La facciata del Palazzo del Governo di Bari e le lapidi scomparse del Corradini
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Continuiamo il nostro viaggio nella recente memoria Bari incisa sui muri dei suoi palazzi istituzionali. Dopo aver “letto” le 12 lapidi della facciata del Palazzo di Città, attraversiamo corso Vittorio Emanuele II, per raggiungere in piazza della Libertà. Qui si erge un altro importante edificio cittadino: Palazzo del Governo, chiamato tradizionalmente dai baresi, “La Prefettura”. Altre cinque “pagine di pietra” ci attendono.
L’attuale Palazzo del Governo è il risultato della ristrutturazione che nel 1839 gli ingegneri Giuseppe Gimma e Giacomo Prade operarono sull’ex Convento dei Padri Domenicani. La faccia principale reca 5 lapidi.

Da sinistra a destra:
- Lapide dedicata a Benedetto Petrone, il giovane comunista ucciso nel 28 novembre 1977 durante uno scontro tra opposte fazioni;
- Lapide illeggibile, originariamente dedicata a Francesco Crispi, come vedremo più avanti;
- Lapide del Cinquantenario dell’Unità d’Italia (21 giugno 1911);
- Lapide ai Figli d’Italia Caduti nella Grande Guerra (4 novembre 1921);
- Lapide all’On. Aldo Moro (2 giugno 1978) apposta a cura del “Lions Club Bari Svevo” per commemorare lo statista brutalmente ucciso dalle Brigate Rosse.
Due lapidi dedicate agli anni più bui della Repubblica, incorniciano ricordi che si spingono molto indietro nel tempo, fino all’Unità d’Italia.
La prassi di commissionare la realizzazione di lapidi celebrative da parte del Comune risale al primo trentennio del ‘900. Queste opere venivano solitamente affidate alla “supervisione artistica” dell’architetto Cesare Augusto Corradini (Roma 1878 – Bari 1932), che godeva del massimo credito per le sue doti professionali, che soleva collaborare con Arrigo Veccia, capo dell’Ufficio Tecnico del Comune.
Ci sono prove documentali inoppugnabili sull’attribuzione al Corradini della lapide a G. Murat del 1913, già attribuita correttamente ai Corradini-Sabatelli dagli storici locali Vito Antonio Melchiorre, Alfredo Giovine, e Mimma Pasculli Ferrara; e della lapide commemorativa della Marcia su Roma del 1923, successivamente distrutta.
È quindi molto probabile che anche le lapidi del Cinquantenario dell’Unità d’Italia (1911) e Ai Figli d’Italia Caduti nella Grande Guerra (1921) siano nate dalla penna del Corradini, successivamente affidate dallo stesso architetto a ditte specializzate in consimili lavori. Purtroppo non disponiamo di prove definitive in tal senso.
Riteniamo che anche la seconda lapide, quella illeggibile, perché totalmente abrasa, sia da attribuire a Cesare Augusto Corradini. Datata, 28 ottobre 1927, era dedicata, come accennato, al grande statista, statista Francesco Crispi. E recitava:
FRANCESCO CRISPI / PRECVRSORE /ANIMANDO ALLA RISCOSSA / AFFRETTO’ LA SACRA EPOPEA DEI MILLE / MINISTRO / S’ ADERSE ASSERTORE DELLA SVPREMAZIA DELLO STATO / DEI DIRITTI DELLA NAZIONE / NELLA IDEALE MISSIONE / AMO’ LA PATRIA DI INSVPERATO AMORE / E / VEGGENTE INCOMPRESO / SENTI’ PER ESSA / NELLA ETA’ BIECA IN CVI VISSE / IL SECVRO DESTINO DI IMPERIALE GRANDEZZA / RIVIVE GIGANTE / NELLA MEMORIA DEGLI ITALIANI / OGGI CHE IL FASCISMO / VINDICE POSTERITA’ GVERRIERA / NE ESALTA LA FORMIDABILE OPERA / NE ASCOLTA LA PROFETICA VOCE / MONITO DI ANDARE SEMPRE PIV’ AVANTI / LA CITTA’ DI BARI / XXVIII OTTOBRE MCMXXVII A. VI E. F
Corradini ne disegnò un’altra, andate irrimediabilmente perduta. Siccome ignoriamo la sua esatta collocazione, la citiamo di seguito.
Fu realizzata dallo scultore Mario Prayer (Torino 1887 – Roma 1959) nel 1923 era dedicata alla Marcia su Roma (28 ottobre 1922) e fu affissa nel I Annuale (28 ottobre 1923), riportava il seguente testo:
IL XXVIII OTTOBRE MCMXXII / TITANICO DVCE BENITO MVSSOLINI / LE QVADRATE LEGIONI FASCISTE / MVOVEVANO / IN GARIBALDINO IMPETO / A ROMA ETERNA / AVGVSTA CVSTODE DEI FATI DELLA STIRPE / COMPIENDO LA RIVOLTA IDEALE / PER CVI FV PRODIGIOSO IL RISVEGLIO / DELLA NAZIONALE COSCIENZA / E L’ ITALIA / NON PIV’ NEGLETTA E TRADITA / GVARDA / NEL FERVORE DELLE OPERE / NELLA RELIGIONE DEL DOVERE / RADIOSA DI MEMORIE E DI GLORIE / INVITTA E POSSENTE / A PIV’ SECVRO AVVENIRE / BARI / GRATISSIMA AL DVCE / NVOVO ARTEFICE / DELLE SVE COSPICVE FORTVNE / VVOLE / NELLO ANNIVERSARIO / RICORDATA LA FATIDICA MARCIA / XXVIII OTTOBRE MCMXXIII.
Apprendiamo dell’esistenza di questa lapide dalla Gazzetta:
Padre Umberto Lojacono ex Legionario fiumano e squadrista appone la corona di lauro alla lapide dedicata alla memoria dei Martiri della Rivoluzione Fascista.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 29 ottobre 1933-XI

Un’altra lapide della Società Generale Marmi e Pietre d’Italia di Carrara, del 1936 ricordava le sanzioni inflitte all’Italia dalla Società delle Nazioni in conseguenza della guerra d’Abissinia (1935-36). Ornata da fasci littori stilizzati, recava il testo stabilito da Mussolini:
18 – NOVEMBRE – 1935 – XIV / A RICORDO DELL’ASSEDIO / PERCHÉ RESTI DOCVMENTATA NEI SECOLI / L’ENORME INGIUSTIZIA / CONSVMATA CONTRO L’ITALIA / ALLA QVALE / TANTO DEVE LA CIVILTÁ / DI TVTTI I CONTINENTI.

Detta lapide venne prodotta in serie in quegli anni, dalla suddetta ditta carrarese, se ne potevano trovare in moltissime città d’Italia. Oggi ne sono sopravvissute pochissime intatte.
Malauguratamente, la Storia non insegna proprio nulla agli uomini, ed il passato è destinato a ripetersi, in perfetto accordo con l’anaciclosi polibiana: la tentazione della damnatio memoriae è un vizio atavico, che non si estingue. Ne è riprova la recente polemica sulla statua di San Nicola Taumaturgo (2003) nella piazza antistante la Basilica, opera del più grande artista russo vivente, Zurab Tsereteli (Tbilisi, Georgia 1934). Una statua che per alcuni andrebbe rimossa, perché fu donata dalla Russia di Putin. Ma forse, più che l’odio nei confronti del controverso autocrate, qui si tratta di odio per la religione e per l’arte.
Bibliografia
- V. A. MELCHIORRE, Bari, Mario Adda, Bari 1987
- S. DE BARTOLO, Bari. Itinerari del Ventennio, L’Arco e la Corte, Bari 2021
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Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.




