Storie di Puglia – Oggetti volanti non identificati nei cieli pugliesi
bn ufo2
Da quando è stato coniato il termine UFO (Unidentified Flying Object) a partire dalla metà degli anni Quaranta, gli avvistamenti di questi oggetti nel cielo si sono a dir poco moltiplicati: tantissime sono infatti le testimonianze verbali e scritte ogni anno.
Chiaramente, a differenza di quanto la fantasia popolare vorrebbe, non parliamo essenzialmente di omini verdi con testa e occhi sproporzionati, ma per lo più di avvenimenti dovuti a fenomeni naturali di non facile spiegazione, situazioni però documentate in ogni epoca e luogo.
L’Italia non è esente dal fenomeno ed è sempre stata sede di racconti e leggende sul tema.
Tanti gli storici antichi e moderni che ne hanno parlato, fra i più importanti mi preme ricordare Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia che abbiamo già citato la settimana scorsa, Tito Livio e Giulio Ossequente.
Voglio però accendere i riflettori su un nostro conterraneo, lo storico e teologo Antonio Beatillo, che nel XVII secolo trattò l’argomento nella sua Historia di Bari.
Proprio fra queste pagine leggiamo la ricostruzione storica di due strani fenomeni avvenuti nei cieli pugliesi rispettivamente nell’XI e nel XII secolo.
Il primo viene giustificato dal gesuita come un segno del consenso divino per le scelte degli uomini. Proprio in quei giorni, infatti, uomini dell’aristocrazia e del clero in pieno fervore religioso stavano organizzando la prima crociata per liberare Gerusalemme dal dominio turco.
Così scrive:
Andò il Romito col medesimo Arcivescovo Elia e trattò col Pontefice; il quale in un Concilio, che allor faceva in Chiaramonte di Francia, mosse in guisa col suo dire gli animi di quei Signori Francesi che ad un tratto si fece la determinatione di andar tutti alla liberatione di Gerusalemme e del Sepolcro di Christo. E per quelli che vi si conferivano, per farsi conoscere, portavano alla parte destra del petto una Croce di panno rosso, onde fu chiamata l’impresa della Crociata, fece Nostro Signore nella Puglia, dove havean quasi tutti da venire per imbarcarsi, un miracolo manifesto in approvazione di quella andata. Per ciò che, nella notte de’ quattro di Aprile, furono viste cader dal Cielo in Bari, dov’era il Principe Boamondo, e per tutto il paese della Puglia alcune come stelle di fuoco, fatte a modo di Croce, che vennero a ricuoprire la terra.
Il secondo evento del 1106 lascia interdetto lo stesso storico, che resta senza una spiegazione plausibile, ma non si esime dal descrivere gli avvenimenti con enfasi:
Ma l’anno appresso comparvero su la Città di Bari visibilmente a dodici di Febraro, le stelle nel mezzo giorno, come se fosse stato di mezza notte, e correvano l’une contro dell’altre, a guisa di combattenti, con mostrar anche di caderne alcune verso la terra.
© 2022 Tutti i diritti riservati
Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.