Una delle meraviglie della Puglia ancora tutta da scoprire: lago Locone
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La nostra bella regione è ricca di luoghi suggestivi e ancora poco conosciuti, che invece meriterebbero di essere visitati e pubblicizzati a dovere, uno di questi è sicuramente il lago Locone, un invaso artificiale posto sul confine di Puglia e Basilicata.
Vista la scarsità di corsi d’acqua presente in Puglia, ogni bacino seppure piccolo dovrebbe essere considerato un’importante risorsa non solo dal punto di vista funzionale ma anche turistico e naturalistico, è evidente però che questo non sempre avviene. Dopo aver visitato lago di San Giuliano in Basilicata, solo qualche mese fa, ed essere rimasti favorevolmente colpiti dallo sviluppo del luogo, ci abbiamo riprovato con il lago Locone, creato grazie ad una diga posta sul torrente omonimo, affluente nel fiume Ofanto, nell’agro di Minervino Murge, per quanto riguarda la Puglia, e Montemilone, per quel tratto che sfocia nella Basilicata. Il risultato è stato ben diverso.

Una luogo poco conosciuto
A meno di 20 km da Minervino Murge, percorrendo la SP230 e successivamente la SP115, mentre i nostri occhi si riempiono degli incantevoli paesaggi che la zona propone, man mano che ci avviciniamo al lago, la strada asfaltata si trasforma sempre più in tratturo, mentre i cartelli di “pericolo di allagamento” ai lati della strada abbondano.
Lasciamo l’auto e continuiamo a piedi verso uno dai tanti sentieri, chiaramente poco battuti dall’uomo. Sulla nostra strada incrociamo una vecchia costruzione ormai in rovina, sicuramente una delle tante abitazioni espropriate per creare l’invaso.
La diga
Infatti, per costruire la diga in terra battuta, alta circa 66 m e lunga quasi 1,4 km, iniziata il 25 novembre del 1982 e terminata già nell’86 grazie ad un finanziamento di 250 miliardi di lire della Cassa del Mezzogiorno, approvati in concessione al Consorzio di bonifica Apulo-Lucano, sono stati espropriati dai terreni dei paesi confinanti ben 1075 ettari.
Per questo, non c’è da sorprendersi se guardando il centro del lago, notate il tetto di una casa o un comignolo che emerge dalle acque, infatti all’espropriazione della vallata non è seguita la rimozione di edifici e strade. Per ragioni di convenienza economica si è semplicemente deciso di allagare il sito, trasformando il borgo preesistente in una piccola nostrana “città sommersa”.

Il lago Locone
Il lago ha un aspetto florido anche se la natura è lasciata ad uno stato selvatico, sterpi ed erba alta ovunque, e se non fosse per la presenza dell’alta diga bianca, sembrerebbe davvero un luogo inesplorato. In ogni caso, lo specchio d’acqua e la natura che lo circonda, creano un paesaggio molto affascinanti e suggestivo, che sicuramente vale il viaggio.
Nel bacino, che ha una capienza totale di 131 milioni di metri cubi d’acqua, si pratica la pesca, perché l’invaso è ricco di carpe e si svolgono addirittura attività subacquee, inoltre non è difficile sentire da lontano lo scampanio delle campanelle poste al collo degli animali al pascolo. Se poi si alza il capo e si attende qualche momento, probabilmente si avrà la fortuna di scorgere un falco o un airone che sorvola la zona.
Il torrente Locone costituisce uno dei più importanti affluenti dell’Ofanto sia per l’estensione del bacino che per il beneficio che la sua presenza porta a tutta la valle, ma è evidentemente che, invece di vietarne l’accesso, non si è ancora pensato di sfruttarne il suo enorme potenziale turistico, creando le giuste infrastrutture e spazi, per attrarre visitatori e amanti della natura.
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.




















