Una piazzetta per ricordare i 62 marinai che portarono san Nicola a Bari

62 marinai

62 marinai

Nella nostra indagine alla scoperta delle personalità che hanno dato origine alla toponomastica barese, questa volta ci soffermiamo a dissertare sulla piazzetta 62 Marinai, dedicata praticamente a quelli che fecero l’impresa. I prodi predoni che condussero le reliquie di san Nicola nella nostra città, così da renderla un luogo di culto e devozione tra i più “trafficati” di tutte le ere e di tutte le aree.

Piazzetta 62 marinai

Chi furono costoro? Marinai d’accordo, ma un nome l’avranno pur avuto! Un moto di curiosità ci ha colto passeggiando tra le strette viuzze della Città Vecchia nei pressi della grandiosa basilica di San Nicola.

Il documento dei 62 marinai

Esiste un documento che ce ne svela le generalità, oltre ai nomi già “noti” per essere stati incisi e immortalati sulle pietre collocate sulle pareti perimetrali della basilica: Stefanus Tarantinus e Maraldus, e poi di Disigius, Bisantius Saragulla, Stefanus, Topatius, Leo de Mele Sapatici, Albertus Nauclerius e Nicolaus filius Mundi. Pare addirittura che la loro sepoltura sia ubicata sottoterra in corrispondenza delle epigrafi.

Ma gli altri? Per conoscerli è necessaria una apposita visita presso il Museo Nicolaiano, proprio a fianco alla veneranda basilica. Una visita a musei, pinacoteche, archivi biblioteche è sempre una gradevole deviazione dai doveri quotidiani richiesti dalla vita, dal lavoro e pertanto il nostro auspicio sarà che andare a scoprire i nomi dei sessantadue, sia viatico per nuove e approfondite conoscenze dalla nostra antica storia.

Nel museo è esposta in bella mostra una preziosa pergamena, di raffinata fattura.

Il documento, come è preferibile definirlo in quanto la parola pergamena è riferibile al mero supporto scrittorio, risale al 1175, circa un secolo dopo la grande impresa, anno 1087, e contiene l’elenco nominativo dei personaggi, ma non solo di costoro, infatti sulla secondo colonna, compaiono altri nomi preceduti da una sigla.

Il documento con i nomi dei marinai

Ricompensati per la loro impresa

Di cosa si tratta? Dovete sapere che gli eroi dell’impresa erano stati riccamente ricompensati con il vitalizio corrisposto sugli utili economici e finanziari goduti dalla basilica, insomma una percentuale sulle donazioni, sui censi, sui redditi provenienti dai possedimenti feudali della Chiesa (tra cui Sannicandro e Rutigliano), che veniva accreditato ai marinai e in seguito anche ai discendenti ed eredi.

Un po’ come si è verificato dopo le guerre mondiali quando vedove, orfani di soldati caduti, hanno potuto usufruire di una “pensione” per quanto modesta o di un riconoscimento onorifico: medaglia, diploma.

Ma col passare dei tempi quella condizione di privilegio fu messa in discussione, forse perché estranei, non aventi originari diritti, accampavano pretese. Si ritenne pertanto necessario rievocare e stabilire, nero su bianco, i nomi dei marinai e contestualmente quelli degli eredi.

Ecco quindi la redazione del prezioso documento, stilato su due colonne con raffinati caratteri grafici, caratterizzato dalla clausola e quindi dalla formula pro eo Ecclesia.

La notazione stava a significare che il “credito” vitalizio era ceduto alla basilica e quindi notificava la rinuncia del discendente avente diritto.

Come ricordato all’inizio, la pergamena è nel Museo Nicolaiano, esposta con altri preziosissimi documenti antichi, dai caratteri minuti ed eleganti e dai colori sgargianti.

Da ammirare e far conoscere perché non rimanga una delle tante bellezze “ignote” della nostra città.

I cronisti dell’impresa

La vicenda del trafugamento, altrimenti definita “traslazione” delle reliquie del santo di Myra ha avuto una moltitudine di narrazioni, fin da epoca quasi coeva ai fatti. Ricordiamo i cronisti Arcidiacono Giovanni e Niceforo.

In epoca recente hanno scritto sulla impresa il Corsi (una rassegna delle fonti), il Pertusi (la questione della “gara” tra marinai veneziani e baresi per la conquista delle ambite reliquie) e il Cioffari (pubblicazione di fonti e cronache provenienti da paesi slavi).

I prodi marinai si distinguono per etnie e provenienze geografiche disparate: la Bari del 1087 era una città multietnica, cosmopolita, accogliente, ma levantina per eccellenza e vocazione!

I 62 Marinai

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Albertus nauclerius

Iohannacius de caro

Elias nauclerii cristani

Idelmannus de Poliniano

Sifandus f. Ioannis. propria? cle(ricus) ecclesie

Benedictus manicella

Nicolaus de Poliniano

Stephanus tarantinus

Faracus

Romano sancte Pelagie

Mele de Caloiohanne

Meliacca boccalata

Symeon dentica

Iohannes de Poliniano

Bisantius monopolitanus

Kirizzius de urania

Barda de Gisilfo

Miro de Poliniano

Topatius

Elefantus

Mele de presbitero Basilio

Disigius de Alberto

Summus

Urso de presbitero

Melis de presbitero Germano

Lupus presbiter

Melis de Germano

Stephanus bos

Matheus

Romoaldus bulpannha

Bonus homo

Gittannhus

Summissimuis

Maraldizzizus monopolitanus

Iohannaccarus nauclerius

Sire azzo caballo

Petracca caperrone

Demetrius bazzus

Leo de Guisanda

Iohannes de Poliniano

Iohannaccarus mancus

Petracca pelillus

Leo pelillus

Maio de Poliniano

Leo de lado

Petracca de Rossemanno

Lupus de chiunata

Grimoaldus presbiter

Michahel de zizula

Nicolaus de alba

Petrus de Sikinolfo

Stasius scannoria

Maio de adelfo

Leo sapatici

Pandilfus de Poliniano

Stephanus de cretazariis

Bisantius bucconus

Petronus nasus

Dalfius monopolitanus

Leo de iacono Disigio

Meliciaccia corbario

Bisantius saragolla


Bibliografia:

  • Agostino Pertusi, La contesa per le relique di San Nicola tra Bari, Venezia e Genova. In Quaderni Medievali, 1978
  • Gerardo Cioffari, La leggenda di Kiev. La Traslazione delle reliquie di S. Nicola nel racconto di un annalista russo contemporaneo, Bari, Levante, 1980
  • Pasquale Corsi, La traslazione di San Nicola: le fonti, Bari, Levante, 1987
  • Francesco Quarto, Una regata velica del Medioevo. La contesa tra Bari e Venezia per le reliquie di S. Nicola. In Società Cultura e Sport. Immagini e modelli in Puglia dall’antichità al XX secolo. Catalogo della Mostra. Bari, Adda, 1997

Link Beni Culturali:

https://www.beniculturali.it/luogo/museo-nicolaiano

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Francesco-Quarto
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

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