Storie di Puglia – Re Artù lascia il suo segno nelle terre pugliesi

re Artù

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Chi non ha letto un libro o visto un film che ha per protagonista re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda?

Le gesta del grande re, l’amore proibito fra la regina Ginevra e Lancillotto, la perfidia di Mordred figlio di Artù, infiammano con le loro vicende la fantasia dei romantici, ma quanti sanno che perfino in Puglia ci sono le tracce delle gesta del sovrano inglese e del suo seguito?

Sì, il leggendario re Artù figlio di Uther Pendragon ha un posto d’onore e in bella mostra su alcuni dei più importanti edifici pugliesi: la Basilica di San Nicola e la Cattedrale di Otranto.

La leggenda del Pendragon arriva in Italia ufficialmente solo nel XIII secolo, anche se la stesura dei romanzi cortesi ad opera del poeta e scrittore francese Chrétien de Troyes risale al XII. Vista la grande popolarità che guadagnarono le sue opere nel Medioevo, non ci sarebbe da sorprenderci nel vederla raffigurata sulla meravigliosa chiesa romanica, se non fosse che l’edificio è stato costruito fra il 1089 e il 1197.

La storia di re Artù arriva Bari

Allora come è possibile? Forse la storia era già nota?

Sì, probabilmente esisteva già da tempo una tradizione orale sulle gesta dei personaggi arturiani, che lo scrittore francese ha trascritto e riproposto. Questo ha portato gli scultori a raffigurarne le imprese sulla porta della Basilica di Bari in anticipo sui tempi di diffusione del testo.

Se osservate con attenzione l’archivolto del Portale dei Leoni (così chiamato perché ai suoi piedi lo scultore Basilio ha realizzato due leoni) c’è un bassorilievo raffigurante re Artù con una seconda persona al suo fianco, forse una donna, ma la figura è troppo danneggiata per esserne certi, difeso sia da destra che da sinistra da due cavalieri dall’assalto di quattro nemici per lato. Una raffigurazione simile è presente anche sulla Porta della Peschiera del Duomo di Modena.

Portale dei Leoni
Raffigurazione di re Artù e i suoi cavalieri

Ma se questo non bastasse, la Puglia ha dedicato un’altra effigie al mito del re britannico: se vi trovate a passare per la bellissima Otranto, non dimenticatevi di visitare la sua cattedrale consacrata nel 1088. Qui, nel mosaico pavimentale della chiesa, realizzato dal monaco Pantaleone fra il 1163 -1165, è raffigurato Rex Arturus, re Artù appunto.

Raffigurazione di Rex Arturus

Copertina: Raffigurazione di Évrard d’Espinques

Fonte:

https://www.basilicasannicola.it

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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