L’opera di Tresoldi: la narrazione continua

Tresoldi

Tresoldi

No, non è il sequel dell’opera teatrale di Bertold Brecht del 1928: scrivo dell’incarico ricevuto dal trentaseienne Edoardo Tresoldi, scultore e artista milanese di fama internazionale, per realizzare sull’area archeologica di San Pietro, accanto al complesso di Santa Scolastica a Bari vecchia, di fronte al porto, un’opera alta circa 30 metri e presumibilmente simile a quella del 2016 a Siponto, allorché ideò una ipotesi di ricostruzione della basilica paleocristiana utilizzando maglie di fili di ferro intrecciati.

L’opera di Tresoldi a Siponto

Una operazione che lo rese famoso nel mondo, una convergenza tra arte contemporanea e archeologia che valse al Ministero della Cultura la medaglia d’oro all’architettura italiana.

Il nuovo progetto di Tresoldi

Presentata nei giorni scorsi a Bari dall’autore, l’opera sarà realizzata dal raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Cobar Spa e Archimeter srl su un’area di 4.400mq, dove sono stratificati quasi 4mila anni di storia, partendo dal primo insediamento dell’età del Bronzo per giungere agli anni Sessanta del secolo scorso.

Area archeologica
… di San Pietro

E proprio questa stratificazione storica, che accolse il primo insediamento umano in quella che sarebbe divenuta Bari, crea ancora incertezze su quella che sarà l’opera e a quale parte dell’antichissima storia si ispirerà. Un’area che accolse la chiesa di San Pietro a partire dal XII secolo, si può quindi immaginare che una opzione sia la sua ricostruzione accanto al monastero sorto nell’XI secolo. Ma da tempo Bari ha abdicato alla riflessione critica e allora vi propongo un mio pensiero in merito, che vuole come sempre essere un invito al confronto, libero e democratico e certamente non esprimere verità assoluta.

Compenso

Si è acceso in questi giorni un dibattito fra tecnici, relativamente sia all’opera in sé sia all’incarico affidato a Edoardo Tresoldi, al quale è stato riconosciuto un compenso di 140mila euro per la progettazione. E questo perché, il Codice degli Appalti consente un diretto affidamento di incarico solo al di sotto della soglia di 150mila euro, comprensivi di progettazione ed esecuzione, mentre altri sono i criteri per affidamenti superiori a questa. Inoltre, il Ministero della Cultura metterà a disposizione 2 milioni di euro per la realizzazione. Una cifra, quindi, notevolmente superiore a quella prevista per un incarico diretto.

Bozzetto dell’opera che Edoardo Tresoldi realizzerà a Bari

Edoardo Tresoldi ama definirsi artista e certamente lo è, viste le pregevoli opere che lo hanno reso famoso e tra i più interessanti a livello internazionale. L’operazione, ideata da uno e sostenuta da alcuni, è commissionata con il dichiarato intento di farne parlare e attrarre tanto altro turismo. È stato anche scritto che sarà visibile dal mare, dalle tante navi da crociera che giungono a Bari da marzo a ottobre. Ed in questo compete certamente con la basilica di San Nicola ma non con la mole della cattedrale, il cui campanile è alto 68,90 m. Una competizione necessaria?

Cancello dell’area
L’area archeologica…
… è delimitata da una rete

Bari è perdere la sua identità storica?

Se l’ipotesi ricostruttiva attuata a Siponto catturò immediata attenzione e consensi per la sua sorprendente unicità, la sua architettura fatta di materia ma anche e specialmente di luci e trasparenze, quanta sorpresa e quali reazioni è destinato a produrre l’intervento a Bari? E qui la mia riflessione si fa più critica, considerando che da diversi anni siamo costretti ad accettare che Bari sia destinataria di interventi a somiglianza di quelli già realizzati altrove e con spirito e identità diversi: Bari come Copenaghen (le piscine a mare inserite nel rifacimento in atto del lungomare di Bari vecchia), Bari come le capitali nordeuropee (via Sparano), Bari che ci porterà in Europa (il ponte Adriatico simile a tanti altri), Bari come Valencia (Costa Sud).

Ma Bari non è stata per millenni crocevia di popoli giunti dal bacino mediterraneo e dal resto d’Europa, ognuno con la sua Storia, la sua identità che hanno arricchito quella della nostra città rendendola unica? Poteva allora anche questa operazione andare in altra direzione, visto che fino ad oggi chi giunge dal mare ha visto nella basilica e nel suo santo elementi identitari fondativi e la conclusione ideale del peregrinare terreno?

Differenze fra il sito di Siponto e quello di Bari

Una ulteriore riflessione è relativa alla scelta del sito, fisicamente complesso. Mentre a Siponto la ricostruita basilica gode di un ampio respiro dato dal grande spazio libero che la circonda e può essere osservata liberamente anche da molto lontano nella sua tridimensionalità, il sito archeologico in questione non è molto esteso ed è anche chiuso dal monastero su un lato e dalle abitazioni di Bari vecchia sul fronte; per osservare la futura realizzazione ci si dovrà porre sulla piazzetta San Pietro, l’unica direzione che consente una visione di una struttura che si vuole alta dieci piani di un normale edificio.

Piazza San Pietro

Se il tema era (ed è) la valorizzazione del sito archeologico di San Pietro e del monastero di Santa Scolastica, con il pregevole museo archeologico che da poco ospita, questa operazione avrebbe potuto essere configurata come confronto internazionale fra architetti, archeologi, artisti, liberi pensatori? Se doveva e vuole essere opera di ingegno, quanto di meglio del coinvolgimento di un gruppo selezionato di creativi di fama insieme ad una moltitudine di operatori meno famosi ma desiderosi di esprimersi e cimentarsi!

Perché non un’ operazione concorsuale?

Immagino una operazione concorsuale magari in più sezioni, con una prima fase libera e una seconda ristretta ai migliori classificati della prima; il tutto con o senza una predeterminata ipotesi di lavoro. 

Forse così non se ne sarebbe parlato e anche più, anziché costringere ancora una volta i cittadini liberi da posizioni subordinate ad accettare un intervento deciso comunque da pochi?

Passi in avanti in questi anni per la valorizzazione della nostra Storia ne sono stati certamente fatti, la riapertura dell’importante Museo Diocesano con i suoi inestimabili tesori ne è l’ultima ulteriore testimonianza. Ma la mia personale sensazione è che a livello di governo locale si sia deciso di rinunciare all’unicità identitaria di Bari, quasi a voler dire “meglio l’usato sicuro”. E così la città è divenuta sempre più accogliente per archistar (Fuksas con gli interventi all’ex Caserma Rossani e sulla Stazione, Boeri con il suo remake di bosco “verticale” in fase di realizzazione in corso Vittorio Veneto e la pensilina delle FAL di corso Italia) e ora Tresoldi.

Ennesima occasione mancata?

In discussione non è la sua bravura, consolidata nelle opere realizzate, ma che si sia deciso che quel suo intervento a Siponto o qualcosa di simile debba giungere a Bari: e se fosse stato possibile ideare altro e da altri? Fosse risultato poi egli vincitore di quell’ampio confronto su auspicato, nulla quaestio! Ma perché far sentire l’amarezza di una ennesima occasione mancata?

Ne abbiamo vissute tante, a cominciare dai lavori legati al Piano Urban in Bari vecchia allorché, ad esempio, anziché cogliere l’occasione per riconsiderare piazza del Ferrarese come fulcro di quel rapporto, indispensabile e pensato ma mai attuato, tra il centro storico e il borgo murattiano, si optò per la ricostruzione dell’edificio delle derrate alimentari demolito nel 1957 e rinato come “sala Murat”: ancora una volta una copia, ancora una volta l’usato sicuro pensato da pochi senza coinvolgere tanti altri.


Link sito Edoardo Tresoldi:

https://www.edoardotresoldi.com/works/basilica-di-siponto/

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EugenioLombardi
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È un architetto barese specializzato in Progettazione Partecipata e Psicologia Urbana all’Accademia di Belle arti di Copenaghen e con lunghi anni di studio e attività professionale a Helsinki. Ha diretto a Bari il primo Laboratorio Urbano in Italia, promuovendo diversi progetti culturali in Bari vecchia e di riqualificazione urbana: recupero ex Macello comunale, molo di Sant’Antonio, ex Ospedaletto dei Bambini. Ha diretto a Palese il Laboratorio Urbanistico di Quartiere e costituito l’Ecomuseo Urbano del Nord Barese. Attualmente coordina la rete Civica Urbana di Palese ed è direttore artistico del Festival Ecomuseale delle Arti.

2 pensieri su “L’opera di Tresoldi: la narrazione continua

  1. Complimenti Architetto, purtroppo Bari ha la mentalità provinciale delle grandi firme esterofile strombazzate dai cosiddetti critici d’arte che da sessant’anni e oltre monopolizzano i quotidiani locali. Nella sua analisi disamina ha dimenticato Chipperfield per l’ex Margherita e l’idea dell’assessore dell’epoca x valorizzare l’ex Mercato del pesce imitando la Bouqueria di Barcellona. Cordialmente Manlio Chieppa

    1. Gentilissimo, grazie per i complimenti. La memoria mi ha portato a limitarmi solo alle situazioni piú recenti: abbiamo entrambi messo da parte la Salimei, per via Sparano. Nel provincialismo che ha ridotto Bari alla mercé dello scopiazzamento esterofilo e del trionfalismo di una brutta stampa irrigimentata, da ieri il progetto Costa Sud é rilanciato con ardore “su modello Barcellona”. Davvero un comportamento misero che sta costringendo giovani e meno giovani artisti e professionisti a rivolgere altrove le proprie visioni.

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