Via Andrea Angiulli: la strada dedicata al filosofo, cultore delle arti motorie

Angiulli

Angiulli

Tutti a Bari conoscono il Centro Sportivo “Angiulli”, ma non a tutti è noto che è intitolato a Andrea Angiulli, lo stesso personaggio a cui è dedicata una strada del quartiere San Pasquale. È opportuno allora saperne di più per riuscire a comprendere la motivazione e la scelta dell”intitolazione della società di ginnastica barese a quella figura.

Via Andrea Angiulli…
… nel quartiere San Pasquale

La seconda metà del XIX secolo

Dobbiamo calarci in quell’epoca, la seconda metà del XIX secolo, quando sembrava conclusa una lunga era di conflitti armati che avevano devastato l’Europa, dalle mire imperiali di Napoleone, alle guerre risorgimentali italiane, per dirne solo un paio.

Si andava verso un’era di progressi tecnologici e scientifici, che con l’affermarsi delle classi sociali della borghesia proclamavano e credevano nell’affermazione dei popoli e delle civiltà.

Nascono nuove idee

Sorgeva il Socialismo come pure altre correnti filosofiche e politiche, come il Positivismo che rivendicava un nuovo ruolo dell’uomo capace di forgiare se stesso anche con la disciplina fisica e non più solo con le antiche cerimonie tipiche delle nobiltà di ancien régime.

Ecco perché la ginnastica seppe contagiare le aspettative sociali degli uomini di quell’epoca, pronti anche a sfruttare in pieno le gioie e le delizie del divertimento, della musica, del café chantant, immersi in quella che è chiamata, appunto belle époque!

Andrea Angiulli pedagogo e ginnasta

Sul filone più serioso, quello dello studio, della ricerca filosofica, della divulgazione dotta, si muoveva Andrea Angiulli.

Abbiamo utilizzato una vecchia e bella scheda che la nostra mai troppo compianta Ilia Binetti ha redatto per quel nostro volume Nomi Antichi del 1998. È un nostro modo di salutarla affettuosamente ed omaggiarla ad anni dalla sua scomparsa.

Fu definito pedagogo e ginnasta, perché il suo insegnamento indulgeva a instillare nei discenti l’interesse anche per le arti motorie, come indispensabile supporto per la maturazione armonica dell’organismo umano.

Si può definire così un seguace e divulgatore delle teorie del pedagogista illuminista Friedrich Wilhelm Fröbel.

Studi e i viaggi di Angiulli

Era nativo di Castellana (1832) e studiò a Molfetta, a Bari, e successivamente a Napoli dove frequentò i corsi universitari di scienze naturali, di filosofia e di lingue moderne.

Andrea Angiulli

Attratto dall’hegelismo seguì le lezioni di filosofia di Bertrando Spaventa che gli procurò nel 1862 una borsa di studio di perfezionamento in Germania per approfondire lo studio dell’idealismo. Qui si interessò al positivismo a tal punto che nel 1865 si recò a Parigi e a Londra per assimilare direttamente da Comte e da Mill le teorie positivistiche.

Tornato in Italia prese tuttavia le distanze da Bertrando Spaventa.

Nominato professore di filosofia presso il Liceo Vittorio Emanuele di Napoli, le autorità scolastiche lo accusarono di inculcare nei giovani l’ateismo.

Dopo una serie di vicissitudini nel 1876 fu nominato professore di pedagogia all’Università di Napoli: sostenitore della validità della cultura laica, sottolineava l’importanza educativa della filosofia scientifica basata sullo studio della biologia, della psicologia, della sociologia, dell’antropologia e della storia, discipline che consentono di cogliere le correlazioni fra l’individuo e l’ambiente naturale e storico-sociale.

Insegnò etica e pedagogia alla scuola normale froebeliana fondata a Napoli. Alla sua morte lasciò incompiuti parecchi lavori di pedagogia, di filosofia e di etica.

La bibliografia e le opere a lui dedicate

Abbiamo scoperto una amplissima bibliografia di opere e contributi dedicati alla figura dell’Angiulli, che supera quella che di solito è dedicata a figure ritenute marginali o secondarie della cultura filosofica e sociologica, specie se di origini meridionali.

Non così per Andrea Angiulli al quale sono stati dedicati oltre settanta lavori già a partire dai suoi contemporanei e ancora negli ultimi anni del secolo scorso e nei primi di questo.

Scegliamo tra i tanti omaggi quello che gli tributò Michele Viterbo suo concittadino castellanese. Il Viterbo lo definì addirittura “cospiratore”, ricordandone le velleità dell’Angiulli e di altri suoi giovani sodali che elessero un “Comitato Rivoluzionario” appena proclamata l’Unità Nazionale, facendo seguito al proprio animo “ardente fautore di libertà, di nazionalità, di unità italiane”, partecipando assiduamente ai convegni dei grandi risorgimentali meridionali come il Pisanelli, lo Spaventa, il Pessina, il Marsell.

Andrea Angiulli è stato sostenitore della preminenza della educazione laica impartita dallo Stato, sottolineando l’importanza educativa della filosofia scientifica, che si basa sullo studio della biologia (da qui la deriva verso l’educazione fisica e la ginnastica), della psicologia, della sociologia, dell’antropologia, della storia, discipline che consentono di cogliere le correlazioni tra l’individuo e l’ambiente naturale e storico-sociale, e di adeguare la civiltà a progresso scientifico.

Tra le sue molteplici priorità si ricorda il ruolo di presidente del primo congresso di antropologia criminale a Roma nel 1885. Morì a Napoli l’anno 1890.


Bibliografia:

  • Michele Viterbo, Aspetti ignoti di un uomo noto. Andrea Angiulli cospiratore e uomo pubblico. In “Rassegna Pugliese di scienze, lettere ed Arti”, anno xxvii, 1912
  • Maria Consiglia Binetti, Andrea Angiulli. In I Nomi Antichi. Profili biobibliografici pugliesi. Roma, Ipz, 1998.

Link Wikipedia Andrea Angiulli:

https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Angiulli

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Francesco-Quarto
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

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