Arcangelo Scacchi: scienziato e senatore del Regno

Scacchi

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Crediamo che la toponomastica urbana non debba essere limitata alla assegnazione di un qualsiasi nominativo (di persona, di luogo, di evento) ad una strada cittadina; è invece da ritenere estensibile, e di fatto lo è, alla dedicazione, per fare un esempio, anche di un edificio, storico o moderno che sia, sempre con le medesime modalità burocratiche e amministrative espresse per la più comune intestazione di arterie e vie. Quest’anno si vuole commemorare il centesimo anniversario della fondazione di quello che è una delle più antiche istituzioni scolastiche della città di Bari: il Liceo Scacchi.

Liceo Scacchi

Il Liceo Scientifico Scacchi è stato alloggiato in quello che è il Palazzo Chartroux, sull’isolato estremo di Corso Cavour. Sono già in atto iniziative per celebrare il secolare evento e noi intendiamo dare un breve contributo lumeggiando la figura del personaggio a cui è intestata la celebre scuola barese.

La notorietà di Arcangelo Scacchi (1810-1893) è inoppugnabile e la dedicazione della scuola ne è lampante esempio, la sua figura e la sua opera sono state evocati nel tempo e qui non vale ripeterle, lasciando alla letteratura e ai media il compito di rinfrescare la memoria ai curiosi o a coloro che ancora non conoscono lo scienziato; forniremo altre indicazioni convinti che rappresentino comunque una novità e un valore aggiunto rispetto a quanto si sa di lui.

Busto di Arcangelo Scacchi presso il liceo

Documentazione disponibile sul vulcanologo

L’esplorazione dei cataloghi bibliografici on line (gli opac) ci danno 183 occorrenze su quello nazionale, 28 sul catalogo della Biblioteca Nazionale di Bari e ben 59 nelle due principali biblioteche di Gravina di Puglia (città natale dello Scacchi).

Proseguendo l’osservazione sul catalogo nazionale troviamo che 49 opere dello Scacchi digitalizzate.

Una grossa quantità di documenti per un personaggio che è stato un importantissimo esponente di quel ceto di studiosi, di specialisti delle più diverse discipline scientifiche che hanno illustrato le nostre regioni, e in particolare quelle del Sud, per tutto il corso dei secoli.

Le attività dello scienziato

Lo Scacchi è stato socio di importanti istituzioni accademiche e scientifiche come la Regia Accademia delle scienze fisiche e matematiche o la Società italiana delle scienze.

Di particolare prestigio la sua partecipazione al celebre Settimo Congresso degli Scienziati a Napoli nel 1845, un consesso che fu occasione di scambio di conoscenze scientifiche e di non occulte aspirazioni sociali e politiche in vista delle rivendicazioni Risorgimentali.

Stampa presso l’Archivio di Napoli

Il Congresso, pur col patrocinio dei sovrani Borboni, non mancò di suscitare ed esprimere quelle velleità che ormai circolavano in tutta la penisola da decenni.

Disegno del salone del Congresso

E lo Sacchi, partecipandovi fece dichiarazione, sia pure indiretta, di sentimenti patriottici.

Nel ricco catalogo della mostra aperta nel 1995-’96 a Napoli dall’Archivio di Stato e dalla Biblioteca Universitaria, compaiono ben due testi dello Scacchi: Quadri cristallografici per servire alle lezioni di mineralogia nella cattedra della regia Università degli Studi (1842) e Osservazioni critiche sulla maniera come fu seppellita l’antica Pompei (lettera di Arcangelo Scacchi al cavaliere Francesco M. Avellino, 1843) esemplari che si conservano anche a Bari e a Gravina.

Il Congresso era strutturato in classi disciplinari e lo Scacchi era aggregato a quella della Geologia e Mineralogia.

Preziosi reperti scientifici dello Scacchi

Presso la “Fondazione Pomarici Santomasi” di Gravina sono depositati e accuratamente conservati preziosissimi reperti scientifici appartenuti ad Arcangelo Scacchi pervenutigli dalle sue ricerche ed escursioni sul campo: aveva percorso sia gli scavi di Pompei come pure le pendici del Vesuvio alla ricerca e alla raccolta di campioni di minerali che potessero anche spiegare quali potevano essere state le cause delle tremende devastazioni del 79 d.C. e successive, che raccolse nell’opuscolo Della lava vesuviana dell’anno 1631, il tremendo avvenimento che fu raccontato anche dal nostro barese Scipione Cardassi che ne fu testimone in un rarissimo volumetto conservato presso  la Società napoletana di storia patria.

Opuscolo Scacchi
Libro di Cardassi

Senatore del Regno

Tra i preziosi reperti della Fondazione Gravinese ricordiamo il quadro raffigurante lo stemma gentilizio del Casato Scacchi, citiamo a casaccio “Lastra di bronzo della Regia Accademia dei Lincei per l’iscrizione a socio ordinario, 1875, Regio Decreto del re Vittorio Emanuele di nomina a Senatorie del Regno, 1861”.

Stemma del Casato Scacchi

Era il compimento di una adesione agli ideali risorgimentali che pure non aveva espresso in maniera eclatante tanto da suscitare il rammarico del celebre storico della letteratura Francesco De Sanctis che osteggiò la sua carriera accademica. Ma il riconoscimento definitivo a Senatore del Regno per i suoi meriti scientifici e per il riscontro di notorietà e apprezzamento che gli era tributato in Italia e in tutta Europa, cancellò ogni dubbio.

Medaglie commemorative in occasione della nomina a senatore

Bibliografia:

  • Scipione Cardassi, Relatione dell’irato Vesuuio, de’ suoi fulminanti furori, & auuenimenti compassioneuoli. In Bari, per Giacomo Gaidone, 1632.
  • Gaetano Giucci, Degli scienziati italiani formanti parte del 7. congresso in Napoli nell’autunno del 1845. Napoli, tip. parigina di A. Lebon, 1845.
  • Arcangelo Scacchi, Della lava vesuviana dell’anno 1631 : memoria prima. Napoli, tip. della R. Acc. delle scienze filos. e mat., 1883.
  • Il Congresso degli scienziati a Napoli, 1845-1995 : Napoli, 6/9 dicembre 1995. Napoli, Imago, stampa 1995.
  • I nomi antichi : profili biobibliografici pugliesi. Roma, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, 1998, ad vocem.

Link Wikipedia Arcangelo Scacchi:

https://it.wikipedia.org/wiki/Arcangelo_Scacchi

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Francesco-Quarto
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

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