di  “regio”. 

Dall’Unità d’Italia a oggi, passando per il Ventennio fascista, l’istituto ha attraversato tutte le fasi della travagliata storia della scuola italiana.

Tra alti e bassi,  cambi temporanei di denominazioni, è rimasto fedele a se stesso riconosciuto da tutte le generazioni di baresi semplicemente come “Il Pitagora”, così come continuiamo a leggere sul suo prospetto e sullo stemma metallico tornato a splendere sul portale.


Foto moderne: Salvatore Schirone

Bibliografia:

  • R. Istituto Tecnico “Giulio Cesare” – Bari. Annuario Anni Scolastici 1927-30, Bari 1931
  • S. DE BARTOLO, L’Architettura del Ventennio Fascista a Bari, Bari 2014
  • S. DE BARTOLO, Bari ‘900 tra Eclettismo e Liberty, Bari 2019
  • S. DE BARTOLO, Arte e Artisti a Bari. Raffaele Armenise, Cesare Augusto Corradini, Saverio Dioguardi, Angelo Messeni, Mario Sabatelli, Bari 2023

Link:

https://www.panettipitagora.edu.it/qs/index.php

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Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.

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