Storie di Puglia – Mostri marini avvistati sulle coste pugliesi
Kraken cop
Torniamo oggi a parlare delle storie della nostra Puglia. Che le terre pugliesi siano da sempre generatrici di miti è cosa ben nota, abbiamo parlato di UFO e di leggendari re bretoni, ma forse non tutti sanno che le cronache cittadine riportano anche avvistamenti di mostri marini.
Sì, quegli enormi mostri marini che spesso sono associati alla figura del Kraken, rappresentato da una gigantesca piovra nei celeberrimi libri di Jules Verne Ventimila leghe sotto i mari o Victor Hugo I lavoratori del mare. A quanto pare, quest’essere considerato fantastico, ha però fatto capolino anche sulle coste baresi, portando il panico fra marinai e pescatori.
Del resto, oltre che nei libri di avventura, di questi enormi abitatori degli abissi parlano anche tanti naturalisti, il primo, come sempre, è il nostro già più volte citato Plinio il Vecchio che nel suo Naturalis Historia parla di un’ enorme creatura marina simile a un albero a causa dei suoi rami (o tentacoli):
In Gaditano oceano arbor, in tantum vastis dispansa ramis, ut ex ea causa fretum numquam intrasse credatur
Ma torniamo al racconto nostrano. Come riportato da Vito Antonio Melchiorre nelle sue Storie Baresi, il notaio barese Nicolangelo Cardassi nelle sue cronache narra che il 2 marzo 1623, mercoledì di Quaresima, i baresi furono attratti da un gran vociare e dalle grida sulla muraglia. Da questo angolo di osservazione privilegiato, i curiosi furono spettatori di uno spettacolo spaventoso: un enorme mostro marino grande quanto una nave, forse una balena o un capodoglio, emerso all’improvviso dalle acque, aveva preso ad inseguire un peschereccio con lo scopo di mangiarlo.
I malcapitati marinai sopravvissero all’aggressione del mostro? Questo non ci è dato saperlo, perché nessuno si è preoccupato di parlarne, ma sappiamo per certo che non fu l’unico avvistamento di un mostro marino.
Infatti solo ventuno anni dopo, esattamente il 7 marzo 1644, si torna a parlare di smisurati mostri marini. Questa volta si tratta della cronaca del notaio Scipione Cardassi, il quale racconta della tempesta che ha infuriato su Bari. Le onde del mare sono così alte da superare la muraglia e abbattersi sulle case, creando molti danni e numerosi morti e anche naufraghi.
Calmatasi la tremenda bufera, sul lido viene trovata un’ enorme quantità di pesci, ma non solo. Il mare ha infatti regalato alla città anche l’enorme carcassa di un mostro marino.
Lo stesso pesava addirittura 8 cantara (antica unità di misura, il cantaro corrispondeva a circa 90 chili nel Regno di Napoli), mentre il solo fegato pesava 60 rotola (antica unità di misura, il rotolo corrispondeva a circa 900 grammi), almeno così riportano le cronache del tempo.
Copertina: disegno di Pierre Denys Montfort inciso da Étienne Claude Voysard (1801)
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.