A Bari tanti Carducci ma un solo poeta!
Carducci
Quante vie Carducci a Bari! Ma attenzione, solo una è dedicata al noto poeta Giosuè, nel quartiere Murat. Bari vecchia custodisce una Corte Carducci, e nella periferia sud della città, verso Carbonara, nel quartiere Carrassi, da Corso Alcide De Gasperi si dirama una Strada vicinale Carducci. Alla scoperta dei tanti Carducci baresi.
Percorriamo a ritroso Via Quintino Sella e ci chiediamo sommessamente “Perché?”. Perché dedicare una strada di tale importanza a chi, per quanto ne sappiamo, con la nostra città ha avuto poco a che fare? Personaggio politico dei primi anni dell’Italia unita, un alpinista! Per una città votata al mare come Bari, cosa “ci azzecca”?! Sappiamo quanto la toponomastica susciti clamori, attriti e odi viscerali, campanilismi e guerre ideologiche. Rimandiamo a un altro momento la risposta alle nostre perplessità.
A ritroso, dicevamo: dal sottopassaggio omonimo verso Corso V. Emanuele. Lo superiamo e ci accorgiamo che l’intestazione è mutata, l’asse viario è ora Via Latilla. Sorridiamo, abbiamo offerto ai nostri lettori una lunga disamina sul personaggio – zio di Nicolò Piccinni – e del suo epigono, il Gino cantore melodico anni ‘50.
I Carducci di Bari
E allora vogliamo sapere come va a finire, e infatti la denominazione, all’incrocio con Via San Francesco d’Assisi, cambia ancora per trasfigurarsi nel gran poeta Giosuè Carducci. Tre nomi per un’unica strada!
Divaghiamo allora sul Carducci? No, e invece si! Ma non del poeta delle Odi barbare (vedete che la Settimana Enigmistica è di indubbia utilità!) e della nebbia sale piovigginando a gl’irti colli, ma dei Carducci baresi.
Scopriamo intanto l’esistenza di una Corte Carducci in Bari Vecchia e la Strada vicinale Carducci verso Carbonara, zona ex Ospedale Militare. Ma perché tanti Carducci a Bari?
Il casato
Un po’ di storia locale. Quello dei Carducci è stato un casato ben attestato nella nostra città fin da epoca medievale.

Una duratura permanenza, se è vero che ancora oggi alcuni Carducci (Calò Carducci per la precisione) offrono con generosità le loro collezioni di antichità baresi, le loro raccolte di memorabilia cittadine. Per non dire di un “ramo” tarantino fiorito in poeti, oratori e storici, anche contemporanei.
Torniamo indietro nei secoli avvalendosi del sostegno della letteratura filo patristica della città.
Le notizie storiche
Il nostro Vito Melchiorre ci dà esaurienti notizie dei primi membri del casato a Bari. Li dice provenienti da Firenze (e ti pareva!) già nel XV secolo – evidentemente a Bari gli etruschi si son trovati bene se hanno preso e continuato ad accasarsi con casati indigeni!
Potremmo chiudere qui le nostre divagazioni, ma un tarlo storiografico ci rode e ci induce a rileggere alcuni classici come il Beatillo e il Lombardi, dove scopriamo che nel lontano anno 1425 fu inviata dalla nostra città un’ambasceria presso i dogi di Venezia per tentare di dirimere alcune questioni e contenziosi occorsi tra le due comunità. Ambasciatore fu un “Nicolaus de Cartutio” o “Nicola de Cortutio” o “Nicola di Cartuccio” o “Nicolò Cardassi” oppure, ancora, il “Reverendo D. Nicolò Carducci, all’hora Arcidiacono di questa Catedrale”.
L’ultima variante è propria del Lombardi il quale si salva in angolo precisando che l’Arcidiacono “Non era egli di quei Carducci, che secondo l’Istorico Barese [Antonio Beatillo], venner poscia a fermarsi in questa Città da Fiorenza l’anno 1474 ma d’un’altra nobil prosapia d’origine Longobarda”.
Insomma due famiglie con lo stesso nome! A chi credere? Faccenda piuttosto ingarbugliata e aggravata dalla scarsa consuetudine a precisare l’ortografia di nomi e cognomi, che potevano così transitare nel nostro caso da Cardassi a Cartutio a Carducci!
Con conseguenze anche surreali quando si pensi che il celebre Libro Rosso, la raccolta di grazie, privilegi e concessioni goduti dalla città per la munificenza sovrana, compilato dai notai Nicolangelo e Scipione Cardassi tra Cinque e Seicento, era posseduto nei primi del XIX secolo dal nobile Ignazio Calò Carducci!
Politici, religiosi, medici e magistrati nella famiglia Carducci
Pare che la famiglia Carducci, singola o sdoppiata che fosse, avesse rappresentanza sia nella Piazza della Nobiltà sia nella Piazza del Popolo Primario, i due ceti oligarchici che si spartivano il Regimento (governo) della città, esprimendo Sindaci e Decurioni, come pure Arcidiaconi e Canonici nelle due Chiese maggiori e addirittura Vescovi come furono Giovanni Francesco a Lacedonia e Nicolò de Carduccio a Conversano (ma la circostanza è stata soggetta a dubbi e contestazioni). Non mancarono donne dedite alla contemplazione religiosa come Suor Paola e Costanza Carducci Gliro nel Monastero di Santa Scolastica e ancora nei Monasteri di San Giacomo Olivetano. Medici e magistrati, doganieri.
Non possiamo aggiungere le molteplici occorrenze della famiglia in città, cappelle ed epigrafi nelle principali chiese. Ci aiuta l’altro celebre storico Francesco Bonazzi che editando per la prima volta la cinquecentesca Cronaca delle famiglie nobili di Bari di Vincenzo Massilla, espone con precisione le origini delle due diverse case Carducci, gli avvicendamenti dinastici e parentali, accasati con i Gliro o con i Chiuri Jannace e trasmigrati anche a Taranto, dove ancora oggi i Carducci si dedicano agli studi storici.
Insomma, quella dei Carducci, una famiglia barese completamente e durevolmente inserita nelle vicende sociali della città, vanto di Bari, ben oltre l’assonanza con il più celebre poeta toscano!
Foto: Nicola Antonio Imperiale; Salvatore Schirone
Bibliografia
- Francesco Bonazzi, La Cronaca di Vincenzo Massilla delle famiglie nobili di Bari. Napoli, Tipografia dell’Unione, 1881.
- Francesco Quarto, Il “Regimento” di Bari. Un inedito di Francesco Lombardi sul patriziato barese, «Nicolaus Studi Storici», Bari, VII, 1996, fasc. 2, p. 451-599.
Link Treccani Carducci:
https://www.treccani.it/enciclopedia/giosue-carducci/
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.








