Via Capaldi: strada dedicata al padre sindaco e non al figlio musicista
Capaldi
Comodo per gli amministratori comunali e per i loro toponomasti intestare a sé stessi strade e vie di una città. Abbiamo così decine di strade dedicate a sindaci, come via Re David, sindaco da 1894 al 1898, che si incrocia, guarda caso, con via Giuseppe Capaldi che lo fu per un solo biennio tra il 1909 e il 1910.

Per tener fede alla nostra vocazione “irriverente” non di Giuseppe discorreremo, bensì del figlio Giovanni, concludendo questo nostro contributo con l’auspicio di una meritata dedicazione.
Giovanni Capaldi fondatore del Conservatorio
Capaldi Giovanni è uno di quelle figure baresi dimenticate, quasi per una sorta di damnatio memoriae, nonostante i pregi e i meriti accumulati quasi in una sorta di eccellenza di qualità e di iniziative.
Giovanni è il fondatore del Conservatorio Musicale di Bari: il Conservatorio “Piccinni”. Non siamo noi a dirlo, lo troviamo affermato proprio sul sito della prestigiosa istituzione cittadina:
“Alle origini della storia del Conservatorio ‘N. Piccinni’ di Bari è la figura di Giovanni Capaldi (1889-1969) musicista, pubblicista e critico musicale barese che, per la prima volta in Puglia, portò a termine con grande determinazione la fondazione di un istituto musicale privato dedicato al celebre compositore e operista barese Niccolò Piccinni”.

Vi pare poco? E non vi pare che tale personaggio meriti un ricordo più solido di una mera e volatile menzione “on air” sulla epigrafe stradale?
I teatri di Bari
Abbiamo avuto la fortuna, diremmo il privilegio, di avere accesso alle sue carte residue: un archivio familiare che è stato, col passare del tempo, variamente disperso, ma pur nella sua attuale consistenza e configurazione presenta una quantità di dati, di memorie, di circostanze che aprono uno scenario di incredibile e suggestiva vivacità culturale in una città che, dopo tutto, era stata capace di aggiungere a un già prestigioso teatro, il Piccinni, la cui fondazione risale addirittura all’epoca borbonica (1854), un nuovo grandioso luogo della musica e del melodramma, il Petruzzelli, inaugurato il 1903 (il quarto teatro in Italia).
Ma non contenti i baresi vollero esagerare con il Margherita: tre grandiose realizzazioni architettoniche e urbanistiche per accogliere la musica, il melodramma, le rappresentazioni della lirica e della prosa. Tre teatri in un circuito di poche centinaia, che dico, poche decine di metri l’uno dall’altro (e il Kursaal Santalucia? Solo pochi anni dopo?)!
E quale città, quale metropoli si poteva e si può permettere un simile lusso, una simile voluttà, e un simile dispendio di energie finanziarie?
La nascita del Conservatorio a Bari
Cosa veniva a mancare a una metropoli come era Bari, o come ambiva ad esserlo, a cavallo tra il secolo XIX e il successivo? Un istituto musicale!
Un luogo di studi specialistici in un ambito disciplinare che evidentemente aveva i suoi ricchi riscontri nella voglia di musica, di teatro di una città che viveva alla grande la sua Belle Époque. A questo provvide Giovanni Capaldi.
Rinviamo all’ampio articolo sul sito del conservatorio una rievocazione della storia e del sogno del Capaldi che lo vide realizzato nel 1925, in via Melo, una sede diversa da quella attuale in via Michele Cifarelli (prolungamento di via Giuseppe Capruzzi, altro sindaco!).
Personaggi famosi che hanno avuto rapporti con Capaldi
Tra le carte di casa Capaldi si trovano testimonianze e corrispondenze con grandi artisti della lirica: autori (Mascagni), direttori d’orchestra (Zandonai). In occasione del trentesimo anniversario della fondazione fu pubblicato un libretto celebrativo che, nel ricco corredo illustrativo, presenta foto del Capaldi e di coloro che provvidero a rendere reale quel suo sogno, solo un paio di nomi: il sacerdote don Cesare Franco da Acquaviva e la violinista Gioconda De Vito da Martina. Incredibile figura quella della De Vito, che ebbe proprio nel Capaldi il proprio mentore.

Gioconda ha avuto una vita lunga (1907-1994), ricca di attestazioni e riconoscimenti alla sua arte; numerose le sue immagini sulla rete, ma fa un certo effetto vederla nei suoi anni giovanili, insieme a Giovanni Capaldi e a quell’incredibile connubio di personalità artistiche baresi: definirla “bella” è dir poco, era dotata di un fascino e una sensualità che non temono confronti.

Mancati riconoscimenti toponomastici
Anche alla bella Gioconda manca un riconoscimento toponomastico, come pure alla regista di Mola di Bari Cecilia Mancini. Bari disdegna un po’ i nostri artisti, si pensi che il piazzale antistante il Teatro Kismet è intitolato alla filosofa e scrittrice americana Susan Sontang: grandissima persona non c’è che dire, ma anche la nostra Mancini non demerita e una sala di spettacoli come il Kismet avrebbe fatto proprio al caso suo!
Offriamo anche a loro una strada e qui proponiamo, seguendo l’appassionato e sentimentale auspicio di Maruzza, figliola del Maestro, la dedicazione del parco del Conservatorio a Giovanni Capaldi (il Conservatorio non può essere ricordato solamente per Nino Rota!) e ci perdonino i lettori se abbiamo lasciato in ombra il suo pur autorevole genitore, il sindaco Giuseppe!
Bibliografia:
- Il liceo musicale Niccolò Piccinni nell’opera del suo fondatore: onoranze al maestro Giovanni Capaldi. Sindacato regionale musicisti, Bari, 1960
- A cura di Dinko Fabris e Marco Renzi; con un intervento di Riccardo Muti, La musica a Bari: dalle cantorie medievali al Conservatorio Piccinni. Levante Editori, Bari, 1993
- A cura di Maria Grazia Melucci, Dinko Fabris. Giovanni Capaldi: un musicista intellettuale nella Bari del primo Novecento. Adda Editore, Bari, 2019.
Link Conservatorio di Bari:
https://www.consba.it/it/1/home
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.