La “Case tra le case”: Santa Maria delle Vittorie, una nuova chiesa per un quartiere in crescita – Carrassi 1948 -1982

chiesa

chiesa

Abbiamo già visto come lo sviluppo urbanistico di Bari oltre la cinta ferrovia si sia andato organizzando intorno alle due chiese di San Pasquale e del SS. Sacramento, dando vita ai due popolosi quartieri di San Pasquale, appunto, e Carrassi. La continua crescita demografica ha prodotto, soprattutto a partire dagli anni ’50, la nascita di altre importanti edifici sacri. Dopo aver parlato della parrocchia di San Marcello, ora è la volta di Santa Maria delle Vittorie.


La Chiesa di S. Maria delle Vittorie ottenne l’autorizzazione ecclesiastica per la sua trasformazione in parrocchia il 2 agosto 1949 ma, per difficoltà sorte circa i confini parrocchiali, la sua erezione canonica venne solo più tardi, il 23 dicembre 1956, dall’Arcivescovo Enrico Nicodemo (1953-73). Primo parroco fu il sacerdote carmelitano, Padre Giuseppe Bifaro (1913-1978), che resse la parrocchia nel biennio 1956-57. 

Padre Giuseppe Bifaro (1913-1978)

La chiesa Santa Maria delle Vittorie

Tale parrocchia fu inizialmente accolta in una struttura di epoca antecedente, la chiesa conventuale costruita dai PP. Carmelitani dell’Antica Osservanza, durante la guerra, della quale abbiamo scarne testimonianze nelle cronache dell’epoca, e un frammento di video amatoriale di Nicola Iacobellis, girato in Super 8 in occasione delle prime comunioni del 30 maggio 1976 (digitalizzazione e montaggio di Claudio Bottalico):

Da un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno dell’epoca apprendiamo quanto segue. 

Nella Chiesa dei Carmelitani al corso Sicilia [nel periodo 1943-68 corso Sicilia era la denominazione dell’attuale corso Benedetto Croce], con una solenne funzione religiosa sarà inaugurata e benedetta la nuova statua della Madonna del Carmelo, pregevole lavoro in legno scolpito da Stuflesser di Ortisei. Altre nuove opere di sistemazione e quadri del pittore Umberto Colonna arricchiscono la chiesa del popoloso rione Carrassi.

Nuova Chiesa al Rione Carrassi, in La Gazzetta del Mezzogiorno, 25 aprile 1948
22 dicembre 1956 – festeggiamenti per l’erezione della parrocchia: la statua della Madonna esce dalla vecchia Chiesa e viene portata in processione nella villa comunale
La statua lignea della B.V. del Monte Carmelo benedetta il 25 aprile 1948 e stata restaurata nel 2018 nella ricorrenza del  70 della sua consacrazione
23 dicembre 1956: mons. Enrico Nicodemo, arcivescovo di Bari e P. Giuseppe Bifaro, primo parroco,  durante la cerimonia di possesso canonico

Abbattimento del vecchio edificio

Tale Chiesa, edificata dai Carmelitani negli anni 1941-1943 (Ing. Genchi), fu abbattuta nel 1981 per costruirne una nuova più capiente, che è quella attualmente visibile.

La facciata dell’antica chiesa
Una rara foto degli interni della vecchia chiesa

La nuova chiesa

L’attuale chiesa (1972-76 progetto; 1980-85 realizzazione) fu progettata dall’Arch. Vito Sangirardi (Palo del Colle, Bari 1909 – Bari 1999).

Disegno degli esterni (Vito Sangirardi, 1980)
Disegno degli interni (Vito Sangirardi, 1980)

Il progetto iniziale prevedeva l’erezione di un tempio molto più ampio nell’area dell’attuale Parco di Largo Due Giugno, ma la mancata disponibilità di tale suolo impose la redazione di un nuovo progetto nell’area della chiesa preesistente previa demolizione.

Disegno del primo progetto previsto in Largo Due Giugno, successivamente scartato (Vito Sangirardi, 1980)

Lasciata ogni pretesa di monumentalità il progetto trova nella volontà di essere Casa tra le case e nel’essenzialità architettonica e funzionale le motivazioni essenziali per la sua definizione, con l’evidente scopo di esaltare la sua naturale forza di attrazione e di partecipazione alla vita del quartiere.

(Bari velata…, p. 95, cfr. Bibliografia)

Le suppellettili, nonché le decorazioni plastiche e pittoriche (si notino in particolare il Crocifisso ed il mosaico sulla parete dietro l’altare, nonché la statua della Madonna col Bambino a coronamento del fronte esterno), furono realizzate dalla Ditta “Domus Dei” di Roma (fondata nel 1963) su bozzetti dello stesso architetto, che fu anche pittore.

La croce trasparente lascia intravedere l’effigie della Madre, posta sulla parete absidale
Mosaico lato sinistro del presbiterio
Mosaico lato destro del presbiterio

L’impegno dell’architetto nel progetto di questa “opera d’arte totale” – ideale artistico perseguito inizialmente da Klimt e dagli artisti della “Secessione Viennese”, ma che attraversa tutto il Novecento – è peraltro ricordato in una recente e pregevole pubblicazione curata dagli Eredi: 

È l’ultima chiesa progettata. Dagli schizzi d’insieme si intuisce l’idea dell’incastonamento in un quartiere densamente abitato. Con questa costruzione, Sangirardi riprese l’attività artistica figurativa: suoi sono i bozzetti della scultura esterna e del mosaico sulla parete dietro l’altare, mentre il Cristo in croce lo realizzò presso una bottega artigiana.

(Vito Sangirardi. Riflessioni sulla città. Cfr. bibliografia)

La posa della prima pietra

La prima pietra della chiesa fu posta 1° marzo 1980, mentra la consacrazione da parte dell’arcivescovo Mariano Magrassi avvenne il 9 luglio 1982.

Celebrazione della posa della prima pietra, 1° marzo 1980
9 luglio 1982 – ‘arcivescovo, mons. Mariano Magrassi consacra l’altare del nuovo tempio

La descrizione della chiesa di Santa Maria delle Vittorie

L’ingresso dell’edificio sacro si presenta più arretrato rispetto al prospetto che riproduce, con cemento a vista, una forma curva tondeggiante a simboleggiare la maternità della Chiesa, evocata anche dalla sovrastante statua bronzea della Vergine che sorregge il Bambino Gesù a braccia aperte, nel segno del dono e dell’accoglienza del Figlio di Dio.

L’ingresso dell’edificio si presenta più arretrato rispetto al prospetto
Una forma curva tondeggiante a simboleggiare la maternità della Chiesa
…evocata anche dalla sovrastante statua bronzea della Vergine…
Facciata esterna…
… che sorregge il Bambino Gesù a braccia aperte
… vista dalla strada
Particolare esterno

L’architetto del secondo Novecento barese

Il Sangirardi aveva inizialmente studiato pittura, una passione che non abbandonerà mai; allievo del prof. Carlo Siviero (Napoli 1882 – Capri, Napoli 1953) al R. Istituto d’Arte di Napoli (1927-32) si perfezionò a Roma, dove ebbe i primi riconoscimenti. Il suo olio su tela Il Novizio (1933) impressionò favorevolmente S.A.R. la Principessa Maria di Savoia. Decano dell’Ordine degli Architetti di Bari, fu l’architetto più importante del “secondo Novecento barese” (il protagonista indiscusso del “primo Novecento barese”, Saverio Dioguardi, morì nel 1961): il suo complesso “Villaggio del Fanciullo” (con Ing. Giovanni Jacobellis – Ing. Mauro Sylos Labini, 1948) in piazza Giulio Cesare, dinanzi al Policlinico, è annoverato (nel famoso Atlante per la tutela edito da Laterza, redatto da Nicola Signorile in collaborazione con l’architetto Francesco Paolo Gismondi) tra le migliori architetture novecentesche a Bari.

Il progetto del Villaggio del Fanciullo prevedeva anche una grande chiesa (non realizzata), a dimostrazione ulteriore dell’interesse del Sangirardi verso l’arte sacra: un interesse nient’affatto episodico, se pensiamo che anche nella Chiesa del Carmine a Sannicandro, oltre a progettare la fabbrica, Sangirardi dipinge una pala d’altare raffigurante Il Redentore (1950).

Interni…
… della chiesa

Foto copertina ed esterni della chiesa: Nicola Antonio Imperiale

Foto interne e storiche: Archivio della @Provincia Napoletana dei Carmelitani

Bibliografia

  • Bari svelata. Bellezze nascoste o poco conosciute, a cura di Michele Buquicchio, foto Michele Roberto, Mario Adda Editore, Bari 2020, pp. 95-99.
  • Vito Sangirardi. Riflessioni sulla città. Bari e Trani 1950-1980, prefazione Antonella Calderazzi, LB Edizioni, Bari 2020, pp. 118-121.
  • Archivio della Provincia Napoletana dei Carmelitani, foto e documenti, “Vita Carmelitana” – http://www.vitacarmelitana.org.

[c] [y] Tutti i diritti riservati

smart
+ posts

Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *