La famiglia D’Addosio: quei documenti di Bari che dettero lustro al nipote
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Insolito destino quello di Giuseppe D’Addosio: non si è meritata quella dedicazione toponomastica a Bari che invece è toccata al nipote Raffaele.
Andiamo con ordine, inverso. Quartiere Madonnella, complesso residenziale nei pressi dell’Albergo delle Nazioni: una breve arteria ha il nome di Raffaele D’Addosio padre scolopio, direttore della biblioteca consorziale di Bari, autore di pochi lavori di storia locale.
La sua opera più significativa è forse il Calendario nel quale enumera 340 illustri cittadini e ne racconta le gesta e le opere.

Poca cosa per meritarsi una strada, una motivazione perlomeno “ignota”. Forse però il suo merito più grande è stato un altro: aver donato alla biblioteca barese l’eredità dei su zio, Giuseppe D’Addosio, appunto – pare per comprarsi la carica di direttore, come malignava già Giulio Petroni ai suoi tempi.
Ecco giunti quindi al nostro uomo: Giuseppe D’Addosio. Fu un notaio, nativo di Capurso, ma esercitava a Bari, almeno così crediamo dal momento che le carte della sua professione sono oggi conservate presso l’Archivio di Stato.

Il suo hobby era collezionare memorabilia della storia antica della sua terra e il suo studio era sempre aperto a ospiti e studiosi che, godevano della sua liberalità, potevano consultare i preziosi documenti e i libri della sua ricca collezione.
Fruitore principale pare essere stato Michele Garruba di origine calabrese, che era il vicario del vescovo Clary e si era dedicato alla grandiosa impresa di scrivere la storia dei vescovi baresi, quella che fu la Serie critica dei sacri pastori baresi che in oltre 1000 pagine racconta le loro vicende e quelle di tutta la città di Bari.
Un’opera più che enciclopedica che fu resa possibile anche dalla facoltà che il Garruba ebbe di consultare le antiche carte, le pergamene, i libri dell’amico notaio; bisogna dire che lo storico espresse illimitata gratitudine verso D’Addosio e le oltre 80 menzioni dispiegata nel testo lo dichiarano chiaramente.
Altra faccenda fu invece l’ostilità verso il giovane Giulio Petroni, che non era invece ammesso allo studio del notaio, forse per istigazione proprio del geloso Garruba, come Petroni ebbe a lamentare in una sua missiva al celebre storico Luigi Volpicella, napoletano ma di ascendenza di Giovinazzo.

Fatto sta che Petroni subentrò a D’Addosio nella committenza di una storia di Bari da parte del comune.
Giuseppe D’Addosio in effetti non scrisse un granché; deve essere ricordato e riconosciuto per le quasi duecento pergamene, degli oltre 6000 libri e delle migliaia di carte, di autografi, di codici, che amorevolmente raccoglieva.
Alcune pergamene risalgono al XII secolo – quella della barese Petracca figlia di Giovanni che dichiara nel 1125 di aver ricevuto 400 soldi da Nicola figlio di Balsamo – tra gli autografi si possono annoverare opere dell’abate Gimma, di Francesco Lombardi, di Alessandro Calefati, le liriche di Domenico Torricella, Domenico Antonio Mele e Pietro Carocci.
La città di Capurso ha onorato il suo concittadino dedicandogli la biblioteca civica.
In calce la lettera con la quale Raffaele D’Addosio cercò a rintuzzare la presunta calunnia (a suo parere ovviamente) per cui avrebbe utilizzato la donazione del patrimonio antiquario dell’avo Giuseppe per favorire la sua nomina a bibliotecario.
Agli Onorevoli Signori componenti la Commissione per la Biblioteca Consorziale Sagarriga
Visconti Volpi, Bari
Onorevoli Signori
È venuto il sottoscritto nel sospetto che la offerta che egli spontaneamente e di buon grado faceva alla Biblioteca Consorziale Sagarriga Visconti Volpi di tutta la privata sua Biblioteca compresi i documenti dell’Archivio e le numerose Pergamene, non venisse interpretata nel senso che veramente ha avuto ed ha l’offerta, ma che invece possa interpretarsi come una pressione sull’animo delle Signorie Loro onde si decidano a nominare il sottoscritto Bibliotecario della Consorziale.
Una tale interpretazione sarebbe offensiva non solamente al donatore ma a coloro stessi che il dono accettassero.
Epperò il sottoscritto si affretta a pregare le Signorie Loro di voler innanzitutto, e senza nessun altra considerazione, la offerta accettare che il sottoscritto fa della Biblioteca addosiana di cui è possessore, cioè di libri, carte, e pergamene, manoscritti antichi, autografi e tutt’altro di che si compone e che da oggi stesso mette a loro disposizione perché faccia parte e diventi una cosa sola con la pubblica Biblioteca Sagarriga Visconti Volpi.
Dopodiché le Signorie Loro potranno liberamente passare quanto crederanno e se il crederanno alla nomina del Bibliotecario, non aspirando il sottoscritto ad una tale carica se non solo quando le Signorie Loro credessero di trovare in lui quella qualità che veramente occorrono al disimpegno di compito tanto importante, al migliore andamento di quella benemerita istituzione al pubblico vantaggio.
Bari 1 luglio 1891
Padre Raffaele d’Addosso
Tra i consiglieri della biblioteca vi era l’ormai anziano Giulio Petroni, che volle opporsi alla nomina, forse per ripicca per l’antico trattamento riservatogli in gioventù: ormai troppo tardi per consultare le bramate carte addosiane!
Bibliografia
- Michele Garruba, arcidiacono della stessa Chiesa di Bari, Serie critica de’ sacri pastori baresi corretta, accresciuta ed illustrata. Bari, Tipografia fratelli Cannone, 1844.
- Raffaele D’Addosio, 340 illustri letterati ed artisti della provincia di Bari : da un calendario per l’anno 1894. Bari, Avellino, 1894.
- Francesco Quarto, Storiografia barese nell’ottocento tra scienza ed erudizione: Michele Garruba e Giulio Petroni, «Risorgimento e Mezzogiorno», XII, 2001 (i. e. 2002), n. 1-2 (23-24 totale), p. 131-164.
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.





Amare la città è ciò che promette la ricchezza dei riferimenti alla sua memoria perché diventi Storia. Grazie per questo lavoro denso di riferimenti documentati. Ho bisogno di rileggere il tutto per coglierne la portata e trovare risposta a nuove curiosità!
Buongiorno come potrei sempre nella vostra disponibilità avere scritti e notizie del Marchese di Canneto , Domenico Nicolai,sono venuto a conoscenza che il notaio D’Addosio aveva documenti e scritti del Grande Patriota Nicolai,grazie spero di avere buone nuove in merito..s