Garruba e Petroni: la rivalità tra due massimi storici di Bari

Garruba e Petroni

Garruba e Petroni

Al di qua dell’Estramurale, nel Borgo nuovo di Bari, via Gurruba, oltre l’Estramurale, via Petroni. Strade separate dalla cintura ferroviaria, come separate e contrapposte sono state le vite dei due maggiori storici della città di Bari, Michele Garruba e Giulio Petroni.

Via Garruba
Via Petroni

Nella prima metà del XIX secolo la città vantava un’importante impresa editoriale e tipografica, quella dei Fratelli Cannone, in grado di stampare e pubblicare opere di elevato valore e di ancor più cospicue dimensioni. La Serie Critica dei sacri pastori baresi fu stampata nel 1844: un enorme volume di oltre 1000 pagine! Il suo autore, il calabrese Michele Garruba (1785-1854), vicario dell’Arcivescovo Michele Basilio Clary (1778-1858), autore di numerose altre opere dedicate alla storia e alle vicende della Chiesa barese e ai suoi personaggi più rappresentativi come il noto Alessandro Maria Calefati

Michele Garruba

Monsignor Garruba traeva le notizie storiche per le sue compilazioni storiografiche non solamente dagli archivi curiali della Cattedrale e della Regia Basilica di San Nicola, ma attingendo a piene mani da un personaggio rimasto piuttosto occultato nel palmarès dei principali storici baresi: il notaio Giuseppe D’Addosio nativo di Capurso, ma operante in città, appassionato collezionista di antichità patrie, carte, libri e di pergamene.

Michele Garruba

Ma la vivacità culturale che animava in quegli anni la nostra città, era avvalorata dalla presenza di un altro emergente protagonista: lo storico Giulio Petroni, nato il 1804,  che si era mostrato eccellente divulgatore delle vicende patrie, tanto da essere contattato dall’amministrazione comunale dell’epoca per redigere una vera e propria “Storia della città”.

Giulio Petroni

In realtà, in prima istanza, il Comune commissionò il lavoro al D’Addosio che rifiutò perché troppo preso dal lavoro notarile. Il giovane e forse sprovveduto Petroni accettò, fidando sulla nota liberalità del notaio nel mettere a disposizione degli studiosi il suo archivio.

Giulio Petroni

Ma qualcosa andò storto e il povero Petroni si vide negato l’accesso alle desiderate carte. A mettere il bastone tra le ruote fu proprio il nostro Garruba.

La vicenda è poco nota, ma vale la pena ricordarla.

La rivalità fra i due

Tra Garruba e Petroni c’erano grossi dissapori. A documentarli è la scoperta di una lettera di Giulio Petroni, datata 10 agosto 1847, all’amico Luigi Volpicella, nella quale lo storico si lamentava proprio della difficoltà rasentante dall’impossibilità di consultare le carte possedute dal notaio.

Lettera di Giulio Petroni
… all’amico Volpicella

Con un tono decisamente dolente, si allude a una situazione di disagio di lungo periodo che evidentemente coinvolgeva non solamente la figura del giovane storico, ma pure quella del suo corrispondente.

Lo storico e amico di Petroni

Luigi Volpicella era uno stimatissimo storico di origini baresi (la sua famiglia era originaria di Giovinazzo), fratello di Scipione, uno dei primi direttori della Biblioteca Nazionale di Napoli.

Il Volpicella aveva pubblicato una breve monografia sulla cripta della Basilica di San Nicola: un affronto al “monopolista” della Storia Religiosa della città di Bari? 

Luigi Volpicella

I due si comprendono perfettamente, non hanno bisogno di esplicitare i motivi di rancore e gelosia, tipici tra i ricercatori di ogni epoca, è nei fatti il malumore del Garruba nei confronti del giovane storico e del suo amico napoletano.

La “Storia di Bari”

Ciò non impedì al Petroni di portare a termine la sua opera più famosa, Della storia di Bari dagli antichi tempi sino all’anno 1856 libri tre, che vide la luce però a Napoli nel 1857 e non a Bari, come era stato qualche anno prima per il Garruba, nel frattempo scomparso nel 1854 (D’Addosio già scomparso nel 1846). 

Restano aperte alcune domande: le collezioni di D’Addosio erano rimaste inibite al Petroni anche dopo la morte del Garruba, o successivamente gli fu consentito accedervi? Perché non furono i Fratelli Cannone a editare la Storia? Non vollero, o fu per scelta del Petroni? 

Un residuo dello sconforto di Giulio Petroni lo si può ravvisare nelle sue introduzioni quando promette la pubblicazione di antichi documenti estratti dagli archivi della Famiglia Calò-Carducci, da quelli del Comune e da quelli di San Nicola, con esclusione proprio di quelli della Cattedrale dove, evidentemente, imperava il rivale (nemico?) Garruba.

Fine della rivalità fra i due storici

Negli ultimi anni della sua lunga vita, Giulio Petroni da membro del Consiglio di amministrazione della biblioteca consorziale, si oppose alla nomina di direttore di Raffaele D’Addosio, nipote del notaio Giuseppe: Una rivincita postuma e livorosa contro chi gli aveva messo il bastone tra le ruote cinquanta anni prima?

La “Serie Critica” di Garruba
La “Storia di Bari” di Petroni

Non lo sappiamo, ma al di là della rancorosa, reciproca rivalità, i due più grandi storici di Bari ci hanno lasciato due grandi storie di Bari e della sua Chiesa, suggello di un’epoca durante la quale i nostri cittadini avevano una grande consapevolezza delle proprie radici e sete di conoscenza della storia patria.


Bibliografia:

  • Michele Garruba, Serie critica de’ sacri pastori baresi corretta. Bari, Tipografia fratelli Cannone, 1844.
  • Giulio Petroni, Della storia di Bari: dagli antichi tempi sino all’anno 1856. Napoli, Stamperia e cartiere del Fibreno, 1857.
  • Francesco Quarto, Storiografia barese nell’ottocento tra scienza ed erudizione: Michele Garruba e Giulio Petroni, «Risorgimento e Mezzogiorno», XII, 2001, p. 131-164.

Link Stradario di Bari:

https://www.comune.bari.it/web/trasporti-e-viabilita/stradario-della-citta-di-bari

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Francesco-Quarto
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

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