La depressione economica del 1931 arriva a Bari ma il cinema non si ferma

Quando andavamo al Cinema - Chaplin - Luci della città

Quando andavamo al Cinema - Chaplin - Luci della città

A scorrere le cronache cinematografiche e teatrali dei quotidiani e dei periodici degli anni Trenta, sembra di vivere in una città in cui la gente gode di un relativo benessere. Così è, infatti, almeno fino alla fine del 1931. Poi, la depressione economica mondiale iniziata negli Stati Uniti nel 1929 comincia a farsi sentire. Aumentano i disoccupati e l’inflazione, diminuiscono i consumi e ad ottobre La Gazzetta del Mezzogiorno apre una sottoscrizione per fronteggiare la disoccupazione.

Il sonoro è allettante, ma il pubblico si è affezionato ai grandi artisti del muto, ai loro beniamini, e corrono a vedere pellicole rielaborate e dotate di sonoro, specie i film di Rodolfo Valentino. Perfino il grande Ettore Petrolini si è fatto sedurre dal cinema sonoro.

E se al Santalucia c’è il teatro di Irma Gramatica, celebre quanto la sorella Emma; al Petruzzelli si esibisce Anna Fougez con film muto a seguire; all’Umberto film d’ambiente partenopeo sono sempre molto apprezzati e gli spettatori numerosi, poco importa se la pellicola romantico-musicale è muta: «il film – si legge nella locandina pubblicitaria – è commentato da una grande orchestra con Tina Reisa e Gennaro Perillo che cantano le più belle canzoni napoletane».

Irma Gramatica

Al Margherita, invece, c’è Nino Taranto con la sua compagnia che fa d’avanspettacolo al film sonoro, mentre all’Oriente si esibisce la compagnia di Vincenzo Scarpetta in Miseria e Nobiltà. A seguire, si annuncia, «potrete ascoltare la parola ferrigna del Duce al grande raduno fascista di Napoli». Il 4 dicembre 1931 – come abbiamo visto – arriva, finalmente, sullo schermo del Margherita il primo film sonoro di Hollywood: Il cantante di jazz prodotto dalla Warner Bros ben quattro anni prima.

Nino Taranto

Qualche giorno prima di Natale, infine, il Petruzzelli ospita la grande compagnia di Amedeo Ninchi in cui esordisce uno spettacolare ragazzone bruno che si fa chiamare Amedeo Nazzari, nato in Sardegna 24 anni prima col nome di Salvatore Amedeo Buffa. 

Amedeo Nazzari

Il 25 dicembre il Petruzzelli inizia la programmazione di Ben Hur il film della Metro Goldwin Mayer… «tremilacinquecento metri di pellicola costata ottanta milioni di lire, cinque anni di lavorazione per tre ore di proiezione in otto parti» e… desolatamente muto, o meglio, «commentato da una grande orchestra». Con questo film, che più di altri mostra tutti i limiti del cinema muto, la stagione, l’era del muto finisce definitivamente.

Il cinema recitato a sguardi e gesti non c’è più. L’orchestra sotto il palcoscenico non c’è più. Adesso la musica esce direttamente dalla pellicola e gli attori parlano!

Ma Charlie Chaplin, Charlot, afferma che continuerà a fare l’attore e giura di non voler aprire bocca sullo schermo. Non si smentisce. Quando nel 1931 gira Luci della città e nel 1936 Tempi moderni, una feroce satira contro il sistema capitalistico statunitense che fonda il proprio benessere sulla parcellizzazione del lavoro, Chaplin recita… senza aprire bocca!

Charlie Chaplin…
… in Luci della città

Charlot dimostra, dunque, che la sua arte, lo spirito dell’attore è nell’espressione del volto e forse la parola attenuerebbe il felice, geniale risalto. Il suo viso si trasfigura nei più lievi moti dell’anima. L’emozione, il dolore, l’amore è un lampo che parte dal cuore, brilla negli occhi e spande la sua luce su tutti i tratti. È una capacità unica, che possiede solo Charlot il quale, non a caso, è unanimemente considerato «il più grande genio comico del cinema. Amato in tutto il mondo da grandi e piccini». Chaplin è attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore cinematografico.

E, proprio a causa del suo impegno sociale e politico, negli anni Cinquanta finisce nel tritacarne del Maccartismo. Accusato di filocomunismo, chiamato più volte davanti al comitato per le attività antiamericane, se ne infischia, rifiuta di presentarsi e all’invito risponde con un telegramma… non sono comunista!

Quando nel 1952 torna a casa, in Inghilterra, per presenziare alla prima de Luci della ribalta, gli Stati Uniti si vendicano e gli negano il visto per tornare in America. Charlot decide di stabilirsi in Svizzera.

Vent’anni dopo, nel 1972, la Academy Award lo invita ad Hollywood e gli conferisce il premio Oscar 

per l’incalcolabile contributo dato alla trasformazione dell’arte cinematografica nel nostro secolo.

Eppure, il sonoro non basta a far tornare gli spettatori nei cinematografi. Bisogna fare di più per attirare il pubblico latitante. Ed ecco che, piano piano, la rivista, il varietà, l’avanspettacolo s’insedia stabilmente anche nelle sale cinematografiche di un certo livello, facendo avanspettacolo ma insistendo… «e bisogna vedere con quanto impegno tenta di conservare il suo prestigio questo antico signore tutto carico di onori e di gloria che un tempo aveva pubblico e teatro tutto per sé» scrive sul La Gazzetta il critico teatrale Leonardo Mastrandrea.


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Nicola-Mascellaro
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Nicola Mascellaro è nato a Gravina in Puglia nel 1939, risiede a Bari dal 1950. Dal 1966 al 1996 ha lavorato presso La Gazzetta del Mezzogiorno come impiegato responsabile dell’Archivio di documentazione.

1 ha pensato a “La depressione economica del 1931 arriva a Bari ma il cinema non si ferma

  1. A Triggiano, al Cinema Imbriani il sonoro arriva nel febbraio del 1934 col film “La canzone dell’amore” primo film sonoro italiano. Piccola curiosità..tecnologica: si passa, finalmente, dal trascinamento della pellicola a manovella a quella a motore con grande sollievo dei proiezionisti.
    Di Caterino prof. Aldo

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