Chiurlia: un largo per un antico casato della città di Bari
Chiurlia
Sconosciuta ai più il senso e l’origine della dedicazione stradale ad uno dei principali varchi per accedere alla Città Vecchia di Bari. Si tratta del largo Chiurlia che rappresenta il prolungamento di via Sparano, la via barese per eccellenza, una volta oltrepassato il vialone di corso Vittorio Emanuele II.

Le targhe di largo Chiurlia
La targa è muta e bisogna andare sullo stradario per scoprire che la piazzetta è dedicata a un non meglio noto Ignazio Chiurlia di una antichissima famiglia di origine greca.
Lo stradario ci dice addirittura che Sparano da Bari sarebbe “Della famiglia dei Chiurlia Giurista”. E per non lasciare nulla di intentato si sbilancia a dire che a Carbonara vi è una strada “Chiurlia o Torre di Massimo”.
Un moto di sorpresa, anzi addirittura di commozione (ne daremo presto conto) ci ha colpito quando a pochi passi dal largo, proprio di fronte all’ingresso della celebre Trattoria delle Travi, una delle più storiche, rinomate e ruspanti fin da quando Bari Vecchia non era l’attuale zona della movida e del turismo delle crociere, abbiamo adocchiata una nuova e diversa targa. È un pannello applicato sulla parete su cui sono scritte, forse addirittura a mano le parole “Largo I Chiurlia”. Una compilazione forse frettolosa e incerta, ma per noi certamente evocativa.
L’emozione è stata grande perché noi abbiamo un’antica, affettuosa e rispettosa familiarità con il nome Chiurlia, che rinvia in effetti a un antico casato cittadino, che ha avuto un’importanza capitale per la storia della nostra città.
Il complesso nel largo
Prima di addentrarci in una necessariamente breve illustrazione del casato e dei suoi più significativi personaggi, dobbiamo ricordare che l’intero complesso architettonico che sovrasta largo Chiurlia non è altro che la sostituzione di una precedente e antica fabbrica, niente meno che la dimora della famiglia Chiurlia. Un vero e proprio fortilizio, caduto in rovina nel corso dei secoli, forse per una diaspora della famiglia verso altre contrade, e definitivamente diroccato nei primi anni del XX secolo, quando anche il celebre storico Armando Perotti ne denunciava e lamentava la perdita sul Corriere delle Puglie. Gli strazi edilizi non sono purtroppo tipici solo dei nostri giorni.

Chiurlia è un nome di origine greca, che ha aveva avuto antiche ortografie come Khyurielia, a significare “Signore Elia”.
Testimonianze della loro presenza nella nostra antica Bari sono la lastra posta all’interno della Basilica di San Nicola, proprio accanto alla Teca che racchiude l’effige del santo, quella che va in processione; sulle fiancate esterne della Basilica vi sono i monumenti funerari della famiglia, e nel Museo Nicolaiano un ricco sarcofago attribuito a uno dei due più celebri Chiurlia, dopo il già ricordato Sparano.

Roberto Chiurlia
Si tratta niente meno che di Roberto Chiurlia, altrimenti noto come Roberto da Bari, proprio quello della strada parallela a via Andrea e a via Sparano.
Ma chi è stato Roberto? Figura strategica degli anni drammatici succeduti alla scomparsa di Federico II e alla lunga lotta per il potere sostenuta dal francese Carlo d’Angiò contro gli eredi del Puer Apuliae, da Manfredi fino al giovanissimo Corradino.
Roberto, che era sempre stato ostile agli svevi, serviva invece gli angioini, meritandosi la prestigiosa carica di Protonotario, era fra più intimi di Carlo, devoto fino al momento tragico della guerra contro gli svevi.
A Roberto toccò il compito, non sappiamo fino a che punto ingrato, di pronunciare la sentenza capitale contro il giovanissimo Corradino (sedicenne) che fu decapitato sulla piazza del Mercato a Napoli il 26 ottobre 1268.

La leggenda su Roberto
Una leggenda “nera” sostenne, per secoli, che anche Roberto fosse stato assassinato sullo stesso patibolo del giovane erede svevo, ma per un motivo assolutamente anomalo, anzi no, diremmo rispondente alle misure e ai costumi di quei tempi. Uno dei nobili presenti sul podio che attorniava il re Carlo, fu preso dall’ira e dallo scandalo perché un qualsiasi funzionario di schiatta non nobile, come era comunque quella di Corradino, avesse osato pronunciare parole accusatorie contro il giovanissimo. Non gli competeva: era un plebeo e non doveva permettersi di interloquire con un nobile di altissima schiatta.
L’episodio, poi rivelatosi una fake news del tempo, è stato immortalato per secoli sulla iconografia che accompagnava le Storie di Napoli e del Regno.
La verità
Roberto invece continuò nei suoi servigi verso il re, ricevendone emolumenti, ricchezze, possedimenti, estesi ai discendenti. Il lontano cugino Sparano, fu suo successore nella carica di Protonotario. Una famiglia di uomini illustri che meritarono per primi il privilegio della sepoltura nella Basilica di San Nicola.
Un casato che esiste ancora oggi nel territorio. A Lizzano c’è un castello Chiurlia, diroccato.
Concludiamo con una nota di vanità personale: abbiamo scritto una monografia su Roberto da Bari e il suo Casato Chiurlia, e stiamo per mandarla in stampa… speriamo!
Bibliografia:
- Giovanni Antonio Summonte, Historia della città e Regno di Napoli … parte seconda nella quale di discriveno i gesti di suoi Re Normanni, Tedeschi, Francesi e Durazzeschi dall’anno 1127, fino al 1442. Con l’effigie di essi re, alberi di descendenti, & epitaffij delle loro sepolture… In Napoli, Appresso Gio. Iacomo Carlino, 1601
- Pietro Vincenti, Teatro de gli huomini illustri che furono Protonotari nel Regno di Napoli composto dal dottor Pietro Vincenti della Città d’Ostuni. Cominciando da gli Rè normanni fino à gli Austriaci. Con un breve discorso di alcune famiglie, notate nella seguente carta, & indice delli Protonotarij, & d’altre cose notabili. In Napoli, Nella Stampa di Gio. Battista Sottile. Per Scipione Bonino, 1607.
- Ferrante Della Marra (Ferrante Della Marra, Discorsi delle famiglie estinte, forastiere o non comprese ne’ seggi di Napoli imparentate colla casa Della Marra. Composti dal signor don Ferrante Della Marra duca della Guardia, dati in luce da Camillo Tutini. In Napoli, appresso Ottavio Beltrano, 1641
- Francesco Massimi de’ Casamassimi, Roberto da Bari, «Rassegna Pugliese di Scienze, Lettere ed Arti», anno I, 1884
- Corriere delle Puglie, 3 agosto 1919.
- Francesco Quarto, Un nuovo diploma di Carlo i d’Angiò a Bari, «Studi Molfettesi. Rivista del Comune di Molfetta», n. 6-8, 1998.
Link Stradario città di Bari:
https://www.comune.bari.it/web/trasporti-e-viabilita/stradario-della-citta-di-bari
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.


Ho ripercorso con questo articolo quanto letto in “Della storia di Bari” di Giulio Petroni, vol. I ( Napoli , 1857-1858).